Solidarietà agli indagati per le manifestazioni contro il genocidio in Palestina: no alla criminalizzazione della solidarietà internazionale e del dissenso al Governo Meloni.
USB di Parma esprime piena solidarietà ai 21 cittadini e cittadine attualmente sottoposti a procedimento giudiziario in seguito alla loro partecipazione alla manifestazione del 1° ottobre, in risposta al blocco israeliano della flotilla umanitaria diretta a Gaza e all'arresto dei suoi equipaggi.
La manifestazione di quella giornata si inserisce nel contesto straordinario di mobilitazioni di quei giorni, durante i quali centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno bloccato stazioni, porti, strade e fabbriche per esprimere solidarietà al popolo palestinese e denunciare le responsabilità dei governi occidentali.
È grave il fatto che la partecipazione a manifestazioni come quella svoltasi a Parma possa oggi costituire oggetto di indagine penale: siamo di fronte alla ennesima conferma del pesante attacco al diritto costituzionalmente garantito alla libera manifestazione del pensiero e alla partecipazione democratica.
È un chiaro gesto repressivo che cerca di punire chi in quei giorni, non è rimasto a casa, ma è sceso in piazza perché non vuole essere complice del nostro governo e del genocidio in Palestina: la nostra organizzazione ribadisce con fermezza che il diritto di manifestare è un pilastro fondamentale della democrazia e rappresenta una regressione sul piano delle libertà civili.
Rivendichiamo con orgoglio quelle giornate di lotta e solidarietà, rivendichiamo che la volontà di un popolo che lotta a fianco della Palestina non può essere ridotta al silenzio attraverso sanzioni e denunce.
USB PARMA