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Riflessioni sul Precariato

Lamezia Terme,

Sciopero Generale

 

 

RIFLESSIONI SUL PRECARIATO E SCIOPERO NAZIONALE

In Italia sono circa 4 milioni i lavoratori con contratto atipico. Contratti a progetto, lavoratori interinali che ogni 3 o 6 mesi possono essere lasciati a casa senza nessuna spiegazione. Quasi tutti giovani, ma non solo e molti di questi rischiano di non superare la crisi. O almeno, di non superarla mantenendo il posto di lavoro.

Nel periodo 1992-2007 la quota di lavoratori dipendenti con contratto a termine sul totale dei dipendenti si è più che raddoppiata, passando dal 6,2 per cento al 13,2 e, guardando ai flussi, si osserva che dal 2001 al 2007 la quota annua di nuove assunzioni con contratti a tempo indeterminato si è ridotta dal 60 al 45 per cento.

In Piemonte a dicembre 2008 le assunzioni attraverso i contratti a tempo determinato sono crollate di quasi il 20 per cento, dopo il -13,3% di Ottobre e il -18% di Novembre. Tra Ottobre e Novembre nel Torinese - dati provenienti dai Centri per l'impiego - si sono persi, senza i rinnovi dei contratti a termine, quasi 21 mila posti di lavoro, quando solo nei tre mesi precedenti il calo era stato decisamente più contenuto: poco più di 4.000.

A Lamezia Terme terza Città della Calabria dove ci stanno una marea di banche il Centro Impiego provinciale per l'occupazione non ha nessuna offerta di lavoro da mesi.

Fin qui i freddi numeri dietro a cui, purtroppo, ci sono persone reali.

Si recupererà con uno stipendio più elevato, penserete... se...

In media, c'è una differenza salariale che oscilla tra il 7 e il 20 per cento a svantaggio dei lavoratori flessibili. Un divario amplificato dalla frequenza delle interruzioni dei rapporti di lavoro.

Che dire, sei giovane e (quindi) precario? Mettiti il cuore in pace, vai a letto e risvegliati solo quando avrai 50 anni. Forse, allora, riuscirai ad ottenere qualcosa.

40 mila lavoratori in meno solo nel settore della scuola, tasso di disoccupazione nella zona euro attorno al 9% (e in Italia va molto peggio).

La crisi si sarà anche sfogata, come dice il nostro Premier, ma questo non ci deve far dimenticare il fatto che tantissimi posti di lavoro sono già stati persi (nelle fabbriche che dovevano fallire e sono fallite ecc. ).

Nel giorno in cui Berlusconi ammetteva tutto quello che si diceva da settimane (ci sono in giro un sacco di belle figliole e io non sono un Santo, l'avete capito tutti, speriamo che lo capiscano anche quelli di Repubblica) arrivarono i dati del CNEL (no comment - leggi)

(Nel 2009 l'economia italiana potrebbe assistere alla scomparsa di oltre mezzo milione di posti di lavoro. La stima diramata nel rapporto sul mercato del lavoro del Cnel, secondo cui sono a rischio tra le 350mila e le 540 mila unità se misurate in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di unità di lavoro annue. Lo stock di disoccupati potrebbe aumentare all'interno di in una forchetta che oscilla tra 270mila e 460mila unità. Nella peggiore delle ipotesi, il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare a sfiorare il 9% a fine anno)

In questi giorni non si parla d'altro: di Noemi, e immigrati (Vi ricordate il Film Brutti, Sporchi e Cattivi). Vorremmo però ritornare su un argomento di cui non si parla più: la crisi. Che bello! Se non se parla più vorrà dire che la crisi è finita. E invece no.

I comunisti ci informano che il numero di ore di cassa integrazione nel settore dell'industria è salito, ad Aprile, a +864% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Si tratta di quasi di 200 milioni di ore (sì, avete letto bene, 200 milioni, non proprio bruscolini).

Va beh, andrà meglio per i precari. Certo! Infatti a quanto pare sono stati stati 60 mila i lavoratori precari del settore pubblico che sono rimasti a casa a partire dal primo luglio 2009, per arrivare poi a oltre 120mila nel 2010 e a 200mila nel 2011.

Nel frattempo la RdB non sta con le mani in mano, pronto un

VADEMECUM PER RICORSI LSU – EX LSU

affinché si riconosca il diritto degli LSU alla retribuzione mensile e al trattamento previdenziale, ma anche al trattamento di fine rapporto, il tutto calcolato sia in base ai minimi di retribuzione ex art. 36 della Costituzione e art. 2099 c.c., ma anche alle altre competenze previste dal contratto collettivo di categoria.

1. Per maggiori informazioni e ritirare i modelli dei ricorsi previa delega, rivolgersi alle sedi Regionali o Provinciali RdB/CUB qui di seguito indicate;

Federazione Regionale RdB/CUB con sede a Lamezia Terme Via Aldo Moro n. 33 tel.

096825234 – fax 0968447474;

2. Federazione Provinciale di Reggio Calabria Via Calabria tel.+ fax 0965 599173

Intanto Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all’attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani.

Generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obbiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia già grande e partecipato. La articolata piattaforma dello sciopero rappresenta un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso, fornendo un alternativo e concreto strumento in mano ai lavoratori/trici, richiedendo il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori '' atipici'', con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza; sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti;messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali; contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi;investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi; contro l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici della P.A.; ritiro della riforma Brunetta; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare; pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale/nazionale.