21 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 08:53
Insieme siamo imbattibili.

SCIOPERO GENERALE 13 LUGLIO 2007

Roma, 05/07/2007 03:19

SMANTELLAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2007, è stato pubblicato il DPCM 13 aprile 2007 recante le "Linee guida per l'attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 1, commi da 404 a 416 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - Finanziaria 2007" (pubblicato sul nostro sito www.rdbtesoro.it).
Il DPCM 13 aprile 2007, e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, risulta propedeutico a quanto previsto dal comma 412 della legge Finanziaria 2007 che dispone lo smantellamento e la destrutturazione dell'intera Pubblica Amministrazione, a partire dal MEF.

La "riallocazione del personale", la "rideterminazione" delle strutture periferiche e la "riorganizzazione" degli uffici ispettivi e di controllo non sono che alcuni aspetti di specifici regolamenti che ogni singola amministrazione dovrà emanare per portare a compimento, nel rispetto dei tempi previsti dalla legge finanziaria 2007, la messa "sul mercato privato" dei servizi della pubblica amministrazione e l'espulsione dai processi produttivi dei lavoratori pubblici.
Il memorandum sul Pubblico Impiego siglato dal Governo e CGIL, CISL, UIL, le vicende sui rinnovi contrattuali e la proposta di un nuovo ordinamento professionale presentata dall'ARAN (pubblicato sul nostro sito www.rdbtesoro.it), delineano chiaramente il feroce assalto portato alle condizioni e ai bisogni dei lavoratori pubblici.

DPEF 2008/2011


L'attacco al lavoro pubblico è in perfetta simbiosi con quanto accade sia con il DPEF 2008/2011 sia con il tavolo sulle pensioni e sullo stato sociale.

Sul DPEF 2008/2011 (pubblicato sul nostro sito www.rdbtesoro.it) presentato dal Governo, è appena il caso di sottolineare che siamo di fronte a misure strettamente congiunturali, senza alcun carattere strutturale e continuativo, né sul piano delle risorse né su quello della spesa.

Il bonus di 350 euro per circa 2 milioni di pensionati vale solo per il 2007 e, comunque, ne restano fuori almeno ancora 1 milione e mezzo di pensionati; i soldi a sostegno dei giovani sono uno sberleffo a confronto della situazione del lavoro precario in Italia e legittimando l'impianto legislativo vigente; gli stanziamenti per la contrattazione integrativa sono finalizzati alla produttività e agli straordinari.

Insomma, stiamo parlando di interventi per la sussistenza, di assegni erogati per le famiglie e le prime case, per fasce d'età o di genere, per la "sfortuna" di essere precari o per il ricatto della produttività.

Il lavoro viene cancellato come valore sociale, salvo che non sia legato, appunto, allo sfruttamento e alla precarietà.

Stiamo parlando, perciò, di pura carità in una società in cui la vera emergenza non erano e non sono i conti pubblici ma, ancora una volta, e come sempre, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.

Infatti basta andare a dare una "sbirciatina" alla situazione dei salari reali che vede l'Italia agli ultimi posti in Europa per retribuzioni lorde annue, retribuzione media oraria e rivalutazione dei salari (ricerca Eurispes), la crescita del numero dei lavoratori precari al 54,6% sul totale della forza lavoro (dati Unioncamere), l'alto numero di ore di lavoro in un anno (1800), inferiore solo a Portogallo e Grecia (dati Ocse), il costo del lavoro orario che, in Italia, è di 17,25 dollari contro i 31 della media europea, il numero degli incidenti e dei morti sul lavoro, le discriminazioni verso lavoratori e lavoratrici migranti per rendersi conto dell'ipocrisia insita nel DPEF e della reale emergenza sociale nel paese.


PENSIONI E COEFFICIENTI


Si tratta di una mera e squallida "trattativa" che, anzichè rilanciare il sistema previdenziale pubblico, punta esclusivamente a garantire il risparmio previdenziale previsto dallo scalone della riforma Maroni e ad incentivare la previdenza integrativa complementare grazie, anche, al furto del TFR operato con l'odiosa clausola del silenzio/assenso.

Nessuno, tra le parti, intende rinunciare al rastrellamento di risorse che quello scalone permette e la proposta del ministro cigiellino Damiano, apparentemente più morbida, è comunque incentrata sullo scalone di Maroni.

Il Governo si accontenterebbe di aumentare l'età pensionabile a 58 anni con un sistema di incentivi per chi intende lavorare anche oltre. Questo sistema, resterebbe in vigore per tre anni, passati i quali, dopo una ulteriore verifica di sostenibilità con i conti, in caso di necessità si riproporrà di nuovo lo scalone di Maroni.

Insomma, la stessa filosofia del governo di centrodestra di allungare l'età pensionabile fino a 60 anni.

Questa, è la sostanza.

Con la rivalutazione dei coefficienti, infine, il Governo opererebbe una ingiusta ed inaccettabile taglio delle pensioni future, proprio per quei giovani che dichiara di voler tutelare.

Quindi, vogliono far pagare ancora una volta ai lavoratori, ai pensionati e ai precari l'aumento dei profitti e delle rendite, l'evasione fiscale e la speculazione finanziaria.

Occorre, pertanto, opporsi mediante le lotte sociali e sindacali, in una rinnovata capacità autonoma e rivendicativa delle lavoratrici e dei lavoratori mediante la pratica della conflittualità su pensioni, welfare, salario, orario e diritti sindacali per tutti nei posti di lavoro, in una piattaforma sociale "di classe" che punti al superamento della legislazione sulla precarietà e sull'immigrazione, al rilancio del sistema previdenziale pubblico, contro il furto del TFR mediante il silenzio/assenso, alla dismissione dei progetti di devastazione e militarizzazione dei territori.

Lo sciopero generale del sindacalismo di base del 13 luglio 2007 è tutto questo: conflittualità e protagonismo delle classi lavoratrici.

No all’aumento dell’età pensionabile, diritto alla pensione con 35 anni di contributi, calcolo per tutti al 2% annuo sulle ultime retribuzioni, rivalutazione automatica all’aumento del costo della vita e alla dinamica salariale, recupero della perdita di potere d’acquisto, No allo scippo del Tfr con il silenzio assenso.

CONTRO LO SMANTELLAMENTO DEL MEF

Sciopero Generale

venerdì 13 luglio 2007

intera giornata

Manifestazione Nazionale a Milano

Largo Cairoli, ore 9,30

Presidio a Roma, Ministero dell'Economia e delle Finanze

Via XX Settembre, 97 - ore 10

 

 

 

 

 

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DPCM 13 APRILE 2007 Linee guida per l'attuazione delle disposizioni icontenute nell'articolo 1 commi da 404 a 416 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 G.U. n. 152 del 3.7.2007

DPCM 13 APRILE 2007

            - ALLEGATO 1

            - ALLEGATO 2

            - ALLEGATO 3

            - ALLEGATO 4

 

 

 

 

 

 

 

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