18 settembre 2021, ultimo aggiornamento alle 18:00
Insieme siamo imbattibili.

Sistema di classificazione Funzioni Centrali, la politica interviene. USB: verificheremo al tavolo Aran

Roma, 02/08/2021 11:53

La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Funzioni Centrali è stata avviata ormai da tre mesi ma solo di recente si è cominciato a discutere della modifica dell’attuale sistema di classificazione, entrando nel vivo di uno dei temi più importanti del prossimo CCNL 2019-2021.

Nell’autunno del 2020 partecipammo in modo propositivo ai lavori della Commissione paritetica prevista dal precedente contratto e fummo gli unici ad avanzare una proposta di mediazione di nuovo sistema di classificazione per avvicinare le posizioni di tutti i sindacati, nel disinteresse pressoché generale. Inoltre, evidenziammo con chiarezza le modifiche legislative necessarie ad assicurare a tutti i lavoratori, indipendentemente dal titolo di studio posseduto, il diritto a percorrere l’intera carriera sulla base della verifica della professionalità acquisita e dell’impegno assicurato.

Nelle scorse settimane, in concomitanza con i lavori di conversione in legge del DL 80/2021, cosiddetto decreto Reclutamento, abbiamo interessato tutti i gruppi parlamentari e la Commissione Affari Costituzionali per chiedere l’inserimento di una norma che andasse incontro alle aspettative espresse.

Il Governo ha predisposto un maxiemendamento che ha ricevuto lo scorso 29 luglio la fiducia del Senato e nei prossimi giorni passerà al vaglio della Camera che dovrà approvarlo senza modifiche entro l’8 agosto. All’articolo 3 del provvedimento legislativo è previsto che i contratti collettivi 2019-2021 possano stilare tabelle di corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti, ad eccezione dell’istituenda area delle elevate qualificazioni, sulla base dell’esperienza e della professionalità maturate ed effettivamente utilizzate dall’amministrazione di appartenenza per almeno cinque anni, anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso all’area dall’esterno. All’attuazione della presente norma si dovrà provvedere con le risorse destinate ad assunzioni a tempo indeterminato disponibili a legislazione vigente. Finalmente qualcosa si muove.

La pressione esercitata negli anni, le numerose iniziative di protesta promosse, le circostanziate richieste di modifiche legislative, un mansionismo talmente palese da non poter più essere nascosto, hanno costretto la politica a prendere provvedimenti e prodotto un risultato concreto. Tuttavia, ci chiediamo se questo sia sufficiente ad assicurare a tutti i lavoratori pubblici il diritto a percorrere l’intera carriera sulla base della verifica della professionalità espressa, indipendentemente dal titolo di studio posseduto, che resta un valore aggiunto da considerare opportunamente ma non può rappresentare il discrimine tra la possibilità o meno di fare carriera.

Abbiamo chiesto norme strutturali, proiettate nel futuro, non vorremmo invece trovarci di fronte a soluzioni temporanee, che valgano solo in prima applicazione del nuovo sistema di classificazione e che non rappresentino una positiva soluzione per tutti.

Una volta approvato il provvedimento, è al tavolo contrattuale con l’Aran che occorrerà fare chiarezza sulla portata della norma e sui suoi concreti effetti. È lì che continueremo a batterci perché il contratto 2019-2021 sani palesi ingiustizie perpetrate per anni a danno di lavoratori costretti all’esercizio di mansioni superiori senza alcun riconoscimento, riconosca l’opportunità di adeguati sviluppi professionali anche a chi si trova già in III Area o Area C, valorizzi il personale che svolge funzioni specialistiche e specifiche. Non rinunceremo neanche alla nostra battaglia di addebitare ai bilanci delle singole amministrazioni i costi dell’organizzazione del lavoro sgravando i Fondi dagli oneri delle posizioni organizzative e degli incarichi direttivi.

Cercheremo di valorizzare al meglio la norma contenuta nel provvedimento legislativo di conversione del DL 80/2021, ma se non risponderà alle esigenze da noi rappresentate siamo pronti a mobilitare nuovamente le lavoratrici e i lavoratori del Comparto Funzioni Centrali per ottenere un risultato positivo e un contratto soddisfacente.

 

USB P.I. Funzioni Centrali

 

 

Roma, 2 agosto 2021                                                   

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