Rilanciamo la campagna “Un farmaco per Cuba”: una raccolta fondi per l'acquisto e l'invio di farmaci essenziali a ospedali e presidi sanitari cubani.
www.produzionidalbasso.com/project/un-farmaco-per-cuba/
Per la consegna e la distribuzione ci affideremo ai nostri colleghi cubani della Central de Trabajadores de Cuba (il sindacato della Repubblica di Cuba) che, insieme a noi, fa parte della Federazione Sindacale Mondiale (FSM). Non è carità: è solidarietà di classe. È la risposta dei lavoratori del mondo alla prepotenza dell'impero.
Rilanciamo la settimana internazionale di lotta in sostegno di Cuba dal 6 al 12 aprile, promossa dalla FSM.
Da oltre sessant’anni Cuba è sotto attacco. Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti rappresenta uno degli strumenti più lunghi e violenti di aggressione imperialista della storia contemporanea. Un vero e proprio atto di guerra che colpisce direttamente le condizioni materiali di vita del popolo cubano, limitando l’accesso a beni essenziali, energia, farmaci, tecnologie.
Negli ultimi anni questa offensiva si è ulteriormente intensificata, con nuove misure restrittive, sanzioni e tentativi di isolamento totale dell’isola. Le recenti dichiarazioni di Donald Trump segnano un salto di qualità estremamente grave. Affermare che “Cuba è la prossima” e che “a volte bisogna usare la forza” significa rilanciare apertamente la minaccia di un’aggressione militare. Parole che si inseriscono in un quadro internazionale già segnato da guerre, interventi e destabilizzazioni portate avanti dagli Stati Uniti, da Israele e dai loro alleati.
Lo schema è sempre lo stesso: prima si strangola un Paese con sanzioni e blocchi, poi si alimentano tensioni interne, infine si legittima l’intervento diretto in nome della “democrazia”. È già successo e si vuole riproporre anche contro Cuba.
USB denuncia con forza questa escalation e respinge ogni tentativo di costruire consenso attorno a nuove operazioni di guerra. Cuba è nel mirino non per quello che non ha, ma per quello che rappresenta: un Paese che, pur tra mille contraddizioni e difficoltà, ha difeso la propria sovranità e costruito un sistema fondato su diritti sociali universali come sanità, istruzione, casa.
Difendere Cuba oggi significa stare dalla parte dei lavoratori e dei popoli che resistono all’imperialismo. Significa opporsi alla logica della guerra, delle sanzioni e del dominio economico.
Per questo l’USB sarà in piazza l’11 aprile a Roma per:
-
dire no al blocco economico contro Cuba
-
respingere ogni minaccia di aggressione militare
-
difendere il diritto all’autodeterminazione dei popoli
-
rilanciare la solidarietà internazionalista
Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, i giovani, i disoccupati, i pensionati a partecipare.
Contro il blocco e contro la guerra.
Cuba non si tocca.
L’USB sarà in piazza.
Unione Sindacale di Base