24 gennaio 2022, ultimo aggiornamento alle 21:47
Insieme siamo imbattibili.

DHL internalizza i lavoratori: le lotte USB sbaragliano precarietà e flessibilità concesse dai sindacati concertativi e triplica le risorse per la conciliazione

Nazionale, 26/11/2021 10:41

Si sta lentamente sgretolando il sistema malato degli appalti sotto i colpi delle inchieste della magistratura, che mettono in luce una realtà fatta di evasione fiscale e contributiva agita mediante l'uso di coop e società fittizie che nel torbido di esternalizzazioni, assunzioni precarie, "buste paga false" hanno realizzato profitti e fatto risparmiare i loro committenti.

È quanto sta accadendo in DHL ove inizia un processo di internalizzazione dopo che un bel po' di Procure della Repubblica hanno messo sotto inchiesta appaltatori e manager del player logistico legato alle poste tedesche.

Il problema è però che DHL sta tentando di cambiare il pelo mantenendo il vizio. L’internalizzazione riguarderà per ora 7 magazzini per un totale di circa 800 lavoratori in un lasso di tempo di 18 mesi. Questo percorso è iniziato con un accordo farlocco siglato coi sindacati concertativi e collaborazionisti (che oltretutto hanno una ridicola e marginale rappresentanza) improntato a precarietà e flessibilità.

I tre cagnolini al guinzaglio di DHL – Cgil Cisl Uil - avevano infatti concesso deroghe al CCNL sia riguardo il numero di lavoratori precari (portato addirittura al 45%) sia riguardo le settimane di flessibilità creando un mix nel quale i facchini non avrebbero più avuto un tempo di vita essendo costantemente "reperibili", avrebbero avuto lo straordinario considerato come lavoro ordinario, una settimana lavorativa di 6 giorni anziché di 5, il rischio di essere messi forzatamente a casa nei periodi di "flesso" dei volumi e magari sostituiti da interinali che costano meno di loro. Il tutto con una conciliazione (una sorta di sanatoria economica per eventuali spettanze erroneamente o arbitrariamente non retribuite) di 500 €.

La lotta che le donne e gli uomini di USB hanno condotto, purtroppo in solitudine, nei magazzini di Corteolona (Pavia) e Borgo San Giovanni (Lodi) ha però prodotto il risultato buono. La sperimentazione legata all'internazionalizzazione avverrà a partire dai limiti contrattuali previsti per il personale precario, personale per il quale USB rivendica un diritto di precedenza nella continuità lavorativa e nelle stabilizzazioni, la settimana lavorativa sarà di 5 giorni dal lunedì al venerdì, il luogo di lavoro sarà nei siti attuali, le ore in eccedenza lavorate durante i picchi diverranno ferie aggiuntive. Da ultimo, ma non per ultimo, le conciliazioni economiche sono state, nei due magazzini, mediamente triplicate arrivando ad essere QUINTUPLICATE per i lavoratori con maggiore anzianità di magazzino.

Le considerazioni da fare sono che:

  1. la lotta paga;
  2. la lotta paga quando ci si organizza in un sindacato serio che non fa sconti ai padroni, come USB;
  3. esattamente come nella vertenza Alitalia le donne, le compagne di DHL sono state il reparto trainante e di avanguardia.

Siamo all'inizio di un nuovo percorso nel quale i lavoratori e le lavoratrici saranno chiamati a difendere tempo e spina dorsale. DHL chiude il sistema degli appalti per sfruttare direttamente ancora di più. L'obiettivo dei padroni è aumentare la produttività individuale, allungare sempre più il tempo di lavoro, pagare meno, dominare sempre più il tempo di vita.

USB ha una proposta: costruire contropotere operaio con la resistenza e il conflitto.

USB c'è, c'è con forza e lucidità.

#SCHIAVIMAI

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