12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 07:14
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Lo scuolabus comunale non farà più tappa nei rioni

Trieste, 06/08/2007 10:16
5 agosto 2007 - Il Piccolo È ormai definitivo il taglio del servizio. Il sindaco Dipiazza: «Al municipio costava 270mila euro all’anno ma veniva sfruttato poco» Soppressi anche gli ultimi collegamenti, rimarrà servito solamente l’Altopiano di Laura Tonero

Trieste - A settembre riapriranno le scuole, ma gli scuolabus gialli, in alcune zone della città, non ci saranno più. Non ci sarà più, per gli alunni delle primarie e delle secondarie di primo grado, il pulmino che garantisce il tratto di strada tra casa e scuola.

Il servizio, sostenuto economicamente dal Comune di Trieste e gestito dalla Trieste Trasporti, continuerà ad essere attivo sull'Altipiano, verranno invece soppresse le linee G, F e P.

La G, partendo da via Baiamonti, nel periodo scolastico percorre via Revoltella, via San Pasquale e via Forlanini alla scuola Pertini. Al ritorno percorre invece la statale 202 per arrivare alla scuola Domenico Lovisato in via Svevo.

La linea F, partendo da Piazzale Cagni, attraversa Borgo San Sergio e Altura garantendo la copertura del servizio a tutte le scuole elementari e medie della zona. Al pomeriggio serve la zona di Altura e di Cattinara.

Infine, la linea P, passa da Raute ad Altura per poi dirigersi verso la scuola Rodari di via Costalunga, la Caprin di via Paisiello, la scuola Rossetti di via Zandonai, la Grbec a Servola per poi raggiungere Piazza Foraggi e la scuola Gaspardis in via Donadoni.

«Al Comune di Trieste - spiega il sindaco Roberto Dipiazza - questo servizio costa esattamente 270 mila euro all'anno ed è un servizio che noi garantivamo gratuitamente ma le presenze dei bambini non erano assidue e molte corse erano pressoché vuote».

Circa sei mesi fa il Comune di Trieste ha deciso di far pagare una sorta di abbonamento di 20 euro al mese pensando che quando uno paga, garantisce in qualche modo anche la sua presenza, ma comunque, a detta del sindaco, le presenze non erano soddisfacenti. L’introduzione del servizio a pagamento ha provocato la protesta dei genitori che si sono organizzati in un vero e proprio comitato che ha avuto in Altura e Borgo San Sergio il centro. Nei mesi scorsi si è tenuto anche un incontro pubblico, convocato dagli stessi genitori e aperto alla partecipazione dei rappresentanti del Comune.

«Ma i soldi proposti per lo scuolabus - spiega Dipiazza - non verranno utilizzati dal Comune per altre attività che non hanno a che fare con la scuola, non li introiteremo per fare strade e aprire cantieri. Anzi, li investiremo sulle gite scolastiche mettendo la parola fine a tutte quelle umilianti questue. Quando i bambini venivano portati a vedere il Castello di San Giusto o quello di Miramare - racconta - veniva chiesto ad ognuno di loro un soldino, un euro. Ora - conclude Dipiazza - queste gite le pagherà il Comune".

Sulla questione intervengono anche i sindacati con l'Ugl che, comunicando l'aggiornato dato sulla mancata prestazione del personale della Trieste Trasporti, pari al 6%, ribadisce la necessità di assunzioni e non di costanti tagli.

Le Rdb sottolinea invece come il Comune di Trieste abbia deciso di risparmiare i soldi di quel servizio senza rendersi conto che venivano tagliati anche i posti di lavoro di chi conduceva quei pulmini. «È la stessa vicenda che vede la Provincia dare il via libera ai subappalti - sottolinea Willy Puglia delle Rdb - senza fare un accurato controllo della gestione che Trieste Trasporti ha del personale».

 

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