03 agosto 2020, ultimo aggiornamento alle 17:08
Insieme siamo imbattibili.

MALATTIE DEI DIPENDENTI PUBBLICI: IL SOLITO CONTO TRUCCATO

Nazionale, 07/08/2008 19:06
RdB contesta i dati del Ministro Brunetta e chiede la cancellazione delle norme contenute nel Decreto 112

"E' il solito conto truccato. - dichiara Giuliano Greggi della Direzione RdB Pubblico Impiego - Il Ministro Brunetta, pur di guadagnarsi un'altra medaglia, prende in considerazione il dato delle assenze per malattia di 70 amministrazioni per un totale di circa 200.000 dipendenti contro i 3,5 milioni di lavoratori pubblici, quindi nemmeno il 6 %. Già questo dato basterebbe a inficiare i risultati della sbandierata riduzione del 37% delle assenze per malattia. Ma il Ministero, così efficiente, non possiede i dati di tutte le Amministrazioni che controlla?".


"Ancora peggio il fatto che continuano a considerare "malattia" la maternità che nel pubblico impiego ha una incidenza maggiore che nel privato, sia perchè l'occupazione femminile è maggiore e sia per le sollecitazioni a non fare figli che avviene nei settori privati, fino all'odiosa pratica delle dimissioni in bianco.
Non si tiene neanche conto dell'età media dei lavoratori pubblici, molto più alta di quella dei lavoratori del privato a causa del blocco del turn-over che opera ormai da più di 15 anni".


"Detto questo - continua Greggi - la vera questione è la tutela e la prevenzione dalle malattie. I metodi adottati da questo Governo con le norme del famigerato Decreto 112, con la riduzione del salario e gli arresti domiciliari per chi si ammala, naturalmente favoriscono la rinuncia alla cura da parte dei lavoratori. Crediamo che la riduzione delle garanzie per la cura e la prevenzione delle malattie non sia un risparmio, anzi, sia il modo per far aumentare patologie più gravi che, a fronte del risparmio delle Pubbliche Amministrazioni, diverrà un aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale".


"Senza contare - prosegue - che ancora oggi il Ministro dichiara di voler portare le assenze dei lavoratori pubblici al livello di quelli privati; con questa pratica sicuramente la tendenza sarà quella, ma con l'effetto collaterale di aumentare anche il dato degli incidenti e delle malattie professionali. Di fronte a dati come quelli forniti ieri dal Censis il Ministro dovrebbe mostrarsi preoccupato e non trionfante".

 

RdB chiede la cancellazione delle norme del Decreto 112 e la fine di questa ignobile campagna d'odio verso i dipendenti pubblici.
Non molleremo su questo punto e stiamo lavorando per un grande sciopero generale il 17 ottobre.

 

 

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Aggiornamento dell'8 agosto

I dipendenti pubblici lavorano tutti in montagna
-Le balle del ministro-


E’ sconcertante come tutti i giornalisti –tv e stampa- si siano bevuti i dati sbandierati dal ministro brunetta senza fare un minimo di controllo, nè avanzare dubbio alcuno.
Bastava solo andare a leggere i documenti presentati (quello del 1° agosto –1° puntata- e quello del 7 agosto –2° puntata-) per farsi venire più di un dubbio sulla correttezza del metodo. O, al limite, chiederglielo...
Vediamo come si costruisce una falsa verità:

1. il ministro dice che l'assenteismo per malattia (e già qui ci potrebbe essere qualcosa da ridire, la malattia può essere considerata assenteismo? e la maternità? e l’assenza per malattia dei figli fino a 3 anni?) è diminuito del 37%.
Lo dice come dato assoluto, riferito a tutto il pubblico impiego, e i giornalisti bevono…



2.    dove prende questi dati? vista la sicumera del ministro immaginiamo che il “suo” dipartimento della funzione pubblica abbia un effettivo controllo e monitoraggio delle circa 9.800 amministrazioni pubbliche e dei relativi 3,6 milioni di dipendenti. E’ così? NO.


I dati provengono dalla verifica di 70 amministrazioni (lo 0,7 %) e di 200.000 dipendenti (il 5,5 %).
Ancora peggio la prima puntata del 1° agosto, con 27 amministrazioni, lo 0,3 % del totale.


Qualche ingenuo potrebbe pensare: “passi che non hanno il controllo di tutte le amministrazioni, avranno almeno fatto una indagine statistica a campione”.

E’ quindi è un dato statistico? e come viene scelto il campione?

Due giornalisti –tra i pochi che fanno il loro mestiere- del settimanale Left hanno provato a chiederglielo (l’intervista, pubblicata su Left dell’8 agosto, la trovate in allegato); la risposta del ministro è:
“La nostra è un’indagine pilota che riguarda solo alcune amministrazioni, individuate con un minimo di criterio, senza la rappresentatività dei campioni statistici e quindi senza la possibilità di estendere il risultato all’universo. In queste amministrazioni, a maggio l’assenteismo è diminuito del 10 per cento, a giugno del 20 per cento. Non si può estendere questo dato a tutta la P.a., ma è probabile che sia uguale anche altrove.”



3. Indagine pilota? con un minimo di criterio? senza la rappresentatività dei campioni statistici? non si può estendere il dato a tutta la P.a.? IL MINISTRO SI SMENTISCE DA SOLO.

Ma qualcos’altro di strano era già possibile verificarlo soltanto confrontando le amministrazioni monitorate tra la 1° e la 2° puntata (i documenti sono scaricabili dal sito del ministero):

nella 1° puntata vennero controllate 27 amministrazioni e quindi ci si aspetta che nella 2° puntata almeno queste 27 amministrazioni siano presenti. INVECE NO.

All'appello ne mancano 15, più della metà, con la scomparsa eccellente dello stesso dipartimento funzione pubblica guidato da brunetta. PERCHE’?
probabilmente i dati di luglio non erano soddisfacenti per avvalorare le tesi del ministro e allora sono stati cassati?



4.     Se questo è il metodo allora anche noi possiamo scegliere 50 amministrazioni situate nelle alpi e negli appennini e poi annunciare al mondo intero che i dipendenti pubblici italiani lavorano tutti in montagna.

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