19 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 01:40
Insieme siamo imbattibili.

PENSIONI, 23 luglio 1993 - 23 luglio 2007: A VOLTE RITORNANO -il testo dell'accordo e volantino CUB-

Nazionale, 23/07/2007 23:18
PENSIONI: LEONARDI, ACCORDO SCONFITTA PER I LAVORATORI FAREMO IL REFERENDUM IN PIAZZA CON LE LOTTE in allegato il testo dell'accordo

“Prodi sceglie il 23 luglio per sottolineare che anche questa sulle pensioni è una sconfitta per i lavoratori italiani, perpetrata grazie alla condiscendenza di sindacati amici”, commenta così l’accordo sulle pensioni Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della Confederazione Unitaria di Base.

 

“Il 23 luglio del ’93 Cgil Cisl Uil sottoscrissero il famigerato accordo sulla politica dei redditi, di cui ancora oggi i lavoratori pagano pesanti conseguenze; il 23 luglio 2007 gli stessi sindacati concertativi appongono la propria firma ad una riforma delle pensioni peggiorativa, ed a soluzioni prive di efficacia contro la piaga della precarietà”.

 

“Oggi come nel ‘93 la CUB non ha sottoscritto un accordo a danno dei lavoratori. Dopo lo sciopero del 13 luglio scorso, proseguiremo in autunno a contrastare questo accordo con la mobilitazione, e il referendum fra i lavoratori lo faremo in piazza, con le lotte”, conclude Leonardi.

 

 


testo del volantino allegato

Welfare:Cub non firma il protocollo su previdenza, lavoro e competitività

Ha vinto la linea di banchieri, confindustria e governo, hanno perso lavoratori, precari e pensionati. La contrarietà della Cub ai contenuti del protocollo è motivata da forti ragioni di merito e di metodo. Cub rilancia una forte campagna di mobilitazione e di lotta per respingere i contenuti del protocollo e conquistare la ridistribuzione del reddito a favore dei ceti popolari e dire basta alle politiche antisociali dei banchieri e del governo.

Cub ha comunicato alla presidenza del Consiglio dei Ministri che non sottoscriverà il protocollo su previdenza, lavoro e competitività per la:
1.    totale contrarietà alla parte previdenziale in quanto viene aumentata l’età pensionabile arrivando a peggiorare la Maroni,
2.     vera e propria presa in giro per i lavoratori che svolgono attività gravose o usuranti in quanto è previsto un intervento che riguarda solo 5.000 lavoratori sui milioni che svolgono tali attività,
3.     riduzione dei coefficienti per il calcolo della pensione che penalizzeranno i futuri pensionati a partire da chi inizia oggi il lavoro,
4.    elemosina sulle pensioni basse (il 15% degli attuali pensionati) e che sarà rimangiata in breve tempo dall’aumento dei prezzi.

La parte del protocollo che riguarda gli ammortizzatori sociali è totalmente ininfluente rispetto alla esigenza di contrastare il lavoro precario e all’esigenza di interventi a sostegno del reddito.

In compenso vengono fatti ulteriori regali a Confindustria detassando gli straordinari che costeranno meno del lavoro normale rendendo gli straordinari meno costosi dell’assunzione di nuovi lavoratori e aumentando la quota di salario esentato dal versamento dei contributi previdenziali con un impatto negativo sui conti dell’Inps.

Rispetto al metodo seguito nella discussione Cub denuncia la propria esclusione dal percorso negoziale che è stato monopolizzato da Confindustria e cgil.cisl.uil con queste ultime organizzazioni che nei fatti hanno avallato in modo notarile le posizioni del governo.

Questo in presenza di contributi scritti presentati puntualmente dalla Cub sui vari argomenti in discussione.

Pare che cgil-cisl-uil intendano in qualche modo consultare i lavoratori e i pensionati aggiungendo al danno la beffa.

L’unica questione che i lavoratori e pensionati devono affrontare riguarda se continuare a considerare queste organizzazioni utili per una loro tutela o prendere atto della sostanziale inutilità per la tutela dei propri diritti.

Cub propone ai lavoratori, ai pensionati, delegati la continuazione di una forte campagna di mobilitazione e di lotta per respingere i contenuti del protocollo e conquistare la ridistribuzione del reddito a favore dei ceti popolari e dire basta alle politiche antisociali dei banchieri e del governo.


Assemblea metalmeccanici USB

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni