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PENSIONI: LA CUB VERSO LO SCIOPERO GENERALE

Nazionale, 07/06/2007 12:07

“I 6 coordinatori della CUB, riuniti ieri a Roma, hanno deciso di convocare per il 23 giugno il Consiglio nazionale della Confederazione Unitaria di Base con l’obiettivo di dichiarare lo sciopero generale nazionale da tenersi entro il 15 luglio”, lo annuncia Pierpaolo Leonardi, uno dei Coordinatori nazionali della CUB, al termine della riunione.

 


“Ovviamente lo sciopero generale avrà al centro la difesa e il rilancio del sistema previdenziale pubblico e il no allo scippo del TFR - prosegue Leonardi - ma metterà tra le parole d’ordine anche il diritto a veri contratti per la difesa del Contratto Nazionale e per ristabilirne la funzione di redistribuzione della ricchezza prodotta; la cancellazione delle leggi 30 e Treu per l’istituzione del reddito sociale minimo; il no alla guerra, alle basi, alle spese militari (ricordiamo che la CUB è fra le organizzazioni promotrici della manifestazione nazionale contro la visita di Bush di sabato 9) il no alle privatizzazioni e allo smantellamento del welfare; per il diritto alla casa e per la democrazia nei luoghi di lavoro”.

 

“Non accettiamo nessun arretramento sulle pensioni, anzi lo sciopero vuole rilanciare il sistema previdenziale pubblico contro ogni ipotesi di unificazione degli Enti previdenziali e denunciare lo scandalo del silenzio assenso nello scippo del TFR. La concertazione in atto rischia di essere un cedimento totale alle scelte del governo” conclude Leonardi.

 


7 giugno 2007 - Apcom

PENSIONI/ CUB VERSO SCIOPERO GENERALE ENTRO IL 15 LUGLIO
La data sarà stabilita dal consiglio nazionale del 23 giugno

Roma, 7 giu. (Apcom) - La Cub ha deciso di convocare per il 23 giugno il consiglio nazionale della confederazione con l'obiettivo di dichiarare lo sciopero generale sulle pensioni da tenersi entro il 15 luglio. Lo annuncia Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub.
"Ovviamente lo sciopero generale avrà al centro la difesa e il rilancio del sistema previdenziale pubblico e il no allo scippo del Tfr - dice Leonardi - ma metterà tra le parole d'ordine anche il diritto a veri contratti per la difesa del contratto nazionale e per ristabilirne la funzione di redistribuzione della ricchezza prodotta".
Leonardi aggiunge: "Non accettiamo nessun arretramento sulle pensioni, anzi lo sciopero vuole rilanciare il sistema previdenziale pubblico contro ogni ipotesi di unificazione degli enti previdenziali e denunciare lo scandalo del silenzio assenso nello scippo del Tfr. La concertazione in atto rischia di essere un cedimento totale alle scelte del Governo".


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