07 luglio 2020, ultimo aggiornamento alle 01:35
Insieme siamo imbattibili.

RdB CUB OCCUPA PALAZZO VIDONI

Roma, 21/03/2007 20:33

PROSEGUE AD OLTRANZA L’OCCUPAZIONE DA PARTE DELLE RDB-CUB DELLA SALA STOPPANI AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

 

 

La delegazione continuerà la protesta sino a che non verrà assicurato incontro con il Governo ai massimi livelli sulle risorse per precari e contratti del P.I.


E’ iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l’occupazione da parte della delegazione RdB-CUB della sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego.


Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato.


In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella p.a., che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema.


"Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti – dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - E’ inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema "tecnico", e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse".


Prosegue l’esponente RdB: "Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo", conclude Fiorentini.


Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB presente nella delegazione a Palazzo Vidoni, rileva che: "Il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mentre un Ministro – Nicolais - convoca in un tavolo inutile, un altro Padoa-Schioppa - contemporaneamente incontra solo CGIL CISL e UIL su risorse e contratti. E’ evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile", conclude Leonardi.

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DELEGAZIONE RDB-CUB SI APPRESTA A PERNOTTARE A PALAZZO VIDONI
Senza risposta alle richieste avanzate prosegue occupazione Sala Stoppani

 

 

 

 

"Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell’apartheid sindacale", dichiara Stefano Del Medico della Direzione Nazionale RdB-CUB PI, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle RdB-CUB sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica.


"CGIL CISL e UIL scoprono adesso l’acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del Pubblico Impiego, noi lo sosteniamo già da novembre.

Ma nessun pubblico dipendente sano di mente sciopererà per difendere un memorandum che smantella la Pubblica Amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari", conclude Del Medico.

 

 


21 marzo 2007 - Ansa

STATALI: RDB-CUB, PERNOTTEREMO A PALAZZO VIDONI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - «Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale»: lo ha annunciato Stefano Del Medico della direzione nazionale RdB-CUB del pubblico impiego, che insieme ad altri 6 colleghi sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica. «Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del Pubblico Impiego noi lo sosteniamo già da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente - conclude Del Medico - sciopererà per difendere un memorandum che smantella la Pubblica Amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari».

STATALI: RDB-CUB OCCUPANO SALA RIUNIONI A PALAZZO VIDONI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Le rappresentanze di base, aderenti alla Cub, hanno occupato la sala Stoppani, al ministero della Funzione Pubblica, dove è in corso la riunione tra il ministro, Luigi Nicolais, e i sindacati sulla stabilizzazione del personale precario e annunciano che non lasceranno Palazzo Vidoni finchè non avranno assicurazioni di un incontro con il premier, Romano Prodi. Le Rdb protestano per essere state escluse fino ad oggi dalle trattative. Sostengono, infatti, di essere state convocate solo oggi, mentre nei giorni scorsi ci sono state riunioni riservate solo con Cgil, Cisl e Uil. Un'analoga occupazione da parte del sindacato di base avvenne nel '97 con l'allora ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini. Paola Palmieri dell'esecutivo nazionale delle Rdb punta l'indice contro il governo di centrosinistra che «sta violando la legge sulla rappresentanza, non ci convoca scegliendo i propri interlocutori». La legge sulla rappresentanza, non ci piace, a suo tempo l'abbiamo combattuta, ma non può essere proprio il governo di centrosinistra a disattenderla«. La Cub protesta, quindi, anche per essere stata esclusa dal tavolo di trattativa che parte domani a Palazzo Chigi su pensioni, sviluppo e pubblica amministrazione.

STATALI:SINDACATI,ROTTURA SU CONTRATTO; SCIOPERO APRILE
PADOA-SCHIOPPA DISATTENDE ACCORDI, EFFETTI SU TAVOLI P.CHIGI
di Lucia Manca

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - È rottura tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e i sindacati sul rinnovo contrattuale di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Al termine di un incontro a via XX Settembre, le organizzazioni di categoria hanno deciso di convocare al più presto i consigli generali per proporre loro uno sciopero generale, da attuarsi nel mese di aprile. I sindacati accusano il ministro di non rispettare accordi precedenti e temono che si voglia mettere in discussione un biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo 2008-2009. Secondo indiscrezioni, infatti, per la copertura dei contratti (scaduti a dicembre 2005) servono ancora 2 miliardi per tutte le amministrazioni per consentire la decorrenza degli aumenti contrattuali dal 2007. Come - sostengono i sindacati - pattuito in precedenza con il Governo. Una rottura che non potrà non pesare sull'avvio del confronto fissato per domani a Palazzo Chigi. Anche perchè uno dei tre tavoli che si aprirà sarà proprio quello sulla pubblica amministrazione. «L'incontro con il ministro Padoa-Schioppa è andato male», affermano i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso. Il ministro - aggiungono - nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e oggi non è stato possibile concordare la data per un nuovo confronto. Si viene meno anche agli stessi impegni previsti dal Memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, sottoscritto insieme allo stesso Padoa-Schioppa e Nicolais lo scorso gennaio«. A scendere in campo anche le confederazioni. «Sarebbe paradossale - sostiene il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani - aprire i tavoli di concertazione con una rottura su una questione così decisiva come quella dei rinnovi contrattuali. È evidente che l'auspicato accordo per un patto sociale su sviluppo e tutela redditi si regge anche sul rispetto degli impegni presi e, specie, su quelli relativi alla salvaguardia dei diritti contrattuali dei lavoratori. Il Governo, invece, si sta muovendo in maniera confusa: non emerge una chiara politica per il pubblico impiego». Per il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, «lo sciopero sarà inevitabile se si continua così. Non si può firmare un accordo a novembre e un memorandum d'intesa a gennaio e poi non avere ancora oggi le direttive per i rinnovi contrattuali». E il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, chiede un intervento del ministro per le Riforme, Luigi Nicolais. Emani le direttive, dice, riconfermando il percorso contrattuale e le quantità economiche previste. Intanto sempre oggi Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo con Nicolais sui precari, che riguardo però solo il percorso che dovrà portare alla stabilizzazione del personale, con la decisione di istituire un tavolo permanente. Entro metà aprile sarà predisposto il regolamento per l'attivazione del fondo straordinario. La dotazione iniziale è di soli 5 milioni di euro ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse. Tra le ipotesi quelle di usare somme dai conti correnti dormienti non più utilizzati da anni. Secondo i sindacati, si potrebbe far ricorso anche a risorse provenienti dall'extra-gettito. Le Rdb-Cub, che non hanno sottoscritto l'accordo, hanno occupato la sala della riunione ad oltranza, minacciando di pernottarvi. Vogliono avere assicurazioni che saranno incontrate da Prodi perchè maggiormente rappresentative. «L'unico vero sciopero - afferma Paolo Leonardi (Rdb-Cub)- è il nostro del 30 marzo. I confederali scoprono oggi l'acqua calda, che non ci sono i soldi per i contratti».

STATALI: ACCORDO NICOLAIS-SINDACATI SU PRECARI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il ministro per le riforme, Luigi Nicolais, e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo di metodo sul piano di stabilizzazione degli oltre 300 mila precari nella Pubblica Amministrazione. L'intesa prevede l'istituzione di un tavolo permanente per assicurare l'applicazione delle disposizioni della legge finanziaria. Obiettivo: consentire la completa assunzione nel corso della legislatura del personale precario, come previsto anche dal recente memorandum sul lavoro pubblico e la riorganizzazione delle amministrazioni. L'accordo non e' stato sottoscritto dai sindacati autonomi e dalle Rdb-Cub che, nonostante sia terminata la riunione con il ministro, continuano l'occupazione della sala Stoppani a Palazzo Vidoni. L'occupazione - confermano le Rdb - proseguira' ad oltranza finche' non ci saranno assicurazioni sull'incontro con Prodi. Entro meta' aprile sara' predisposto il regolamento per l'attuazione del fondo straordinario per la stabilizzazione del personale precario. La dotazione iniziale, come hanno spiegato i sindacati, e' di soli 5 milioni di euro ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse successivamente. Tra le ipotesi - secondo secondo quanto riferito sempre i sindacati - quelle di utilizzare somme dai conti correnti dormienti non piu' utilizzati da anni. Secondo i sindacati, potrebbero essere risorse potrebbero venire anche dall'extra-gettito. L'accordo fissa, dunque, una tabella di marcia. Entro dieci giorni il ministero si impegna a trasmettere le linee guida interpretative delle norme sulla stabilizzazione dei precari. Successivamente saranno convocati i rappresentanti dei lavoratori per acquisire le loro valutazioni. Dunque, saranno aperti tavoli settori per affrontare le specificita' dei singoli comparti. ''E' un importante accordo di metodo - ha commentato il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile -. Si ribadisce il punto che per la scomparsa del precariato si fa un piano. E' prevista l'attivazione del fondo straordinario e si attiva un tavolo sul precariato in tutte le amministrazioni''. Anche secondo Giacinto Fiori della Uil, quella di oggi e' una ''partenza con cui e' stato avviato un percorso''.
Critiche, invece, da parte delle Rdb-Cub che hanno occupato la sala dove si e' svolta la riunione tra tutte le sigle sindacali e il ministro Nicolais. Le Rappresentanza di base chiedono la sanatoria dei precari che - secondo una loro stima - arrivano a 600 mila. Per Paolo Leonardi (Rdb-Cub) ha spiegato che il sindacato protesta anche per la ''mancanza di soldi per stabilizzare i precari, siamo contrari anche alla previsione del concorso. Vorrebbero farci sottoscrivere quanto gia' deciso da Cgil, Cisl e Uil''.


21 marzo 2007 - Apcom

STATALI/ PROSEGUE L'OCCUPAZIONE DELLA CUB A PALAZZO VIDONI
Protesta a oltranza, chiede incontro con Prodi

Roma, 21 mar. (Apcom) - Prosegue l'occupazione dei rappresentanti delle Rdb-Cub della sala riunioni al ministero delle Riforme e innovazioni nelle pubbliche amministrazioni. Lo riferisce l'organizzazione sindacale in una nota. "La delegazione continuerà la protesta - si legge nel comunicato - sino a che non verrà assicurato un incontro con il Governo ai massimi livelli sulle risorse per precari e contratti del pubblico impiego". Le Rdb-Cub criticano "le soluzioni annunciate in materia di precarietà nella pubblica amministrazione, che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici la presa in esame del problema".

STATALI/ LA CUB OCCUPA SALA RIUNIONI MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA
Contro esclusione da tavolo trattative sui precari

Roma, 21 mar. (Apcom) - I rappresentanti delle Rdb-Cub del pubblico impiego hanno occupato oggi la sala 'Stoppani' di Palazzo Vidoni, sede del ministero delle Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione, per protestare contro l'esclusione dalla trattativa per i precari. A Palazzo Vidoni si sta tenendo un incontro tra il ministro Luigi Nicolais e i sindacati.

STATALI/ INTESA NICOLAIS-SINDACATI PER TAVOLO PERMANENTE PRECARI
La Cub non firma, stamattina ha occupato sala riunioni

Roma, 21 mar. (Apcom) - Il ministro delle Riforme e innovazioni della Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, e i sindacati confederali hanno siglato oggi un'intesa per l'istituzione di un tavolo permanente sui precari. L'obiettivo è quello di assicurare "l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella legge Finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario e per consentire la completa assunzione nel corso della legislatura di questo personale, così come previsto anche da un memorandum d'intesa sul lavoro pubblico e riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche". L'intesa non è stata sottoscritta dalle Rdb-Cub e da altre sigle autonome, che sollecitano un incontro con il premier Romano Prodi. Questa mattina, i rappresentanti della Cub hanno occupato la sala 'Stoppani' di palazzo Vidoni, sede del ministero. L'accordo prevede che il Dipartimento della funzione pubblica trasmetta entro 10 giorni una bozza di direttiva di linee guida interpretative delle norme che riguardano la stabilizzazione dei precari. Successivamente, non oltre 10 giorni, il Dipartimento impegna a convocare le confederazioni rappresentative "al fine di acquisire le valutazioni sulle linee guida". Sarà poi promossa l'apertura di tavoli settoriali "per affrontare le singole specificità anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario". Entro il 15 aprile il Dipartimento della Funzione pubblica predisporrà una bozza di regolamento e inviterà le parti sociali per dare inizio al confronto.


21 marzo 2007 - Adnkronos

P.I.: RDB-CUB, PROSEGUE A OLTRANZA OCCUPAZIONE SALA AL MINISTERO
PROTESTA FINCHÈ NON CONVOCATI DA GOVERNO A MASSIMI LIVELLI

Roma, 21 mar. (Adnkronos) - È iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l'occupazione da parte della delegazione RdB-Cub della sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego. Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessate al problema del precariato. In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella P.A., «che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema». «Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti - dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - È inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema 'tecnicò, e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse». Conclude l'esponente RdB: «Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo», conclude Fiorentini.

P.I.: RDB CUB OCCUPANO SALA DURANTE INCONTRO SU PRECARI
PROTESTA CONTRO SOSPENSIONE LEGGI RAPPRESENTANZA SINDACALE

Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - I rappresentanti di base Rdb Cub, una delegazione formata da 7 persone, ha occupato la Sala Stoppani del Ministero della Funzione pubblica durante l'incontro che si sta svolgendo tra il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais e i sindacati sulla stabilizzazione dei precari statali. Un'occupazione ad oltranza per ottenere -dichiarano i sindacalisti- la convocazione a Palazzo Chigi domani con il premier Romano Prodi dove verranno avviati i tavoli su pensioni, pubblico impiego e produttività. I sindacalisti chiedono infatti di parlare con Prodi. La decisione «grave di occupare è stata determinata dalla mancanza di relazioni con questo governo che ha sospeso la legge sulla rappresentanza sindacale -spiega Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale, Rdb-Cub- il governo ha scelto infatti di trattare solo con Cgil, Cils e Uil e si sta comportando come Confindustria che sceglie di volta in volta le organizzazioni con cui confrontarsi. È in pericolo la democrazia». Nei giorni precedenti Paola Palmieri ha detto infatti che si sono svolti incontri sulla stabilizzazione dei precari tra i rappresentanti del Ministero e soltanto i sindacati confederali. La Palmieri ha ricordato inoltre che il 30 marzo ci sarà uno sciopero nazionale «contro il governo» e ha fatto riferimento a una precedente occupazione di Palazzo Vidoni, sede del ministero, nel lontano 1997 quando l'Rdb Cub protesto contro la legge Bassanini che prevede la rappresentanza sindacale. «A distanza di 10 anni siamo nella stessa drammatica situazione» ha concluso Palmieri.

P.I.: FIRMATA INTESA PER ISTITUZIONE TAVOLO PERMANENTE SU PRECARI

Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - È stata firmata oggi a palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica, una intesa tra il ministro Luigi Nicolais e alcune sigle sindacali tra le quali Cgil, Cisl e Uil per l'istituzione di un tavolo permanente per la stabilizzazione dei precari. Nel documento che definisce un percorso di un piano di lavoro, viene messa in evidenza la necessità del tavolo «con l'obiettivo di assicurare l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella legge finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario e per consentire la completa assunzione nel corso della legislatura del personale, così come prevista anche dal Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», firmato il 18 gennaio. Il testo dell'intesa definisce il percorso che porterà alla immissione del personale precario nelle amministrazioni. Al primo punto viene definito l'impegno da parte del Dipartimento della Funzione pubblica «a trasmettere entro 10 giorni una bozza di direttiva di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche». Al secondo punto, sempre da parte dello stesso Dipartimento, viene posto l'impegno successivamente e non oltre i 10 giorni, di convocare le confederazioni rappresentative al fine di acquisire le valutazione sulle linee guida. Terza tappa del percorso sarà l'apertura di tavoli settoriali che saranno promossi dal Dipartimento «per affrontare le singole specificità anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario».
Infine, al quarto punto del piano di lavoro, viene disposto che entro il 15 aprile il Dipartimento della Funzione pubblica predisporrà la bozza di regolamento prevista dal comma 418 della Finanziaria 2007 e inviterà le parti sociali per il confronto necessario ai fini dell'adozione. L'intesa che reca in calce le firme del ministro Nicolais e dei sindacati confederali non è stata siglata dalle organizzazioni sindacali dell'area autonoma, come hanno spiegato rappresentanti dell'Usae e delle Rdb Cub. Le rappresentanze di base, oltre a non firmare l'intesa, hanno dato vita ad una occupazione ad oltranza della sola Stoppani, dove si è svolto l'incontro, al fine di ottenere la convocazione dal premier Romano Prodi per domani all'avvio dei tavoli di concertazione a palazzo Chigi.


21 marzo 2007 - Agi

STATALI: RDB CUB, PERNOTTEREMO A PALAZZO VIDONI

(AGI) - Roma, 21 mar. - La delegazione RDB-CUB si appresta a pernottare a Palazzo Vidoni: "Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non e' ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale", dichiara Stefano Del Medico della Direzione Nazionale RdB-CUB PI, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle RdB-CUB sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica. 'CGIL CISL e UIL scoprono adesso l'acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del Pubblico Impiego noi lo sosteniamo gia' da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente scioperera' per difendere un memorandum che smantella la Pubblica Amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari', conclude Del Medico.

STATALI: RDB-CUB OCCUPANO SALA MINISTERO P.A. PER PROTESTA

(AGI) - Roma, 21 mar. - "Abbiamo occupato la sala 'Stoppani' per protestare contro il governo di centrosinistra che, in violazione della legge Bassanini sulla rappresentanza sindacale, sceglie i propri interlocutori ad iniziare da Cgil, Cisl e Uil ed escludendo noi della Rdb-Cub che pure rappresentiamo un'importante fascia di lavoratori del pubblico impiego". Lo ha detto Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale Rdb-Cub, ai giornalisti dopo circa un'ora e mezza dall'inizio dell'incontro tra il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, con il tavolo sindacale. "La protesta della Rdb - e' stato spiegato - verte dunque sulla mancata accettazione al tavolo della sigla con pari dignita' rispetto alle altre organizzazioni sindacali e per le proposte in materia di interventi sul precariato nella pubblica amministrazione che Rdb respinge in modo netto".

STATALI: TAVOLO GOVERNO-SINDACATI PER LOTTA A PRECARIATO

(AGI) - Roma, 21 mar. - Il Governo ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno convenuto di "istituire un 'tavolo' permanente con l'obiettivo di assicurare l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella Legge Finanziaria sulla stabilizzazione del personale precario per consentirne consentirne la completa assunzione nel corso della legislatura, cosi' come previsto anche dal memorandum d'intesa sul lavoro pubblico e riorganizzazione delle organizzazioni pubbliche". E' questo il passaggio piu' importante dell'accordo tra il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais e dei segretari del settore pubblico di Cgil, Cisl e Uil. L'accordo non e' stato sottoscritto da tutte le altre organizzazioni sindacali che hanno rifiutato di firmare la proposta avanzata loro dal Governo. Nell'intesa il dipartimento della funzione pubblica "s'impegna a trasmettere entro dieci giorni una bozza di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche". Successivamente e non oltre dieci giorni sara' convocato un tavolo delle confederazioni rappresentative al fine "di acquisire le valutazioni sulle linee guida". Vi sara' inoltre l'apertura di tavoli settoriali per affrontare le singole specificita' anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario. Entro il 15 aprile il dipartimento della funzione pubblica predisporra' una bozza di regolamento che inviera' alle parti sociali. "L'accordo - ha spiegato Michele Gentile, responsabile FP-Cgil - ribadisce un punto fondamentale: un piano di legislatura per la scomparsa del precariato. E' un passo importante anche che si sono previsti i meccanismi per trovare le coperture per questa operazione". Per il sindacalista l'accordo ha grande significato in quanto vuol eliminare il precariato in tutte le amministrazioni sia centrali che locali". Per Giacinto Fiori, responsabile della Uil statali "quest'accordo va oltre la Finanziaria e quindi si avvia un cammino positivo il cui primo inizio e' nel memorandum del 18 aprile". Per l'RDB-CUB che invece hanno rigettato l'accordo insieme a tutte le altre sigle non confederali "si tratta di una giornata nera a cui verra' contrapposta una iniziativa di lotta costante per battere il precariato che interessa circa 600 mila persone tra le amministrazioni centrali e locali".


21 marzo 2007 - Omniroma

PRECARI, RDB-CUB: «PASSEREMO LA NOTTE A PALAZZO VIDONI»

(OMNIROMA) Roma, 21 mar - «Ci apprestiamo a pernottare a palazzo Vidoni visto che non è ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del Governo a incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del pubblico impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale». È quanto dichiara, in una nota, Stefano Del Medico della direzione nazionale Rdb-Cub P.I, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle Rdb-Cub sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del ministero della Funzione pubblica. «Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda - prosegue Del Medico - che non ci sono soldi per il contratto del pubblico impiego noi lo sosteniamo già da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente sciopererà per difendere un memorandum che smantella la pubblica amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari».

PRECARI, RDB:«OCCUPATA SALA STOPPANI MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA»

(OMNIROMA) Roma, 21 mar - «È iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a palazzo Vidoni, l'occupazione da parte della delegazione Rdb Cub della sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico impiego». Lo riferisce una nota di Rdb Cub che, «convocate al tavolo con il ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato». «In secondo luogo - continua il comunicato - criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella pubblica amministrazione, che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema». «Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti - dichiara Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale Rdb Cub Pi - Serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della Pa. Non si tratta di un problema »tecnico«, e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse - prosegue l'esponente Rdb - Di fronte a questo atteggiamento, i precari della Pa torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico impiego indetto dalle Rdb Cub e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo». Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub presente nella delegazione a palazzo Vidoni, rileva che «il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mente un ministro, Nicolais, convoca in un tavolo inutile, un altro, Padoa-Schioppa, contemporaneamente incontra solo Cgil Cisl e Uil su risorse e contratti. È evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile».


21 marzo 2007 - Dire

PA. RDB SI APPRESTANO A PERNOTTARE A PALAZZO VIDONI PER PROTESTA

(DIRE) Roma, 21 mar. - "Ci apprestiamo a pernottare a Palazzo Vidoni visto che non e' ancora arrivata alcuna risposta alle nostre richieste: impegno del governo ad incontrare i manifestanti il 30 marzo, giorno dello sciopero generale del Pubblico Impiego; specifica delle risorse economiche reali per stabilizzazione dei precari e fine dell'apartheid sindacale". Lo dichiara Stefano Del Medico della direzione nazionale RdB-CUB PI, che insieme ad altri 6 responsabili nazionali delle RdB-CUB sta occupando da questa mattina la sala Stoppani del ministero della Funzione Pubblica. "Cgil, Cisl e Uil scoprono adesso l'acqua calda: che non ci sono soldi per il contratto del pubblico impiego noi lo sosteniamo gia' da novembre. Ma nessun pubblico dipendente sano di mente- prosegue- scioperera' per difendere un memorandum che smantella la pubblica amministrazione, cancella i contratti e non prevede soldi per i precari".


21 marzo 2007 - RCA news

Roma. Le RdB-CUB occupano il Ministero della Funzione Pubblica

(Rca news) ROMA - Le rappresentanze di base, aderenti alla Cub, hanno occupato la sala Stoppani, al ministero della Funzione Pubblica, dove e' in corso la riunione tra il ministro, Luigi Nicolais, e i sindacati sulla stabilizzazione del personale precario e annunciano che non lasceranno Palazzo Vidoni finche' non avranno assicurazioni di un incontro con il premier, Romano Prodi.
Le Rdb protestano per essere state escluse fino ad oggi dalle trattative. Sostengono, infatti, di essere state convocate solo oggi, mentre nei giorni scorsi ci sono state riunioni riservate solo con Cgil, Cisl e Uil.
Un'analoga occupazione da parte del sindacato di base avvenne nel '97 con l'allora ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini. Paola Palmieri dell'esecutivo nazionale delle Rdb punta l'indice contro il governo di centrosinistra che ''sta violando la legge sulla rappresentanza, non ci convoca scegliendo i propri interlocutori''.
La legge sulla rappresentanza, non ci piace, a suo tempo l'abbiamo combattuta, ma non puo' essere proprio il governo di centrosinistra a disattenderla''.
La Cub protesta, quindi, anche per essere stata esclusa dal tavolo di trattativa che parte domani a Palazzo Chigi su pensioni, sviluppo e pubblica amministrazione.


21 marzo 2007 - Prima

PROSEGUE AD OLTRANZA L’OCCUPAZIONE DA PARTE DELLE RDB-CUB DELLA SALA STOPPANI AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

(PRIMA) ROMA - E’ iniziata questa mattina, nel corso dei lavori del tavolo sul precariato indetto a Palazzo Vidoni, l’occupazione da parte della delegazione RdB-CUB della sala Stoppani del Ministero della Funzione Pubblica, che proseguirà ad oltranza sino quando non verrà fissato un incontro con i massimi livelli del Governo in tema di risorse per la stabilizzazione dei precari e per i contratti del Pubblico Impiego. Le RdB-CUB, convocate al tavolo con il Ministro Nicolais, lamentano innanzi tutto la scarsa qualificazione del tavolo stesso, che non aveva la composizione concordata durante lo sciopero dei precari del Pubblico Impiego del 6 ottobre scorso, e che avrebbe dovuto invece contenere la presenza di tutte le amministrazioni pubbliche interessare al problema del precariato. In secondo luogo, criticano fortemente la soluzioni annunciate in materia di precarietà nella p.a., che non fanno che confermare le limitate risorse previste da Finanziaria e Memorandum con la stabilizzazione del solo 2% di tutta la platea dei lavoratori precari, rinviando a successivi tavoli tecnici, da calendarizzare per comparto, la presa in esame del problema.
"Ancora una volta non si parla del tema centrale, ovvero le risorse economiche destinate alla risoluzione del precariato e dei contratti – dichiara Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. - E’ inutile girarci intorno: serve una vera sanatoria che regolarizzi tutti quanti sono stati sfruttati per anni, garantendo il funzionamento della p.a.. Non si tratta di un problema "tecnico", e per questo non ci muoveremo da qui fino a che non avremo assicurazione di poter parlare di risorse". Prosegue l’esponente RdB: "Di fronte a questo atteggiamento, i precari della p.a. torneranno di nuovo in piazza, aderendo allo sciopero generale del Pubblico Impiego indetto dalle RdB-CUB e manifestando in decine di migliaia a Roma il prossimo 30 marzo", conclude Fiorentini. Per quanto poi attiene lo spinoso tema della rappresentanza, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB presente nella delegazione a Palazzo Vidoni, rileva che: "Il Governo parla con lingua biforcuta. Infatti, mente un Ministro – Nicolais - convoca in un tavolo inutile, un altro Padoa-Schioppa - contemporaneamente incontra solo CGIL CISL e UIL su risorse e contratti. E’ evidente come un simile atteggiamento non sia più tollerabile", conclude Leonardi.


21 marzo 2007 - Il Velino

Statali, governo-sindacati: sul precariato l'accordo c'e'

Roma, 21 MAR (Velino) - Il dipartimento della Funzione Pubblica si e' impegnato a trasmettere "entro dieci giorni una bozza di linee guida interpretative delle norme inerenti la stabilizzazione dei precari nelle amministrazioni pubbliche". In seguito, ma non oltre dieci giorni, sara' convocato un tavolo delle confederazioni rappresentative per acquisire le valutazioni sulle linee guida. Prevista anche l'apertura di tavoli settoriali per affrontare le singole specificita' anche per l'esame congiunto di tutti i rapporti di tipo precario. Entro il 15 aprile, invece, il dipartimento della Funzione pubblica predisporra' "una bozza di regolamento" che inviera' sempre alle parti sociali. L'accordo non e' stato pero' firmato da altre sigle autonome e dalle Rdb-Cub che hanno occupato la sala Stoppani di Palazzo Vidoni, dove era in corso la riunione, per sollecitare un incontro con il premier Romano Prodi. In sostanza le Rdb protestano per essere state escluse fino a oggi dalle trattative: "il governo ha scelto di comportarsi come Confindustria", ha lamentato Paola Calmieri del direttivo nazionale, sostenendo che l'esecutivo ha violato la legge del '97 sulle rappresentanze sindacali". Le Rdb-Cub e tutte le altre sigle non confederali hanno, cosi', confermato lo sciopero generale per il 30 marzo di tutto il pubblico impiego e sul precariato.


21 marzo 2007 - Il Manifesto

Statali precari, giornata decisiva
«Tavolo» al ministero della funzione pubblica. Presenti tutte le organizzazioni sindacali «rilevanti». In agenda il superamento della precarietà, il contratto e il «memorandum» (pro e contro)
di Francesco Piccioni

Nella vertenza che riguarda «gli statali» - dizione imprecisa usata per comprendere chiunque lavori nella pubblica amministrazione, dai ministeri centrali alle Regioni, province e comuni - ci sono tre problemi principali: ben distinti, ma in vario modo collegati. Il primo e più generale concerne il rinnovo del contratto, scaduto ormai nel dicembre 2005 e velenosamente lasciato in eredità da Berlusconi ai suoi successori. Non è affatto chiaro, al momento, se siano state assegnate le risorse finanziarie necessarie al rinnovo. Il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, assicura di sì; il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, si fida quasi senza riserve; Luigi Angeletti (pari grado in Uil) non si fida molto e Carlo Podda, segretario di categoria in Cgil, ancora meno. Tutti e tre - insieme agli altri sindacalisti di varie sigle presenti all'interno del comparto - attendono lumi dall'incontro convocato per stamattina a palazzo Fidoni, sede del ministero. Nel pomeriggio ne parleranno però in dettaglio col ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa.
Il «tavolo» mattutino, come si dice in gergo, serve a dibattere soltanto le strategie di superamento della gigantesca precarietà accumulatasi negli uffici pubblici da quando qualcuno ebbe la malaugurata idea di «bloccare il turn over» (vietato assumere in sostituzione di chi andava nel frattempo in pensione) per risparmiare sui costi. Scuola esclusa, si calcola che assommino ormai ad almeno 400.000 persone, presenti al lavoro da più o meno tempo, anche da una decina d'anni. E questo è il secondo, urgente problema. Nicolais illustrerà a tutti i sindacati la bozza delle «direttive» preparate per affrontare il problema. Ha anticipato però che su un punto non ci può esser trattativa: «per me il precario che va stabilizzato immediatamente è quello che ha fatto un concorso pubblico e ha lavorato tre anni in seguito a questo concorso. Non possiamo fare una legge per cui tutti quelli che si trovano a passare dentro un ufficio (sic!) diventano a tempo indeterminato». Su questo è già stato dichiarato uno sciopero generale di categoria - dalla Cub-RdB - per il 30 di questo mese. La ragione è semplice: i precari «vincitori di concorso» ma non assunti sono molto pochi, e in ogni caso per lo stato assumerli è un «atto dovuto». Per tutti gli altri (le centinaia di migliaia) il problema non è saltare a piè pari la procedura concorsuale - altro «atto dovuto», leggi alla mano, per accedere al mitico «posto fisso» - ma prevedere nei nuovi concorsi una congrua valutazione del periodo di lavoro (precario) già prestato. Altrimenti i nuovi concorsi andrebbero a premiare - facile previsione - le orde di «nuovi raccomandati» che ogni partito si porta dietro.
Dulcis in fundo, il «memorandum» sottoscritto tra governo, Cgil, Cisl e Uil; le quali ne chiedono la rapida attuazione, mentre tutte le altre sigle rilevanti - dalla Dirstat alla RdB - sono pronte a scioperare se ciò avvenisse. La divisione sindacale corrisponde a collegamenti politici differenti, a posizioni di privilegio consolidate nel tempo (tutte le sigle «professionali») oppure ancora alla prassi alternativa del sindacalismo «di base». Una pluralità che non sempre diventa ricchezza e che fa prevedere una vertenza non brevissima.


21 marzo 2007 - Il Sole 24 Ore

Assunzioni. Oggi il vertice fra l'Esecutivo e i sindacati
Le condizioni per i precari: concorso e tre anni di lavoro
di Giorgio Pogliotti

ROMA - Aver lavorato tre anni per la pubblica amministrazione dopo aver superato un concorso pubblico. È la condizione per essere assunto stabilmente, secondo la proposta di atto di indirizzo che il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, illustrerà questa mattina ai sindacati nell'incontro a palazzo Vidoni, fissato con l'obiettivo di sciogliere i dubbi interpretativi legati all'applicazione delle norme sul precariato contenute in Finanziaria.
Il ministro punta a un accordo con il sindacato sui criteri guida per tutte le amministrazioni pubbliche, comprese le amministrazioni locali e il settore della sanità, dove si concentrano la gran parte dei precari. Il Governo teme che le amministrazioni locali possano procedere a stabilizzazioni di massa sfruttando le ampie possibilità offerte dalle norme della Finanziaria, aggirando le procedure concorsuali in vista delle elezioni amministrative. Alla vigilia dell'incontro il ministro si dice disponibile al confronto, ma fissa i "paletti": «Non possiamo fare assunzioni ope legis, per cui tutti quelli che si trovavano a passare dentro un ufficio diventano a tempo indeterminato». E aggiunge: «Il precario che va stabilizzato immediatamente è quello che ha fatto un concorso pubblico e ha lavorato per tre anni a seguito di questo concorso».
Una sanatoria in massa dei 400mila precari avrebbe effetti negativi oltre che sulle casse pubbliche, sull'efficienza della pubblica amministrazione che il Governo e i sindacati si sono impegnati a riformare nel Memoradum: «Dobbiamo applicare un Memorandum complesso — continua il ministro —. Non l'abbiamo ancora avviato solo perché stiamo aspettando in questi giorni anche la firma delle Regioni. Abbiamo voluto coinvolgere tuttele amministrazioni locali. C'è una riunione con le Regioni nei prossimi giorni, quindi spero che entro la prossima settimana votino e approvino il Memorandum, dopodichè io sono pronto a firmare le direttive». La partita sulla stabilizzazione interessa anche la scuola: il ministro Giuseppe Fioroni ha proposto l'assunzione di 70mila precari per quest'anno.
Tornando al pubblicoimpiego, i sindacati sollecitano la stabilizzazione non solo per i contratti a tempo determinato, ma per tutti i lavoratori flessibili impiegati nelle pubbliche amministrazioni, come i Cococo ei Lsu e chiedono che i tre anni non siamo calcolati su un periodo continuativo. Le RdbCub hanno annunciato per oggi un presidio davanti al ministero, in vista dello sciopero generale indetto per il 30 marzo (il 16 aprile sarà la Confsal a incrociare le braccia). Ma ad avvelenare il clima con Cgil, Cisl e Uil è la vertenza per il rinnovo dei contratti: nel pomeriggio è fissato un incontro con il ministro dell'Economia Tommaso PadoaSchioppa. «Mi aspetto che nell'incontro si arrivi a un chiarimento definitivo in senso positivo sulle risorse disponibili per i contratti —sostiene il segretario generale della Fp Cgil,Carlo Podda —. Altrimenti l'unica risposta possibile sarà lo sciopero generale del pubblico impiego».


22 marzo 2007 - Il Manifesto

Statali: due scioperi, un'intesa
Scialbo accordo sui precari con le sole Cgil, Cisl e Uil. Le RdB occupano la sala del ministero dove si teneva il primo «tavolo» della giornata. Nel pomeriggio i confederali rompono con Padoa Schioppa sul rinnovo del contratto. Due scioperi: 30 marzo e poi in aprile
di Francesco Piccioni

Roma - Si è chiusa nel peggiore dei modi la giornata che doveva portare una schiarita tra governo e sindacati nella complicata vertenza sul pubblico impiego. Alla fine il bilancio parla di un accordo e due rotture, che si portano dietro ben due scioperi generali del settore. E con l'occupazione a oltranza - da parte della delegazione Cub-Rdb - della sala Stoppani di Palazzo Vidoni, sede del ministero della funzione pubblica e teatro del «tavolo» sul precariato.
La mattina tutte le sigle sindacali «rappresentative» ai sensi della legge Bassanini sono salite al primo piano. Momenti di forte perplessità per un ministro - Luigi Nicolais - che parlava soltanto per due minuti, senza aggiungere una sola parola al poco scritto nella finanziaria a proposito di «riassorbimento dei precari». Con queste premesse, la lunga seduta partoriva il classico topolino: un accordo siglato soltanto con i tre sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) per istituire un «tavolo permanente» con l'obiettivo di assicurare «l'applicazione in modo uniforme e puntuale delle disposizioni contenute nella legge finanziaria». In pratica, nel 2007, verrebbero assunti (forse) soltanto i 9.000 vincitori di concorso che prestano servizio con contratto a termine da almeno tre anni. Per i 400.000 attualmente al lavoro si vedrà poi. L'accordo descrive una tempistica quantomai flemmatica: 10 giorni per presentare la «bozza di linee guida», altri 10 perché i sindacati (quanti?) facciano le loro osservazioni, e infine - entro il 15 aprile - l'apertura dei tavoli settoriali (sanità ed enti locali, ministeriali, ricercatori e università).
Tutte le sigle che non hanno firmato l'accordo - dagli «autonomi professionali» come Dirstat, Usae, Confsal, ecc, alle organizzazioni di base (RdB) - hanno accusato il governo di averli presi sostanzialmente in giro, convocandoli solo per vedersi proporre quanto «già concordato» con i confederali, in applicazione del «memorandum» sulla riorganizzazione del pubblico impiego. Da notare che l'Anci (l'associazione dei Comuni) non ha firmato il memorandum perché sospetterebbe che il governo voglia «scaricargli» la patata bollente della stabilizzazione dei precari, senza però trasferire neppure un euro negli enti locali.
Da qui è uscita la conferma dello sciopero già fissato per il 30 marzo da parte delle RdB (i cui delegati, in serata, proseguivano l'occupazione).
Le sole delegazioni di Cgil, Cisl e Uil si spostavano a quel punto in via XX settembre, negli uffici di Padoa Schioppa, tra le vive proteste degli esclusi (secondo la Bassanini, come confermato l'altro ieri anche dal ministro del lavoro, Cesare Damiano, chi ha superato al soglia di sbarramento nelle elezioni Rsu «deve» essere convocato), che accusano il governo di fare come Confindustria: «scegliendosi gli interlocutori».
Anche questa riunione, però finiva con una rottura apparentemente completa. Si doveva discutere del rinnovo dei contratti di settore, scaduti dal dicembre 2005. Carlo Podda (Cgil), Rino Tarelli (Cisl) e Carlo Fiordaliso (Uil) si sono trovati davanti un muro. «Il ministro - hanno spiegato all'uscita - nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e non è stato possibile concordare la data di un nuovo confronto». Disattesi, insomma, anche gli impegni del «memorandum» che gli altri sindacati contestano.
Una posizione davvero scomoda, a questo punto, con una categoria che dà segni chiarissimi di insofferenza per il continuo rinvio di una trattativa vera e con altre sigle pronte a cavalcare la protesta. Gli stessi segretari di categoria confederali, di fronte alla chiusura, hanno spiegato di «temere che si voglia mettere in discussione un rinnovo di biennio economico; quello 2006-2007 o il successivo». Le cifre che separano le parti sono abbastanza misteriose, ma alcune indiscrezioni parlano di 2 miliardi di euro mancanti per ridurre la distanza tra «offerta» governativa e richieste sindacali. Un calcolo probabilmente deficitario, perché dalle sigle «concorrenti» vengono sostenute piattaforme rivendicative un tantino più «congrue» al fine di far recuperare il potere d'acquisto perduto. Anche Cgil, Cisl e Uil, pertanto, hanno preannunciato uno sciopero generale nel mese di aprile, data da definire. E meno male che è finita l'emergenza.

Pensioni, il governo pronto a proporre ai sindacati l'aumento dell'età e la riduzione dei coefficienti
Si apre il tavolo: il «tesoretto» nasconde tagli?

Roma - Si apre oggi il tavolo di concertazione tra le parti sociali e il governo, con uno sciopero già proclamato (senza data) dai confederali sul contratto degli statali, e quello dei sindacati di base il 30 marzo (ma loro non sono ancora ammessi al tavolo, perciò le Rdb da ieri occupano Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica). E, sullo sfondo, la minaccia del taglio dei coefficienti e l'aumento dell'età di pensionamento: abolendo sì lo «scalone Maroni», che porta bruscamente l'età dai 57 ai 60 anni a partire dall'1 gennaio 2008, ma provando a introdurre un aumento più graduale, gli «scalini». E' la via «soft» caldeggiata dal ministro del lavoro Cesare Damiano, e che certo ha un fortissimo sostenitore nel responsabile dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, più attento al rigore dei conti rispetto alle compatibilità sociali. Il contraltare offerto ai sindacati potrebbe essere la redistribuzione di parte del «Tesoretto», il surplus di gettito fiscale, attraverso il taglio dell'Ici per le famiglie e l'aumento delle pensioni basse, oltre a una cifra stanziata per gli ammortizzatori sociali (una sorta di «elemosina» ai precari a fronte della volontà di non intervenire radicalmente sulla legge 30).
Contro la concertazione «al ribasso» si è schierato ieri il segretario Fiom Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 aprile Cgil: «Se il perimetro della trattativa prevede inevitabilmente l'innalzamento dell'età pensionabile e la riduzione dei coefficienti di calcolo - spiega - lasciando a Cgil, Cisl e Uil solo la possibilità di chiedere la riduzione del danno, il negoziato è impraticabile, perché va contro il comune sentire della stragrande maggioranza dei lavoratori». «E' bene - aggiunge - ricordare che la consultazione non è stata ancora effettuata e che Cgil, Cisl e Uil non hanno il mandato a trattare su queste basi sulle pensioni». Cremaschi spiega che «sono stati fatti finora solo attivi di delegati e nessuna assemblea nei luoghi di lavoro più importanti, come la Fiat di Mirafiori».
Intanto ieri la maggioranza ha continuato ad «esibirsi» sulle possibili destinazioni del «tesoretto» (o meglio, di quello che resterà dopo che Padoa Schioppa avrà sottratto i circa 7 miliardi destinati a ripianare il debito: avanzerebbero 2-3 miliardi di euro). Per Treu si dovrebbero usare «2 miliardi per sgravare l'Ici sulla prima casa, e il resto sugli ammortizzatori sociali». Per Damiano, che quantifica il surplus disponibile in 2,5 miliardi di euro (fatto già salvo quanto destinato al debito), bisognerebbe investire in «infrastrutture e pensioni basse».
Il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero dice che le risorse devono essere «redistribuite non solo alle famiglie, ma in generale al welfare», e indica «un piano per la casa, la spesa sociale per disabili e famiglie con figli, le pensioni minime». Il sottosegretario all'economia Alfiero Grandi indica che «il provvedimento su Ici e affitti prima casa potrebbe essere inserito come delega nel disegno di legge sulle rendite finanziarie».
Ieri i vertici della Confindustria sono stati ricevuti da Enrico Letta a Palazzo Chigi. La Confcommercio, per il rilancio dei consumi, propone «il taglio di un punto Irpef per i prossimi tre anni».


22 marzo 2007 - Il Messaggero

ROMA. È andata male. Tommaso Padoa-Schioppa...
di PIETRO PIOVANI

ROMA - È andata male. Tommaso Padoa-Schioppa ha detto ai sindacati del pubblico impiego quello che i sindacati non volevano sentirsi dire: i soldi per gli aumenti 2006-2007 restano quelli scritti in Finanziaria, non un centesimo in più. Inevitabile che si mettesse in moto la macchina per la proclamazione dello sciopero generale, anche se il governo ha ancora tutto il tempo per recuperare. Prima di arrivare allo sciopero ci vorranno diverse settimane, visto che Cgil, Cisl e Uil sperano di poter fissare una data verso la fine di aprile.
Gli aumenti. L’entità degli aumenti per i dipendenti pubblici non è in discussione (o almeno non in questa fase). Lo scorso ottobre il ministro dell’Economia concordò con i sindacati che i nuovi contratti avrebbero rivalutato le buste paga del 4,5% circa, pari a un importo medio intorno ai 100 euro lordi mensili. L’argomento che divide il ministro dell’Economia dai sindacati è un altro: gli arretrati.
Gli arretrati. L’intesa raggiunta a ottobre prevede che i soldi vengano pagati in ritardo. Gli aumenti si riferiscono al biennio 2006-2007, ma i versamenti cominceranno in parte (meno della metà) quest’anno, il resto nel 2008. Presto però ci si è resi conto che a quell’accordo (e al successivo testo della Finanziaria) venivano date due interpretazioni diverse. Secondo i sindacati, i soldi già stanziati nel 2008 si riferiscono comunque al 2007: sarebbero insomma gli arretrati. Secondo questa interpretazione, dunque, con la prossima Finanziaria si dovrebbero aggiungere altre risorse per coprire gli aumenti anche nel 2008. Padoa-Schioppa invece fornisce una versione completamente diversa: non c’è nessun arretrato da pagare, agli statali si chiedono un paio d’anni di sacrifici visto che alla fine del biennio per loro è previsto un ottimo aumento.
L’incontro. Ieri i segretari di categoria di Cgil (Podda) Cisl (Tarelli) e Uil (Bosco e Fiordaliso) sono finalmente riusciti a trovarsi faccia a faccia con il ministro per un chiarimento. I sindacalisti hanno ricordato a Padoa-Schioppa un impegno verbale preso a suo tempo con Epifani, Bonanni e Angeletti, i segretari generali delle tre confederazioni: «Questo era l’accordo: pagamento nel 2008 ma decorrenza dal 2007». Padoa-Schioppa ha smentito di aver fatto una promessa del genere: «Mi dispiace, proprio non me ne ricordo». Insomma non si è fatto nessun passo avanti, e alla fine della riunione i sindacati hanno annunciato lo sciopero. «Se il ministro non ricorda, dovremo rinferscargli la memoria» commenta Rino Tarelli della Cisl. «Qui si vuole di fatto saltare un biennio di aumenti, mentre il costo della vita aumenta».
Le risorse che mancano. Ma quanti soldi ci vorrebbero per accontentare i dipendenti pubblici? Anche su questo si rileva una divergenza. La cifra da indicare nella prossima Finanziaria sarebbe di 2 miliardi. Ma i sindacati sottolineano che la spesa reale sarebbe inferiore (circa un miliardo e 300 milioni) perché una parte dei soldi torna allo Stato con le tasse e i contributi. Il Tesoro respinge questo ragionamento, e anzi ribatte che ai fini dei conti pubblici il vero addebito sarebbe di quasi 4 miliardi (perché si deve aggiungere la spesa di comuni e asl).
I precari. Ieri c’è stato un altro incontro sul pubblico impiego, dedicato al tema dei precari. Il ministro Luigi Nicolais ha firmato un’intesa con Cgil, Cisl e Uil, ma le decisioni in realtà sono ancora tutte da prendere. Si devono fissare i criteri per stabilire quali precari vanno assunti e quali no. Inoltre si devono trovare i soldi per coprire i costi della regolarizzazione. L’accordo non è stato firmato dagli altri sindacati: l’Ugl (che segnala la mancanza di fondi), la Confsal (che ha già indetto un suo sciopero generale il 16 aprile), le Rdb-Cub (che hanno assaltato il palazzo del ministero a Corso Vittorio, hanno passato tutta la notte nella Sala delle riunioni e minacciano di restarci fino al 30 marzo).


22 marzo 2007 - Italia Oggi

Padoa-Schioppa non scopre le carte con Cgil, Cisl e Uil sulle maggiori risorse per i contratti
La mina degli statali a palazzo Chigi
Tocca oggi al premier Romano Prodi evitare lo sciopero

Niente di fatto, ieri al vertice tra il ministro dell'economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e Cgil, Cisl e Uil sui rinnovi dei contratti del pubblico impiego. Davanti alla richiesta di maggiori risorse, circa due miliardi di euro, e il rinnovo dei contratti già per il 2007, il responsabile di via XX Settembre non si è sbilanciato. Costringendo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil a minacciare lo sciopero generale, probabilmente per aprile, se non ci saranno novità. Le novità sono quelle attese per il vertice di oggi a Palazzo Chigi su sviluppo, pensioni e pubblica amministrazione.
Sarebbe, infatti, lo stesso premier Romano Prodi a calare la carta vincente sul pubblico impiego, quella carta alla quale alacremente hanno lavorato in questi giorni tra presidenza del consiglio dei ministri e dicastero dell'economia. L'ipotesi parla dell'impegno del governo a stanziare nella prossima legge finanziaria quello che serve per concedere un aumento ulteriore di pochi decimali rispetto a quanto stanziato, il 4,46%, nella Finanziaria 2007. I sindacati chiedono il 5,2%, la distanza non sarebbe dunque incolmabile. ´L'incontro con il ministro Tommaso Padoa-Schioppa è andato male', hanno affermato i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso, all'uscita ieri da via XX settembre, senza novità andiamo allo sciopero'. La giornata, per i rapporti tra governo e sindacati sul pubblico impiego, era stata convulsa. In mattinata il giro di valzer delle contestazioni era iniziato a Palazzo Vidoni, sede del ministero della funzione pubblica. Dove, i delegati delle Rdb-Cub, che sono arrivati in mattinata al ministero, complice l'invito a un tavolo con Nicolais sui precari, hanno occupato sala Stoppani, uno degli ambienti più maestosi del Palazzo, affrescato con pitture monocrome di divinità greche e romane.
´D'acqua qui ce n'è in abbondanza, il cibo arriverà dall'esterno, possiamo durare molti giorni, contiamo fino allo sciopero nazionale che abbiamo indetto per il 30 marzo', minaccia Paola Palmieri, battagliera componente del direttivo nazionale Rdb.
Sul banco degli accusati, il governo, reo di aver condotto trattative riservate con Cgil, Cisl e Uil, di aver estromesso il sindacato di base, pur rappresentativo nel pubblico impiego, dai tavoli sui precari e sui contratti. ´Noi volgiamo starci dove si decide, quando si tratta di pensioni e lavoratori il presidente del consiglio dei ministri deve riceverci', spiegava la Palmieri, pensando al vertice che ci sarà oggi a Palazzo Chigi e al quale non sono stati convocati, e ghiacciando così i dirigenti del dicastero della funzione pubblica, accorsi in gran fretta per riportare i manifestanti a più miti consigli. Davanti all'intransigenza dei sindacalisti delle Rdb,i dirigenti di Nicolais sono stati praticamente precettati e inviati, a turno, a far capolino in sala Stoppani. In questo modo, l'occupazione si maschera da trattativa e uno sgombero della sala, fatto definitivo ma eclatante, è per il momento scongiurato. Intanto, a pochi metri dalla sala Stoppani, Nicolais doveva fronteggiare le proteste dei rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil sul piano di assunzioni dei precari previsto dalla Finanziaria. Al ministro che avrebbe voluto parlare di paletti, perché non tutti i precari potranno entrare a tempo indeterminato in base a quanto dicono le norme della manovra, i confederali hanno contrapposto la necessità di un impegno contro il precariato che duri un'intera legislatura. Al termine di un confronto acceso, è spuntato un protocollo che impegna il governo ad attuare a tappe forzate quanto prevede la Finanziaria 2007 e a prevedere nella prossima manovra un ulteriore piano di stabilizzazione. Da Palazzo Vidoni, il confronto si è spostato a via XX Settembre, per l'incontro con Tps.Oggi il giro dei palazzi arriverà al suo apice, con l'incontro conclusivo a Palazzo Chigi.


22 marzo 2007 - Il Sole 24 Ore

IL FRONTE PRECARI
Intesa «di metodo»: entro metà aprile Nicolais predisporrà la direttiva con le linee guida per la stabilizzazione dei lavoratori
I sindacati: mancano le risorse, parte in salita il negoziato sul pubblico impiego
Ma per gli statali è già sciopero
di Giorgio Pogliotti

ROMA - Il tavolo della concertazione parte "zoppo", con una gamba in meno: Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato uno sciopero generale nel pubblico impiego che si svolgerà ad aprile,per sbloccare la vertenza contrattuale. Ma l'annuncio avrà ripercussioni sul confronto che si apre oggi tra Governo e parti sociali, visto che il capitolo "pubblica amministrazione" rappresenta uno dei tre argomenti all'ordine del giorno.
La decisione è stata presa al termine dell'incontro di ieri pomeriggio con il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa,che i sindacati valutano negativamente perchè non è servito a cogliere i dubbi sulla disponibilità delle risorse per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego. Cgil, Cisl e Uil hanno convocato gli organismi dirigenti per la prossima settimana per proporre lo sciopero generale. «Il ministro dell'Economia non ricorda di avere assunto il 4 novembre scorso impegni sui rinnovi contrattuali — sostiene il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda — prevedendo per le risorse assegnate dalla Finanziaria per il 2007 e il 2008 l'esigibilità per il biennio 20062007. Sono passati 15 mesi dalla scadenza del contratto e in queste condizioni lo sciopero generale del pubblico impiego è inevitabile».
I sindacati sono intenzionati a chiedere aumenti del 5,02% per il primo biennio, mentre il Governo potrebbe concedere il 4,46%,ma dal 2008.«Il Governo — sostiene il segretario generale della Uilpa, Salvatore Bosco —fa slittare l'avvio della trattativa per non riconoscere un biennio economico ».Via XX settembre ha avviato una verifica sull'andamento delle retribuzioni effettive nella pubblica amministrazione, temendo che venendo incontro alla richiesta degli arretrati possano mancare le risorse in Finanziaria e si debba intaccare il "tesoretto" del dividendo fiscale, creando un pericoloso precedente. L'esito negativo dell'incontro di ieri non pare privo di conseguenze, tanto da spingere il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani a sostenere che «sarebbe paradossale aprire i tavoli di concertazione con una rottura su una questione così decisiva». Critiche anche dall'Ugl: «I segnali di una strada tutta in salita erano evidenti già all'indomani della Finanziaria — sostiene Fulvio Depolo — le risorse sono poche e il Governo ha mantenuto un atteggiamento ambiguo ». Eppure la giornata era iniziata positivamente per Cgil, Cisl e Uil che in mattinata avevano strappato dall'incontro con il ministro Luigi Nicolais l'impegno del titolare della Funzione pubblica a trasmettere entro dieci giorni le linee guida interpretative delle norme contenute nella Finanziaria sulla stabilizzazione dei precari, destinate a tutte le amministrazioni. Con la convocazione, entro i 10 giorni successivi, degli stessi sindacati per acquisire le loro valutazioni. E l'impegno a predisporre entro metà aprile il regolamento per l'attuazione del fondo straordinario per la stabilizzazione del personale precario, con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro. Per i sindacati «sono del tutto insufficienti»,ed«andranno aggiunte risorse successivamente »anche«utilizzando parte dei conti correnti dormienti non più utilizzati da anni». Diverso il giudizio della Confsal che si dice «delusa» per l'incontro e conferma lo sciopero del 16 aprile, così come l'RdbCub che ha occupato una sala del ministero della Funzione pubblica e manifesterà il 30 marzo. Dura l'opposizione:«Dopo l'irresponsabile approvazione di norme irrazionali nella Finanziaria — sostiene Simone Baldelli (Fi) — Nicolais non è più in grado di coordinare i diversi comparti. Nelle amministrazioni locali ancora nessuno sa come vanno applicate queste norme».


22 marzo 2007 - L'Unione Sarda

Rinnovo statali, rottura col Governo

È rottura tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e i sindacati sul rinnovo contrattuale di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Al termine di un incontro a via XX Settembre, le organizzazioni di categoria hanno deciso di convocare al più presto i consigli generali per proporre loro uno sciopero generale, da attuarsi nel mese di aprile. I sindacati accusano il ministro di non rispettare accordi precedenti e temono che si voglia mettere in discussione un biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo 2008-2009. Secondo indiscrezioni, infatti, per la copertura dei contratti (scaduti a dicembre 2005) servono ancora 2 miliardi per tutte le amministrazioni per consentire la decorrenza degli aumenti contrattuali dal 2007. Come - sostengono i sindacati - pattuito in precedenza. I sindacatiUna rottura che non potrà non pesare sull'avvio del confronto fissato per oggi a Palazzo Chigi. Anche perché uno dei tre tavoli che si aprirà sarà proprio quello sulla pubblica amministrazione. «L'incontro con il ministro Padoa-Schioppa è andato male», affermano i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso. «Il ministro», aggiungono, «nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e oggi non è stato possibile concordare la data per un nuovo confronto. Si viene meno anche agli stessi impegni previsti dal memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, sottoscritto insieme allo stesso Padoa-Schioppa e Nicolais lo scorso gennaio». A scendere in campo anche le confederazioni. «Sarebbe paradossale», sostiene il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, «aprire i tavoli di concertazione con una rottura su una questione così decisiva come quella dei rinnovi contrattuali. È evidente che l'auspicato accordo per un patto sociale su sviluppo e tutela dei redditi si regge anche sul rispetto degli impegni presi. Il Governo invece», continua Pirani, «si sta muovendo in maniera confusa: non emerge una chiara politica per il pubblico impiego». Per il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, «lo sciopero sarà inevitabile se si continua così. Non si può firmare un accordo a novembre e un memorandum d'intesa a gennaio e poi non avere ancora oggi le direttive per i rinnovi contrattuali». E il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, chiede un intervento del ministro per le Riforme, Luigi Nicolais. «Emani le direttive», dice, «riconfermando il percorso contrattuale e le quantità economiche previste». L'accordoIeri Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo con Nicolais sui precari, che riguarda però solo il percorso che dovrà portare alla stabilizzazione del personale, con la decisione di istituire un tavolo permanente. Entro metà aprile sarà predisposto il regolamento per l'attivazione del fondo straordinario. La dotazione iniziale è di soli 5 milioni di euro ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse. Tra le ipotesi quelle di usare somme dai conti correnti dormienti non più utilizzati da anni. Secondo i sindacati, si potrebbe far ricorso anche a risorse provenienti dall'extra-gettito. Le Rdb-Cub, che non hanno sottoscritto l'accordo, hanno occupato la sala della riunione ad oltranza. Vogliono avere assicurazioni che saranno incontrate da Prodi perché più rappresentative.


22 marzo 2007 - L'Eco di Bergamo

A vuoto l'incontro col ministro, statali in sciopero ad aprile

ROMA - I sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di convocare i Consigli generali delle organizzazioni ai quali proporranno lo sciopero generale della categoria, a sostegno della vertenza per il rinnovo contrattuale, da attuarsi nel mese di aprile. La decisione è stata assunta al termine dell'incontro avuto con il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. «L'incontro con il ministro è andato male», affermano i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso.
«Il ministro – aggiungono i sindacalisti – nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e durante la riunione non è stato possibile concordare la data per un nuovo confronto. Si viene meno anche agli stessi impegni previsti dal Memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, sottoscritto insieme allo stesso Padoa-Schioppa e a Nicolais lo scorso gennaio». I sindacati temono, inoltre, che si voglia mettere in discussione il rinnovo del biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo 2008-2009. Il contratto degli oltre tre milioni di lavoratori pubblici è scaduto a dicembre 2005. Secondo indiscrezioni emerse in questi giorni, infatti, servono ancora due miliardi circa per le tutte le amministrazioni, centrali e locali, per consentire la decorrenza degli aumenti contrattuali dal 2007. Come – sostengono i sindacati – pattuito in precedenza con il governo.
Duro il commento di Mario Pirani, segretario confederale Uil: «L'auspicato accordo per un patto sociale su sviluppo e tutela dei redditi – scrive in una nota – si regge anche sul rispetto degli impegni presi. Invece il governo si muove in maniera confusa: lo stesso Memorandum sul lavoro pubblico é ancora allo stato di una dichiarazione d'intenti. O dalle prossime ore si avviano le procedure per emanare le direttive per i rinnovi – avverte ancora Pirani – con la piena copertura degli impegni economici assunti con la Finanziaria per il biennio 2006-2007 o la mobilitazione, evitata in extremis in quella occasione, non potrà che essere resa operativa con la proclamazione dello sciopero generale».
Nel frattempo il ministro per le Riforme, Luigi Nicolais, e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo di metodo sul piano di stabilizzazione degli oltre trecentomila precari nella Pubblica amministrazione.
L'intesa prevede l'istituzione di un tavolo permanente per assicurare l'applicazione delle disposizioni della legge finanziaria. L'obiettivo è consentire la completa assunzione nel corso dell'attuale legislatura del personale precario, come previsto anche dal recente memorandum sul lavoro pubblico e la riorganizzazione delle amministrazioni centrali e periferiche. L'accordo non è stato sottoscritto dai sindacati autonomi e dalle Rdb-Cub che, nonostante sia terminata la riunione con il ministro, hanno continuato l'occupazione della sala Stoppani a palazzo Vidoni. In concreto, entro metà aprile sarà predisposto il regolamento per l'attuazione del fondo straordinario per la stabilizzazione del personale precario. La dotazione iniziale, come hanno spiegato i sindacati, è di soli cinque milioni di euro, ovviamente del tutto insufficienti. Andranno, quindi, aggiunte risorse successivamente. Tra le ipotesi – secondo quanto riferito sempre dai sindacati – quella di utilizzare somme dai conti correnti dormienti non più impiegati da anni. Sempre secondo i sindacati, altre risorse potrebbero venire anche dall'extra-gettito tributario che si discute in questi giorni.
L'accordo fissa, dunque, una tabella di marcia. Entro dieci giorni il ministero si impegna a trasmettere le linee guida interpretative delle norme sulla stabilizzazione dei precari. Successivamente saranno convocati i rappresentanti dei lavoratori per acquisire le loro valutazioni. Dunque, saranno aperti tavoli settori per affrontare le specificità dei singoli comparti.


22 marzo 2007 - L'Unità

Statali, sciopero generale in aprile
Rottura con Padoa-Schioppa sul contratto. Raggiunta l’intesa sul precariato

Roma - CONFLITTI Un accordo in mattinata sui precari con il ministro Nicolais, e nel pomeriggio uno strappo sui
contratti con Padoa-Schioppa che potrebbe portare al primo sciopero generale del pubblico impiego in questa legislatura. In assenza di segnali di pace da parte di via Venti Settembre gli esecutivi di Fp-Cgil, Fps-Cisl e Uilpa proclameranno la protesta la settimana prossima e fisseranno la data al 16 aprile, già fissata per lo sciopero dei lavoratori della scuola, anche loro con le retribuzioni ferme. Non solo. La querelle rischia di ricadere sui tavoli che oggi si apriranno a Palazzo Chigi, è Paolo Pirani della segreteria Uil a paventare il rischio definendo «paradossale» l’avvio della concertazione «con una rottura su una questione così decisiva».
Che i sindacati e il titolare dell’Economia fossero ai ferri corti era chiaro da un pezzo. È parso ancor più chiaro quando sulla questione del potere d’acquisto di 3 milioni e mezzo di persone è caduto il silenzio. Secondo cifre attribuite alla Ragioneria dello Stato servirebbero 2 miliardi di euro. I sindacati non le confermano ma ricordano l’incontro del 4 novembre quando con il governo venne raggiunta un’intesa per un emendamento alla Finanziaria che avrebbe spianato la strada ai rinnovi. Ieri il ministro Padoa-Schioppa ha detto di non ricordare l’esito di un incontro così lontano, questo almeno riferiscono i sindacati tra la sorpresa e l’irritazione. «Con queste condizioni, in cui il ministro dell’Economia non ricorda di avere assunto impegni sui rinnovi, lo sciopero generale del pubblico impiego è inevitabile», è stato il commento unanime. «Ovviamente, essendo persone ragionevoli, continuiamo a sperare che il ministro cambi rotta e che i tavoli che partono domani (oggi, ndr) indichino una via d’uscita», dice Carlo Podda di Fp-Cgil. Per Fps-Cisl Rino Tarelli denuncia che «il ministro ha dimenticato gli impegni presi con la Finanziaria. Il 2006 è saltato perché nella vecchia manovra non c’erano i soldi e delle risorse per il 2007 che dovevano decorrere dal primo gennaio non si è visto nulla. Si vuole saltare il biennio contrattuale e andare direttamente al 2007-2008». Quanto alla Uilpa, la valutazione di Salvatore Bosco guarda alla concertazione: «L’esito della riunione di oggi avrà ripercussioni sull’incontro di domani con il governo». Lo sciopero di aprile è preceduto il 30 marzo da quello di Rdb-Cub i cui rappresentanti ieri hanno occupato una sala del ministero della Funzione pubblica minacciando di passarci la notte. Protestano per l’«apartheid» sindacale e chiedono di far parte del tavolo delle trattative che finora li ha esclusi.(r.ec.)


22 marzo 2007 - Gazzetta del Sud

Raggiunto l'accordo sui precari dai confederali ma non dalle Rdb
Statali, verso lo sciopero ad aprile dopo la rottura sul rinnovo del contratto
di Lucia Manca

ROMA - È rottura tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, e i sindacati sul rinnovo contrattuale di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Al termine di un incontro a via XX Settembre, le organizzazioni di categoria hanno deciso di convocare al più presto i consigli generali per proporre loro uno sciopero generale, da attuarsi nel mese di aprile.
I sindacati accusano il ministro di non rispettare accordi precedenti e temono che si voglia mettere in discussione un biennio economico: quello 2006-2007 o il successivo 2008-2009. Secondo indiscrezioni, infatti, per la copertura dei contratti (scaduti a dicembre 2005) servono ancora 2 miliardi per tutte le amministrazioni per consentire la decorrenza degli aumenti contrattuali dal 2007. Come – secondo i sindacati – pattuito con il governo.
Una rottura che non potrà non pesare sull'avvio del confronto fissato per stamani a Palazzo Chigi. Anche perché uno dei tre tavoli che si aprirà sarà proprio quello sulla pubblica amministrazione. «L'incontro con il ministro Padoa Schioppa è andato male», affermano i segretari generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, della Uil-Pa, Salvatore Bosco, e della Fpl-Uil, Carlo Fiordaliso. Il ministro – aggiungono – nega l'accordo che è stato raggiunto a novembre e oggi non è stato possibile concordare la data per un nuovo confronto. Si viene meno anche agli stessi impegni previsti dal Memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, sottoscritto insieme allo stesso Padoa Schioppa e Nicolais lo scorso gennaio».
Intanto sempre ieri Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo con Nicolais sui precari, che riguardo però solo il percorso che dovrà portare alla stabilizzazione del personale, con la decisione di istituire un tavolo permanente. Le Rdb-Cub, che non hanno sottoscritto l'accordo, hanno occupato la sala della riunione ad oltranza.


22 marzo 2007 - La Stampa

Il ministro Nicolais e i sindacati
Accordo da cinque milioni per il piano di stabilizzazione

Il ministro per le Riforme Luigi Nicolais e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo di metodo sul piano di stabilizzazione degli oltre 300 mila precari nella Pubblica Amministrazione. L’intesa prevede l’istituzione di un tavolo permanente per assicurare l’applicazione delle disposizioni della legge finanziaria. Obiettivo: consentire la completa assunzione nel corso della legislatura del personale precario. L’accordo non è stato sottoscritto dai sindacati autonomi e dalle Rdb-Cub, che hanno occupato la sala Stoppani a Palazzo Vidoni. Entro metà aprile sarà predisposto il regolamento per l’attuazione del fondo straordinario. La dotazione iniziale è di 5 milioni di euro, insufficienti secondo i sindacati. Andranno, quindi, aggiunte risorse. Tra le ipotesi, quella di utilizzare somme dai conti correnti dormienti non più utilizzati da anni. Altre risorse potrebbero venire dall’extra-gettito.


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