14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 03:05
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«Act, ora basta con tutte queste falsità»

Reggio Emilia, 21/05/2007 18:24
L’azienda alla vigilia del voto in aula «I consorzi non sono lo sterco del diavolo» di Michela Scacchioli 21 maggio 2007 - Corriere di Reggio

Reggio E. - Boicottaggio o meno, alla vigilia del quarto tentativo l’Act si mette avanti. Numero legale permettendo, infatti, oggi pomeriggio il consiglio comunale di Reggio dovrà esprimersi sul nuovo regolamento dell’azienda locale trasporti. Per ben tre volte consecutive, però, in sala del Tricolore la questione è stata fatta slittare. Come? Facendo saltare la seduta per mancanza di numero legale dei consiglieri. Ma siccome sull’Act i mugugni (anche nel centrosinistra) e le polemiche non mancano, ieri l’azienda ha aperto ufficialmente bocca per rimbrottare e chiedere «rispetto».

«Troppe volte dal consiglio comunale sono rimbalzate notizie non fondate, che dipingono una "Act altra" rispetto alla realtà - dice l’agenzia presieduta dal diessino Angelo Malagoli -. Sarebbe bene parlare con cognizione evitando di colpire un’azienda che è patrimonio di tutta la città. Act è stata protagonista di una decisa trasformazione». Oggi «la scelta di strutturarsi per operare solo sul territorio reggiano è già in gran parte realizzata. La strategia di rientro deve essere concretizzata soltanto per la partecipazione di Til in Atvo, ed è ormai solo questione di tempo».

I CONSORZI. «I consorzi non sono "lo sterco del diavolo": non hanno partecipazioni azionarie né dipendenti, ma sono forme di collaborazione fra aziende per partecipare alle gare per l’assegnazione dei servizi. Tutti i consorzi di cui facciamo direttamente o indirettamente parte sono funzionali a garantire ad Act i servizi da svolgere nella provincia di Reggio e, se necessario, ne verranno costituiti altri, come nel caso di Sfp e Cti per la partecipazione alla gara per l’assegnazione della gestione del servizio di trasporto ferroviario regionale; Tea (Til più Cnel Bus) per la gestione del trasporto scolastico dei Comuni di Rubiera, Casalgrande, Castellarano e Scandiano; Tpl (Ae più Til) per l’assegnazione della gestione del servizio di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano di Reggio, e infine Orfeo (Ae più Til più privati) per la gestione di una parte della mobilità cittadina. Orfeo diventerà presto tutto privato: sono già in stato avanzato le procedure di vendita delle quote di Ae e Til ai privati». Sulle «società collegate a Orfeo, il consorzio da oltre un anno non svolge più servizi in subaffidamento fuori dal territorio di Reggio e che attualmente detiene solo un residuo 2% di Smc. Questa - e non non altra - è l’Act di oggi».

REGOLE. «Il rispetto delle regole è il primo obiettivo che tutti dovrebbero avere, a garanzia della trasparenza dei diritti. Nessuna discrezionalità politica può superare questo valore. Le visite mediche obbligatorie per gli autisti del Tpl sono svolte a norma di legge, a tutela dei cittadini-utenti trasportati. Come previsto dalle normative vigenti, i dati relativi all’idoneità psicofisica» degli autisti «sono autocertificati dalle aziende che eserciscono il servizio. Di comune accordo» con esse «Act ha già da tempo pianificato ispezioni appositamente finalizzate alla verifica diretta dei requisiti di idoneità del personale delle aziende stesse (le ispezioni si concluderanno presumibilmente entro l’estate)».

SINDACATI. «Va a questo riguardo ricordato che proprio la Cub Trasporti, nel 2003, chiedeva ad Act e alle autorità competenti che non venissero svolte visite mediche in numero superiore a quello strettamente previsto dalla legge e che "si potesse ricorrere a visite straordinarie di revisione solo nel caso sorgessero dubbi fondati sull’idoneità dei dipendenti". La Cub conosce le regole della rappresentanza sindacale: giochi dunque il proprio ruolo a livello di contratto nazionale così come di rappresentanze sindacali unitarie e Act dimostrerà di non avere pregiudizi di alcun genere. Non giocare tale ruolo e non sottoscrivere alcun accordo è una scelta di Cub. Noi non riconosciamo chi non rispetta le "regole" e non facciamo trattative separate con nessuno. Può non piacere questa Act, soprattutto a chi vorrebbe rapportarsi ad essa nella logica delle vecchie "municipalizzate", ma questo non autorizza alcuno a darne un’immagine distorta».

19 maggio 2007 - Estense.com

Sciopero Acft, adesioni al 45%

Ferrara - Ha raggiunto il 45% di adesioni, con venti autisti solo in città che hanno incrociato le braccia, lo sciopero indetto dal coordinamento provinciale dei Cub trasporti ferrotranvieri che questa mattina a partire dalle 9 e mezza ha organizzato un presidio in via Trenti davanti alla sede dell’Acft. All’azienda le Rdb/Cub chiedono di un nuovo contratto aziendale si aggiunge quella del mantenimento del secondo agente sulle linee extraurbane.

"Il nostro contratto aziendale – spiegano i sindacati di base - scade a fine 2007, quando dovrebbe avvenire la fusione con Atc di Bologna, ma a questa data noi dobbiamo andare con un contratto in esecuzione e non scaduto".

 

Assemblea metalmeccanici USB

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