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SANITA'

AGROPOLI - Arrivano undici nuovi infermieri in ospedale.

Salerno,

 

 

 

 

 

6 aprile 2008 - La Città di Salerno

AGROPOLI. Diventano autonomi i reparti di chirurgia d’urgenza e traumatologia
Arrivano undici nuovi infermieri in ospedale

Agropoli - Nuovi infermieri presso l’ospedale di Agropoli. L’organico è stato infatti, potenziato con l’arrivo di undici infermieri distribuiti nelle varie unitá operative. L’incremento del personale ha consentito di dividere l’unitá operativa complessa di chirurgia d’urgenza dall’unitá operativa dipartimentale di traumatologia che, lo scorso mese di luglio, erano stati accorpati a causa della grave carenza di personale infermieristico. Il provvedimento ha creato in questi mesi non pochi disagi sollevando la protesta delle organizzazioni sindacali. «Esprimo il mio più vivo apprezzamento per il lavoro svolto dai sindacati Rdb, Fsi e Fials, che con determinazione e senso di forte responsabilitá - afferma l’assessore del Comune di Agropoli Franco Scognamiglio - hanno prestato una costante e vigile attenzione per la soluzione della vertenza della carenza del personale infermieristico. L’accorpamento delle due unitá operative ha determinato una condizione di estremo disagio che pur se accettato, per senso di responsabilitá, da tutto il personale medico e paramedico, ha ridotto la capacitá funzionale in questi nove mesi dell’unitá operativa complessa di chirurgia che non ha potuto esprimere pienamente il suo ruolo in rapporto alla dotazione dei posti letto». Scognamiglio sottolinea «la necessitá di una maggiore attenzione e sensibilitá verso il presidio di Agropoli sia di tutta l’amministrazione comunale che della direzione aziendale per uno sforzo comune nell’interesse della collettivitá».
«La crescita dell’ospedale - conclude Scognamiglio - deve vedersi quale ulteriore volano di crescita integrato nell’attivitá turistica, economica, di servizi che ci proponiamo di dare dopo anni di abbandono in cui è stata tenuta la cittá. In questa ottica vanno visti il potenziamento dei reparti, la dotazione organica di personale medico paramedico ed ausiliario, la fornitura delle attrezzature minime indispensabili».


4 aprile 2008 - La Città di Salerno

Asl, i sindacati contro Saracino «Risanamento a spese dei servizi»
di Carmela Santi

Salerno - «Prendiamo atto degli ottimi risultati raggiunti dai vertici dell’Asl Salerno 3, ma non possiamo non considerare che il successo personale del manager Saracino non corrisponde ad una azienda sanitaria efficiente e funzionale». Vito Storniello, segretario provinciale Rdb Sanitá, non nasconde le sue perplessitá sui dati diffusi dal dg dell’Asl Sa 3 sul rientro di un debito di oltre 140 milioni di euro. «La razionalizzazione dei servizi e la ridefinizione dei contratti - afferma Storniello - è stata effettuata unicamente a spese dei cittadini . A quanto ci risulta, negli ultimi tempi c’è stato un decremento delle prestazioni sanitarie effettuate dall’Asl Sa 3, con un preoccupante allungamento delle liste di attesa. Basta fare una telefonata al centro unico di prenotazione per verificare i reali tempi di attesa, prima che un utente possa effettuare la prestazione sanitaria richiesta». Tempi sicuramente non previsti dalla tempistica presentata dalle linee guida regionali recepite ma non rispettate, secondo il rappresentante sindacale, dall’Asl Sa 3: «Invitiamo, pertanto, il direttore generale - continua Storniello - ad andare al di lá dell’autocelebrazione e a verificare l’effettiva efficienza dei servizi offerti nei vari presidi ospedalieri del Cilento e Vallo di Diano. Non si può parlare di una equa ridefinizione dei servizi e poi sopprimere la metá dei presidi Saut che assicuravano le prestazioni sanitarie nel vasto territorio di competenza dell’Asl Sa 3. La politica gestionale adottata dal manager Saracino - prosegue Storniello - sin dal suo arrivo a Vallo della Lucania ha puntato unicamente all’abbattimento dei costi, richiedendo un sacrificio non indifferente a tutto il personale aziendale». Ma le difficoltá lavorative, ad Agropoli ad esempio, restano soprattutto per la carenza di medici e radiologi. Il quadro generale non è migliore nei presidi di Sapri, Polla e Sant’Arsenio. «Eclatante- conclude Storniello - è il caso degli anestesisti. Per garantire la copertura del servizio vengono richieste ai pochi specialisti in servizio prestazioni straordinarie dai costi esorbitanti (fino a 700 euro al giorno)».