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Editoriale

Attaccano il diritto di sciopero perché cominciano ad avere paura!

Roma,

L'attacco scomposto al diritto di sciopero partito dal Governo e dai partiti di maggioranza, con personaggi del calibro di Delrio, Ichino, Sacconi e Damiano, individua i mali di questo Paese nelle lotte messe in campo da fasce sempre più ampie di lavoratori.

Non è l'assenza colpevole del Governo e della politica rispetto le gravi crisi aziendali, come Alitalia e Ilva oppure Piombino.

Non sono le nazionalizzazioni alla rovescia per salvare banche private per le quali si stanziano fino a 20 miliardi di euro, tutte pagate dai contribuenti italiani, ossia lavoratori e pensionati.

Non è la pervicace volontà di svendere interi settori produttivi, mentre non si prende atto del totale fallimento delle privatizzazioni, anzi rilanciando alla grande sulle municipalizzate.

Non sono gli straordinari tagli allo stato sociale e ai servizi pubblici messi in atto durante gli ultimi anni di austerity voluta dalla UE e avallata dai nostri Governi.

Non è la mancanza di una qualsiasi intervento contro la costante emorragia di posti di lavoro.

Il vero problema, secondo la follia di questi signori, sono gli scioperi dei lavoratori nei servizi pubblici, peraltro tutti indetti all'interno di una delle leggi più restrittive di Europa.

Noi invece pensiamo che il vero obiettivo è colpire il dissenso dei lavoratori che sale sempre più forte nel momento in cui sta emergendo il disastro a cui stanno conducendo il Paese con queste politiche suicide

Mentre ogni giorno aumenta la contestazione al ruolo complice di Cgil, Cisl e Uil e si rafforza il ruolo di guida delle lotte da parte di USB e di altre Organizzazioni conflittuali.



Unico obiettivo: fermare chi disturba il manovratore!


Questo è il vero motivo per il quale si chiede la restrizione del diritto di sciopero, mentre il controcanto dei segretari confederali perora una legge sulla rappresentanza ad hoc per fermare la costante emorragia di consensi e iscritti che quotidianamente si registra in ogni luogo di lavoro.

La svolta autoritaria serve a questi signori perché adesso è fondamentale correre a ridurre al silenzio le lotte piuttosto che affrontare le grandi problematiche che le vertenze pongono alla loro attenzione.


USB vuole impedire che questi folli facciano naufragare il nostro Paese!


Non solo il diritto di sciopero è previsto dalla nostra Costituzione, che abbiamo già difeso lo scorso 4 dicembre, ma insieme alla reale democrazia nei luoghi di lavoro dovrebbe essere uno dei pilastri alla base di un Paese civile e di rapporti industriali sani.

La squallida messinscena che da anni accompagna le politiche industriali in Italia non può durare oltre; questo i lavoratori cominciano a comprenderlo sempre più chiaramente.

L'unica ricetta per “impedire” gli scioperi è rilanciare le politiche occupazionali, lo stato sociale, i salari dei lavoratori, la tutela dei beni comuni.

 

Giù le mani dal diritto di sciopero!

Vogliamo lavoro e stato sociale, non repressione dei nostri diritti!


Manifestazioni nelle città di Italia il 6 luglio prossimo

A Roma 5 luglio ore 21.00 - Piazza del Gesù

 

 

ROMA piazza del Gesù, fiaccolata per il diritto di sciopero
USB sotto la sede della Commissione di Garanzia:

 

 

 

 

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