03 agosto 2020, ultimo aggiornamento alle 17:25
Insieme siamo imbattibili.

ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI: UNO SCIOPERO ANDATO A SEGNO. Fra rabbia e sarcasmo numerosissimi i lavoratori del Parastato scesi oggi in piazza in tutta Italia con le RdB-CUB

Nazionale, 31/07/2008 16:10

 

Riuscito lo sciopero negli Enti Pubblici non Economici, indetto per oggi dalle RdB-CUB, contro una manovra che prevede tagli ai salari dei dipendenti pubblici ed ai servizi per i cittadini, in difesa della dignità dei lavoratori e della Pubblica Amministrazione.

 


 

L’agitazione ha avuto ripercussioni in molti uffici INPS, INAIL e INPDAP. A Bologna e Bari le sedi INPS sono rimaste completamente chiuse per l’intera mattinata; a Cosenza anche quella INPDAP. Disagi per l’utenza si sono registrati in altre località.

 

Molto partecipati anche i tanti presidi che si sono svolti su tutto il territorio nazionale, in particolare davanti alle sedi Rai, dove i lavoratori hanno chiesto al servizio pubblico radiotelevisivo di dare informazione sulla loro mobilitazione: circa 500 fra lavoratori e delegati del Lazio si sono concentrati davanti al centro Rai di Saxa Rubra a Roma, dove hanno mostrato con sdegno la vignetta pubblicata sul sito del Ministero della Funzione Pubblica in cui è ritratto il un impiegato che sogna di venire frustato dal Ministro Brunetta.

Circa 300 lavoratori hanno manifestato a Bari, dove un corteo partito dall’INPS ha poi raggiunto la locale sede Rai; oltre 100 davanti la Rai di Milano ed altrettanti di fronte a quelle di Firenze e Bolzano. A Vicenza 300 lavoratori hanno manifestato di fronte alla Prefettura. Al presidio fra le due torri di Bologna, con circa 200 presenze, alcuni dimostranti hanno denudato il fondoschiena (di plastica) davanti ad uno striscione che recitava: “Un impegno concreto: far S.P.A.rire la previdenza pubblica”. Altre iniziative si sono svolte a Torino, Cuneo, Novara, Alessandria, Lodi, Verona, Bologna, Chieti, Taranto e Andria.

 

“L’adesione a questo sciopero e alle iniziative di piazza testimonia che anche nel Comparto Parastato i lavoratori pubblici non sono intenzionati a subire tagli per decreto ad un salario già messo a dura prova da un’inflazione reale galoppante - dichiara Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB P.I..- e non subiranno passivamente nemmeno lo smantellamento della P.A, come pure una denigrazione che, come prova la vignetta apparsa sul sito della Funzione Pubblica, ha raggiunto il livello dell’insulto”.

 


Comunicato del 1 agosto 2008

NONOSTANTE L’ESTATE I LAVORATORI CI SONO


Piena riuscita della giornata di protesta dei lavoratori degli Enti Pubblici Non Economici, indetta ieri su tutto il territorio Nazionale dalla RdB-CUB, con sciopero nelle ultime due ore del turno lavorativo.

In attesa dei dati sulla partecipazione allo sciopero, si può affermare senza ombra di smentita che le iniziative promosse ieri a livello locale hanno visto una partecipazione corale dei lavoratori presenti negli uffici.

Nonostante la data proibitiva, nonostante dalle segreterie nazionali di CGIL-CISL-UIL fosse partito l’ordine di boicottare la mobilitazione, migliaia di lavoratori, tra cui diversi iscritti ad altre organizzazioni sindacali, hanno partecipato ai presidi ed alle manifestazioni esterne ai posti di lavoro.

Davanti alla RAI di Saxa Rubra a Roma circa 500 lavoratori di INPS-INAIL-INPDAP-IPOST-CRI-ACI hanno chiesto che il servizio pubblico radio televisivo smetta di farsi strumento di attacco ai pubblici dipendenti ed informi invece i cittadini sulle lotte che i lavoratori stanno attuando contro la manovra economica del governo, ed in difesa del servizio pubblico.

Ampia partecipazione anche agli altri presidi davanti le sedi RAI: in 300 si sono ritrovati a Bari, 150 a Firenze, 50 a Bolzano.

I TG regionali della RAI e di altre emittenti locali hanno coperto la notizia, con interviste ai lavoratori in lotta, mentre il TG1 delle ore 17,00  ha fatto un resoconto della manifestazione romana.

Inoltre anche in apertura della trasmissione “HO PERSO IL TREND” su radio RAI 1 si è parlato della protesta ai cancelli Rai di Saxa Rubra.

Numerose le testate giornalistiche locali che hanno ripreso le altre iniziative: a Lodi 500 lavoratori di diverse organizzazioni sindacali hanno unitariamente protestato davanti la redazione de “IL CITTADINO”,che ha ampiamente dato spazio alla notizia; “Il Giornale di Vicenza” ha scritto sulla manifestazione dei 150 dipendenti sotto la Prefettura, altri articoli sul “Corriere del Veneto”, “Il piccolo di Trieste”, “Il Corriere dell’Alto Adige”. Articoli anche su “Il Messaggero” ed “Il Manifesto”.

Chiuse al pubblico diverse sedi dell’INPS, a Lodi, Trieste, Bari, a Cosenza dove ha chiuso anche l’INPDAP, pesanti disagi in altre sedi.

Colorata la manifestazione di Bologna, ripresa da “la Repubblica on line”, dove i lavoratori hanno mostrato sederi finti accanto alla scritta “Un impegno concreto: far S.p.A.rire la Pubblica Amministrazione.

Sicuramente mancheranno all’appello tante altre iniziative, ma appare chiaro come la giornata di ieri abbia segnato una crescita generalizzata della protesta dei lavoratori pubblici, in un settore tra i più colpiti dalla manovra economica.

All’interno delle manifestazioni uno tra gli slogan più gettonati è stato il richiamo al rispetto della dignità dei lavoratori pubblici, stanchi di subire una campagna diffamatoria che raggiunge i livelli dell’insulto e della provocazione con le vignette pubblicate sul sito del ministero presieduto da Renato Brunetta.

Lo sciopero di ieri salda la mobilitazione delle scorse settimane con lo sciopero generale, già indetto dalla CUB insieme a COBAS ed SdL per il 17 ottobre, evidenziando una profonda frattura tra i vertici nazionali di CGIL-CISL-UIL ed i loro rappresentanti territoriali, che spesso hanno scelto di attuare la protesta insieme alla RdB-CUB condividendone obiettivi e modalità.

RdB CUB P.I. - Parastato

 

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Trieste
ASSEMBLEA DEI LAVORATORI INPS DI TRIESTE BLOCCA GLI SPORTELLI DELLA SEDE PROVINCIALE

La RdB CUB del Pubblico Impiego ha aderito all’odierno sciopero nazionale di due ore contro la campagna diffamatoria nei confronti dei pubblici dipendenti orchestrata dal Governo e in particolar modo dal ministro Brunetta.
Nella stessa giornata per rafforzare la mobilitazione di questa giornata di lotta i lavoratori della sede provinciale Inps di Trieste hanno partecipato all’assemblea  di quattro ore con lo scopo di discutere e valutare le conseguenze negative del decreto legge 112/2008. Questa manifestazione ha provocato la chiusura quasi totale degli sportelli della sede provinciale di via S. Anastasio.
”Pur essendo dispiaciuti per il disagio creato agli utenti  - sottolinea Daniela Gomizel, delegato provinciale Inps della Rdb pubblico impiego - questo è stato l’unico modo per far sentire la nostra voce e denunciare le iniquità contenute nella manovra governativa”.
La protesta dei lavoratori verte principalmente sull’attacco mediatico denigratorio contro il pubblico impiego, la salvaguardia del salario accessorio - già ora collegato alla produttività - fortemente penalizzato dal decreto Brunetta che procura una perdita secca che va dai 200 ai 500 euro mensili. Inoltre si sottolinea che soltanto per i pubblici dipendenti è stata estesa la fascia oraria di reperibilità in caso di malattia (dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20) creando un inspiegabile disparità tra pubblico e privato. Sono previste nei prossimi mesi ulteriori forme di lotta per restituire dignità ai lavoratori del pubblico impiego.

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Vicenza
1230 firme raccolte, 200  lavoratrici e lavoratori in corteo:
Affossiamo il decreto Brunetta


A Vicenza insieme con i  lavoratori dell'Inps sono scesi in piazza delegazioni di lavoratori della sanità, degli enti locali,  ministeri e della scuola.
La giornata era stata preparata con  una raccolta firme in vari posti di lavoro che  ha ragginto  la cifra di oltre 1200 adesioni questo a significare l'enorme uincazzatura che il decreto 112 ha generato tra i lavoratori.
La stessa adesione allo sciopero soprattutto in Inps  è stato altissimo: l' 80%.
E' importante proseguire la mobilitazione  per impedire  la conversione in legge del decreto e nello stesso tempo prepararci per una mobilitazione su vasta scala  per difendere il lavoro, per  aumenti salariali, per sconfiggere questo governo  che forte della strada aperta dai precedenti sta tentando l'affondo finale contro i dipendenti pubblici.
La logica di Brunetta; colpirne cento per educarne uno.

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Genova
Assemblea del Parastato e presidio alla RAI


Al termine dell'assemblea dei lavoratori del Parastato, all'unanimità è stato deciso che una delegazione farà un presidio davanti alla sede della RAI di Genova:
- per rivendicare innanzitutto il rispetto della nostra dignità di lavoratori pubblici, attaccata da una campagna diffamatoria senza precedenti e che ha trovato in norme come l’Art. 71 del DL 112 sulle assenze per malattia un chiaro ed inaccettabile riferimento legislativo.
- chiedere la cancellazione dei previsti tagli agli organici, dell’impedimento di procedere a nuove assunzioni o alla stabilizzazione dei precari.
- respingere con forza l’attacco agli incentivi, che per i lavoratori di alcuni enti equivale ad una perdita nel 2009 di 6.000 euro di incentivazione annua pro capite.

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Lodi
Partecipazione alta alla protesta, chiuse le sedi dell'Inps Lodigiano, presidi al Cittadino e alla Rai di Milano


In occasione dello sciopero nazionale di due ore del comparto parastato, proclamato dalla RdB – CUB, i lavoratori dell’INPS hanno organizzato un affollato Presidio unitario, davanti alla sede del quotidiano  “il Cittadino”, per chiedere una corretta informazione sul DL112/2008. Esso si è rivelato la giusta continuazione della riuscitissima manifestazione del 22 luglio scorso  di tutto il pubblico impiego Lodigiano, che protestava contro il DL 112 e le sue “nefaste” conseguenze sul mondo del lavoro, pubblico e privato, e sui cittadini in genere, utenti dei servizi pubblici. Alla simbolica iniziativa del presidio, oltre alla Federazione della RdB – CUB,   hanno aderito le segreterie provinciali  del Pubblico Impiego di CGIL, CISL, UIL, CISAL e CONFSAL. Erano presenti, oltre ad una foltissima rappresentanza dei lavoratori della previdenza Lodigiana, i quali si sono distribuiti tra questo presidio e quello organizzato a Milano in Corso Sempione davanti alla sede RAI (le tre sedi INPS Lodigiane hanno chiuso i battenti per la totale adesione dei lavoratori alla protesta continuata con lo sciopero), delegazioni di lavoratori dell’Agenzia delle entrate, dell’Ospedale, dell’INPDAP, dei Ministeri, dell’Ispettorato del lavoro ed altre. Questo nonostante gli uffici siano al minimo delle presenze per le ferie estive. I lavoratori, uniti dalla reazione al “Decreto Tremonti-Brunetta”, hanno inteso protestare contro il perdurare di una generalizzata campagna diffamatoria, gravemente lesiva della loro dignità. Campagna che in realtà, come abbiamo sempre denunciato, è funzionale a preparare il terreno alla privatizzazione dell’intero settore pubblico e smantellare i diritti civili e sindacali di tutto il mondo del lavoro pubblico e privato.  Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dalla direzione del quotidiano. Sono stati lungamente illustrati i vari aspetti degli articoli del DL 112  e le ricadute  negative sull’organizzazione del “sistema sociale” italiano. Il decreto, infatti, non tratta solo di malattia come una cattiva informazione vuol far credere, ben altra è la sua sostanza. L’incontro è stato anche l’occasione per illustrare alcuni importanti risultati, in termini produttivi, raggiunti dalla pubblica amministrazione  lodigiana, nonostante tagli di bilancio, di personale, e di mezzi in genere. Risultati resi possibili solo grazie alla dedizione e all’impegno coscienzioso e  responsabile dei lavoratori pubblici, sempre più spesso costretti ad operare in condizioni estreme. Risultati che smentiscono le menzogne consapevoli del duo Brunetta – Tremonti che, come dimostra il tentativo, poi rientrato, del taglio dell’assegno sociale, novelli sceriffi di Nottingham, “Tolgono ai poveri per dare ai ricchi”.  Abbiamo preso atto, con soddisfazione, della disponibilità della direzione del quotidiano “Il Cittadino”, a dare attenzione e spazio, sempre maggiori, alle ragioni e alle dinamiche del mondo del lavoro pubblico e privato del territorio, convenendo che questa è una delle funzioni fondamentali di un quotidiano “con forti radici territoriali”.
Confidiamo in questa disponibilità affinché i risultati illustrati, siano pubblicati portandoli alla conoscenza della popolazione, così pure  i veri aspetti del DL112 di cui la stampa nazionale colpevolmente non ha descritto.
L’incontro e il presidio, si sono conclusi ribadendo la netta opposizione all’attacco mediatico, generalizzato e indiscriminato alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici, pretendendo “dignità e rispetto” per il lavoro quotidiano di ognuno di loro.  Ancora una volta, l’azione sindacale unitaria, fortemente voluta dalla RdB che ne è stata organizzatrice, nel rispetto della volontà e delle istanze provenienti dai lavoratori, si è dimostrata utile e vincente.

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Bari
I LAVORATORI del PARASTATO
partecipano massicciamente alla giornata di protesta


Oggi, 31 luglio 2008, nel pieno dell’estate i Lavoratori degli uffici dell’INPS, INAIL e INPS hanno aderito massicciamente alle iniziative di protesta programmate in tutte le città. A Bari oltre 300 lavoratori hanno dato vita ad un Presidio sotto la Sede INPS, che è rimasta completamente chiusa per l’intera giornata,  per poi spostarsi in corteo presso la Sede della RAI dove si è svolta una rumorosa manifestazione. La protesta del Parastato è comune a quella degli altri settori del Pubblico Impiego sottoposti oggi ad un pesante attacco da parte del Governo che, in particolare con il Decreto 112 del ministro Brunetta, cancella in un sol colpo ed in modo indiscriminato diritti, salari e dignità dei dipendenti pubblici. Attraverso una fomentata campagna mediatica, si vuole far credere che nel nostro paese il lavoratore pubblico è fannullone, è sempre ammalato e guadagna troppo e, quindi, si riducono gli organici, si introduce la “tassa sulla malattia”, si taglia una quota consistente del salario di produttività, si sopprimono interi uffici. Nel corso della manifestazione sono stati distribuiti ai numerosi giornalisti ed utenti volantini che spiegavano le ragioni della protesta verso i provvedimenti governativi i quali, è bene ribadirlo, oltre ai lavoratori, colpiscono i cittadini. Infatti, il vero obiettivo alla base di questa manovra è lo spostamento di risorse economiche dal pubblico alle imprese private attraverso processi di esternalizzazione e privatizzazione. E in Italia, purtroppo, ogni privatizzazione che è stata effettuata ha procurato solamente precarietà del lavoro, minore qualità e quantità dei servizi resi all’utenza e maggiori costi per la collettività. Come RdB P.I. rivolgiamo, inoltre, un pressante appello ai mass media affinché non contribuiscano a fornire informazioni errate presentando milioni di lavoratori come una massa di scansafatiche. La verità è che i fannulloni sono una infima minoranza di privilegiati che godono della protezione di dirigenti e politici, mentre la stragrande maggioranza dei lavoratori opera quotidianamente con coscienza ed onestà assicurando, nelle difficili condizioni date, i servizi agli utenti.

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Emilia Romagna
ALTISSIMA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO E ALLE MANIFESTAZIONI COLLEGATE


Nella giornata di oggi si è svolta la protesta dei lavoratori degli Enti Previdenziali contro il D.L. 112, attualmente in discussione in Senato, e, in particolare, contro i tagli previsti ai salari dei lavoratori di INPS, INAIL, INPDAP, ENPALS che arrivano fino a cifre circa 6.000 euro annui.

La protesta è stata articolata con 2 ore di sciopero nazionale e manifestazioni regionali in tutti i principali capoluoghi.

Altissima la partecipazione l’adesione allo sciopero che ha raggiunto l’80% e alle iniziative nella nostra regione che ha comportato la CHIUSURA TOTALE di molte sedi. In particolare la Sede Provinciale INPS di Bologna, dove si è svolta un’affollatissima assemblea regionale (con folte delegazioni da Reggio Emilia, Modena, Rimini, Ferrara, ecc.) è rimasta chiusa al pubblico per TUTTA LA GIORNATA.

Dalle ore 10.30 alle 12.30 i lavoratori, a causa dell’arbitrario divieto della Questura di manifestare davanti la sede di Forza Italia, in circa 200 hanno dato vita ad una manifestazione in P.zza Ravegnana, sotto le 2 Torri, dove hanno esposto uno striscione che, accanto alla foto di Berlusconi,  così recitava:  UN IMPEGNO CONCRETO: FAR S.P.A.RIRE LA PREVIDENZA PUBBLICA!, con un esplicito riferimento al progetto berlusconiano di trasformare in S.P.A. l’Inps, l’Inail, ecc. (sul modello di Poste e FF.SS.).

Inoltre per rendere più evidente il motivo della protesta, ovvero la decurtazione dei salari, hanno esposto uno striscione con su scritto: CON L’INFLAZIONE ERAVAMO GIA’ IN MUTANDE, ORA VOLETE PURE QUELLE!!!  sottolineando il concetto con l’esibizione da parte di una decina di lavoratori e lavoratrici di altrettanti deretani.

Quello andato in scena nella giornata odierna è da considerarsi solo un assaggio di ciò che abbiamo intenzione di mettere in campo già a partire dalla fine di agosto fino alla data dello sciopero generale nazionale del 17 ottobre prossimo, indetto dal sindacalismo di base, quando oltre ai lavoratori del settore pubblico scenderanno in lotta anche quelli del settore privato.

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1 agosto 2008 - Il Giornale di Vicenza

RDB-CUB. Sciopero e petizione al Prefetto per 150 dipendenti vicentini del pubblico impiego
«Privatizzare i servizi è lo scopo del Governo»
di Gian Maria Maselli

Vicenza - Prima l’assemblea ai Chiostri di Santa Corona dei 150 dipendenti parastatali (Inps, Inail, Inpdap, Aci, Croce rossa) vicentini aderenti al sindacato Rdb-Cub, insieme ai dipendenti pubblici di Ministeri, Comune e Sanità. Poi il corteo diretto in Prefettura. Ha preso vita così la manifestazione del sindacato di base «per contrastare il progetto di smantellamento e privatizzazione del pubblico impiego attuato dal Governo Berlusconi, con tagli agli organici e alle assunzioni, azzeramento degli incentivi, decurtazione del salario in caso di malattia».
Negli uffici della Questura la fama (meritata ?) dei Rdb-Cub dev’essere tale da giustificare il richiamo di agenti anche da Bologna e Padova per il servizio di sicurezza. Poco più in là, in Provincia, c’è la Conferenza dei sindaci e dei capi-gruppo. Ma le attenzioni dei sindacati di base sono tutte per il prefetto Piero Mattei, a cui stanno andando a consegnare una petizione di 1.200 firme. Dalla strada, la delegata Luciana Corazza gli fa presente con il megafono: «Non sono i dipendenti pubblici a pesare sulle casse dello Stato, ma tangenti, mafie e mazzette. Noi invece... ci facciamo un mazzo così. Chiunque si fa curare all’ospedale di Vicenza lo tocca con mano». Rdb-Cub difende «i lavoratori pubblici che ogni giorno svolgono con professionalità il loro lavoro, in condizioni difficili per le carenze di personale. Contro di noi c’è una campagna diffamatoria senza precedenti che mina la nostra dignità. Cosa nasconde? Perchè ogni giorno veniamo apostrofati come "fannulloni" dal ministro Brunetta? La risposta è che questa operazione nasconde la volontà di smantellare l’intero sistema sociale, istruzione, sanità, pensioni in favore di logiche speculative e di mercato, senza affrontare i veri e gravi problemi del funzionamento dei servizi pubblici».
Quanto al «presunto» effetto Brunetta sulla diminuzione delle assenze per malattia, il sindacato liquida: «Rilevazioni degli ultimi due mesi, prima che la circolare del ministro fosse stata scritta».
E mentre è in vista lo sciopero generale del 17 ottobre, i sindacati di base registrano «un’ampia adesione allo sciopero di due ore messo in atto oggi dai nostri iscritti in tutta Italia».


1 agosto 2008 - Il Cittadino

Manifestazione di protesta contro il decreto 112 del ministro Brunetta: «I servizi funzionano grazie al nostro impegno»
«Chiediamo rispetto come lavoratori»
I sindacati del pubblico impiego davanti alla sede del «Cittadino»
di Cristina Vercellone
(2 foto del servizio negli Allegati)

Lodi - Bandiere alzate e un unico sogno nel cuore: essere lavoratori rispettati. Due secoli di storia e diritti conquistati con la lotta e il sangue non possono essere cancellati oggi con un colpo di spugna dal decreto 112 varato dal ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. Dopo la mega manifestazione del 22 luglio che solo a Lodi ha visto scendere in piazza 500 persone, ieri mattina i lavoratori statali hanno voluto manifestare davanti alle sedi dei principali organi di stampa. I lodigiani si sono divisi tra un’iniziativa davanti alla sede della Rai di Milano e una seconda di fronte alla sede del quotidiano della provincia di Lodi «il Cittadino». Ed è proprio qua, in via Gorini, che sono giunti in 50. Muniti di bandiere e fischietti hanno partecipato ordinatamente al presidio organizzato da Rdb/Cub pubblico impiego, la Funzione pubblica della Cgil e della Cisl, la Uil pubblica amministrazione, la Cisal e la Confsal. «Nel Lodigiano non ci sono fannulloni - commenta un ispettore del lavoro -; gli uffici vanno avanti grazie alla collaborazione tra colleghi. Non abbiamo neanche gli strumenti per svolgere l’attività. Usiamo persino i nostri cellulari privati per chiamare. Ci hanno dato un budget per i costi telefonici. Noi l’abbiamo superato e quindi siamo stati costretti a pagare di tasca nostra. La qualità del lavoro non ne beneficia di certo». Gli dà man forte un collega dell’Inps. «È vero - conferma -; quando dobbiamo parlarci per coordinare i controlli, lui mi fa uno squillo e io lo richiamo». Ma non è l’unico punto debole. Alla direzione provinciale del lavoro non hanno neanche i soldi per la benzina. «Ci hanno detto che dobbiamo uscire solo a piedi - commenta una donna esasperata -. Che controlli possiamo fare così? Soltanto in città». Gli uffici dell’Inps oggi sono rimasti chiusi per protestare, anche a Sant’Angelo e Codogno. «Chiediamo che si dia un’informazione corretta del decreto 112 - commentano Michele Riccardi di Rdb e Giovanni Bricchi della Cgil -; per questo manifestiamo davanti alle sedi dei mezzi di comunicazione. Il decreto Brunetta toglie il diritto a riposare 11 ore tra un turno di lavoro e l’altro, mentre l’obbligo di riposo ogni 7 giorni diventa bisettimanale. Quale sicurezza sul lavoro si garantisce? Pensiamo ai turni degli infermieri: in questo modo si mette in pericolo l’incolumità degli stessi pazienti. Non dimentichiamo che questi provvedimenti riguardano anche i lavoratori del privato. Sulla scuola, invece, pesa il taglio di 150 mila insegnanti. Dovranno fare le classi da 40». Il ministro Brunetta, dicono i sindacalisti, le racconta grosse. «Ha preso l’Inps come esempio di inefficienza - commenta Riccardi -. Ha detto che l’istituto ha dato in appalto la liquidazione delle pensioni e che il lavoro che all’Inps fanno in 6, nel privato lo fa una persona sola. Ma questa è una menzogna. Per legge infatti soltanto l’Inps può liquidare le pensioni».

«All’Inps e alla direzione del lavoro siamo produttivi, guardate i numeri»
Tutti in piazza contro il governo: «Non dite che siamo fannulloni»

Lodi - Non è vero che i lavoratori della pubblica amministrazione stanno con le mani in mano. Non è vero a Lodi e non è vero nel resto dello stivale. I rappresentanti sindacali lo affermano in un incontro con la direzione e l’amministrazione del «Cittadino», snocciolando uno dietro l’altro i dati relativi all’aumento della produttività nei vari settori. «I risultati ottenuti nelle agenzie fiscali tra 2006 e 2007 sono sorprendenti - spiega Giovanni Bricchi - segretario generale della Cgil Funzione pubblica -. La riscossione da attività di controllo nel 2007 ha avuto in Italia un incremento del 46 per cento rispetto a quella del 2006. Per quanto riguarda il contrasto all’evasione fiscale, nel 2007 gli accertamenti sono aumentati del 17,74 per cento. Il decreto 112, invece, rischia di vanificare i risultati raggiunti demotivando il personale con il taglio del salario di produttività». Una delle poche cose positive fatte dal governo Prodi, aggiunge Bricchi, «è di aver emesso 1.400 lavoratori in più nell’ispettorato del lavoro, portando a oltre 250 milioni e mezzo di euro di recuperi contributivi e a 97 milioni di euro di sanzioni riscosse. I salari accessori vengono dati per progetti finalizzati al recupero crediti. Se il ministro congela le risorse per la contrattazione decentrata nel 2009 e dice che le ripristina nel 2010 tagliate del 30 per cento, vuol dire che ha un comportamento schizofrenico. Da un lato dice che vuole aumentare la produttività, dall’altro taglia le risorse, impedendo agli ispettori di uscire a fare i controlli». Parlano chiaramente anche i dati locali dell’Inps. «Nel 2006 - spiega Michele Riccardi rappresentante lodigiano di Rdb e componente della Rsu dell’Inps - il tempo medio di liquidazione delle pensioni era di 27 giorni, nel 2007 è diventato di 23. Mentre tra 2006 e 2007 la produttività nella sede di Lodi è aumentata del 17 per cento». Altro che fannulloni. «25 mila aziende nel Lodigiano - aggiunge Riccardi - sono gestite da 83 lavoratori. Nel 2006 abbiamo liquidato tra pensioni e assegni sociali 1.480 persone. Ma non è tutto, al contrario di quanto si dice, il bilancio complessivo dell’Inps a livello nazionale è in attivo. L’esercizio della gestione finanziaria dell’anno in corso si chiuderà con un avanzo di 7,987 miliardi di euro». Riccardi critica anche la decisione di affidare ai privati le pensioni integrative. «Il fatto - annota - è che suscita appetiti incredibili. Avevamo già previsto tutti gli accordi con una banca e con l’Inail, avevamo creato l’area azzurra. È arrivato il precedente governo Berlusconi e ha fatto saltare tutto. Anche dietro la scelta di affidare ai tabaccai l’erogazione delle pensioni c’è un interesse puramente commerciale». Dilatando poi senza confini la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato, aggiunge Bricchi, «il decreto Brunetta fa dei lavoratori dei precari a vita». È vero, conclude Gianfranca Saronni, rappresentante della Cisal e dipendente Inps, «questo decreto si ripercuote su tutti e va a toccare le famiglie. Basta pensare alla privatizzazione dell’università, ai tagli nella scuola, all’introduzione dei ticket anche per gli esenti. Gli italiani dovrebbero essere tutti uniti e guardare cosa stanno combinando questi signori che sono al governo». Cgil, Cisl e Uil hanno già annunciato uno sciopero nazionale per il prossimo autunno.(Cri.Ver.)


1 agosto 2008 - Il Messaggero

Roma. «Dobbiamo fermare insieme lo smantellamento della previdenza pubblica...
di STEFANIA ORTOLANO

Roma - «Dobbiamo fermare insieme lo smantellamento della previdenza pubblica. Basta con la persecuzione e la demonizzazione del dipendente pubblico». Lo hanno gridato in coro più di 50 dipendenti Inps riunitisi ieri mattina in assemblea nella sede di via Spezioli durante lo sciopero al quale hanno aderito anche i dipendenti delle sedi di Lanciano e Vasto. Una giornata di lotta contro le misure del governo sul pubblico impiego, in particolare contro il decreto legge 112/2008 che verrà approvato alla Camera la settimana prossima e che «porterà tagli agli organici, blocco delle assunzioni, privatizzazione dei servizi, impoverimento della professionalità». Spiega Silvio Di Primio di Rdb cub: «Il governo ha tagliato gli incentivi sul piano di lavoro, grazie a questo i dipendenti pubblici dal 1° gennaio 2009 troveranno 200 euro netti in meno al mese sulla busta paga. Con tutti questi tagli le tariffe per i servizi subiranno un aumento, come aumenterà l'addizionale Irpef comunale e regionale sulle busta paga».
Con le nuove leggi tempi duri anche per i giovani. «Se prima c'era il divieto di cumulo - continua Di Primio - dal 26 giugno scorso chi sta in pensione può svolgere un'attività lavorativa il che vuol dire stipendi bassi e moltiplicazione del lavoro nero. Di fatto questo è la premessa alla privatizzazione di enti come l'Inps e l'Inail. Il ministro Brunetta ha detto che i contributi si pagheranno al tabaccaio o in farmacia. Mettere nelle mani di piccole aziende ciò di cui si occupa l'Inps significa affidare materie così importanti per la collettività a persone meno competenti e sottopagate».
«La protesta di oggi - dice Matteo Di Viesti, Cisl - non riguarda solo i dipendenti pubblici ma tutta la cittadinanza perché tagliare agli enti pubblici significa dare un peggior servizio ai cittadini e aprire le porte al lavoro nero».


1 agosto 2008 - Corriere Alto Adige

Inps, precari in sciopero

BOLZANO — I precari dell'Inps tornano in piazza davanti alla Rai. Una trentina di militanti del sindacato RdB ha manifestato contro la finanziaria estiva.
«Questo decreto rende tutti precari, toglie posti di lavoro e abbassa gli stipendi» dice Nadja Vitale. Con questo decreto sarà ancor più difficile regolarizzare i precari dell'Inps altoatesina. Solidarierà ai precari da tutta la sinistra locale.


1 agosto 2008 - Il Piccolo

IERI MATTINA
Inps, sportello chiuso per lo sciopero

Trieste - Sede provinciale Inps bloccata ieri per l'intera mattinata, per via dello sciopero nazionale contro il decreto Brunetta. Allo sciopero è stata abbinata un'assemblea di due ore che ha di fatto reso inaccessibile il servizio per l'intera mattinata. «Abbiamo indetto questa manifestazione – hanno spiegato le Rdb - per informare il personale sulle conseguenze del decreto». Inoltre, si protesta anche per l'estensione del periodo di reperibilità in malattia dalle 8 alle 20. Dall'assemblea è emersa la previsione di altre agitazioni nelle prossime settimane. «Pur essendo dispiaciuti per il disagio creato agli utenti – sottolinea Daniela Gomizel, delegato provinciale Inps – questo è l'unico modo per far sentire la nostra voce».


1 agosto 2008 - Corriere del Veneto

In piazza «Su 17 pensionamenti solo 2 assunzioni». E i sindacati attaccano il «Decreto Brunetta»
I dipendenti Inps: servizi a rischio chiusura
di Paola Arosio

VERONA - «Abbasso il decreto Brunetta ». «No ai tagli di personale». C'erano slogan come questi, ieri mattina, di fronte all'Inps di via Cesare Battisti. Qui i dipendenti delle cinque sedi dell'ente, Verona, Caprino, Legnago, San Bonifacio, Villafranca, si sono riuniti per dar vita alla protesta contro il decreto legge firmato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «Il governo sta operando un attacco sistematico nei confronti della pubblica amministrazione - fanno sapere i manifestanti - le razionalizzazioni di fatto si concretizzano in una diminuzione dei servizi all'utenza, il tutto aggravato dal blocco delle assunzioni. Di questo passo davanti agli uffici saremo costretti a scrivere "Chiuso per fallimento" ». Ad oggi la sede scaligera dell'Inps conta 215 dipendenti, mentre in totale le agenzie territoriali ne possiedono 68. E dall'inizio dell'anno, a fronte di 17 uscite si sono registrati due soli ingressi. Il che equivale a dire che il personale in pensionamento non viene rimpiazzato. Ci va cauto il direttore dell'istituto previdenziale Giovanni Martignoni, che usando un eufemismo dichiara: «Non godiamo di abbondanza di personale e l'età media dei dipendenti è piuttosto avanzata. Per ora, cerchiamo di gestire il problema della carenza di organico con una movimentazione interna. Il decreto fa leva su una situazione nazionale, ma a Verona non si verifica un assenteismo abnorme». «Il decreto inciderà soprattutto sui quadri intermedi - gli fa eco il funzionario Antonino Leone - qui ci mancano le professionalità». A rispondere al provvedimento di legge è anche il presidente della Provincia Elio Mosele, che sostiene: «Il nostro ente ha ottemperato alle richieste di modernizzazione del ministro. È informatizzato e ha tecnologie all'avanguardia». Entro fine anno ai Palazzi Scaligeri ci saranno 26 assunzioni a tempo indeterminato tramite concorso.
In piazza Dante, anche i rappresentanti del comparto enti locali di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato il loro malcontento nei confronti del «decreto Brunetta». Una delegazione ha poi incontrato il prefetto Italia Fortunati che ha garantito di presentare le loro istanze al governo.


1 agosto 2008 - Gazzetta di Reggio

I dipendenti dell’Inps chiedono l’aumento dei salari

REGGIO E. - Si è svolta ieri la protesta, articolata con due ore di sciopero nazionale e manifestazioni regionali in tutti i capoluoghi emiliani, dei lavoratori degli Enti Previdenziali contro il decreto legge 112 che prevede tagli fino a circa 6mila euro annui ai salari dei lavoratori di Inps, Inail, Inpdap ed Enpals. Le rappresentanze sindacali di base (RdB) evidenziano «un’altissima partecipazione all’iniziativa che ha comportato la chiusura totale di molte sedi. In particolare la Sede Provinciale Inps di Bologna, dove si è svolta un’affollata assemblea regionale (alla presenza delle delegazioni di Reggio, Modena, Rimini e Ferrara) è rimasta chiusa al pubblico per tutta la giornata».
«Quello andato in scena - scrive in una nota Donato Cardigliano dei Rdb - è da considerarsi un assaggio di ciò che abbiamo intenzione di mettere in campo a partire dalla fine di agosto fino alla data dello sciopero nazionale del 17 ottobre prossimo, indetto dal sindacalismo di base, quando oltre ai lavoratori del settore pubblico scenderanno in lotta anche quelli del settore privato».


1 agosto 2008 - Il Manifesto

PUBBLICO IMPIEGO. Sciopero Rdb-Cub contro i tagli

Contro i tagli della finanziaria al pubblico impiego, sono scesi in piazza ieri, con presidi e volantinaggi in diverse città d'Italia, i lavoratori degli enti pubblici non economici per la mobilitazione indetta dal sindacato di base RdB-Cub.


31 luglio 2008 - Omniroma

FINANZIARIA, RDB-CUB: «IN PIAZZA PER DIFENDERE PUBBLICO IMPIEGO»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Sono partite verso le 10.30 di questa mattina le iniziative a sostegno dello sciopero nel comparto degli enti pubblici non economici, indetto per oggi dalle Rdb-Cub contro la manovra economica del governo, per la dignità dei lavoratori pubblici ed in difesa dello Stato Sociale». Lo comunica in una nota Rdb-Cub. «In tutta Italia - continua la nota - si stanno svolgendo assemblee, volantinaggi e presidi di lavoratori: a Torino, Cuneo, Novara, Alessandria, Lodi, Vicenza, Verona, Chieti, Taranto, Andria si manifesta davanti alle prefetture o alle sedi degli enti; a Bologna davanti alla sede di Forza Italia; davanti alle sedi Rai i presidi di Roma, Milano, Firenze, Bari, Bolzano, organizzati con l'intento di sollecitare il servizio pubblico radiotelevisivo a dare informazione sulla mobilitazione in corso. Nella Capitale, circa 500 fra lavoratori e delegati del Lazio stanno manifestando di fronte ai cancelli del Centro Rai di Saxa Rubra. Diversi gli striscioni sul problema salariale: 'Tagliare i tagli alle retribuzioni - Parastato in lottà; 'Bisogna essere maghi per arrivare a fine mesè, con l'effige di Harry Potter, mentre quella di Totò accompagna un 'Fannulloni? Ma mi faccia il piacerè».


31 luglio 2008 - Dire

BOLOGNA. MUTANDE E SEDERI AL VENTO, PROTESTA CONTRO BRUNETTA
SCIOPERO DI 2 ORE DEI DIPENDENTI PUBBLICI, SOLO PRC-PCDL CI VANNO

(DIRE) Bologna, 31 lug. - Alla fine scatta lo sciopero. Due ore per protestare contro: la privatizzazione degli enti previdenziali, i tagli ai fondi per la produttivita' (che per un dipendente dell'Inps significa in media rinunciare a 5.000 euro di salario accessorio all'anno) e l'epiteto coniato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta verso i suoi dipendenti: Fannulloni. Ma dopo aver ricevuto attestati di solidarieta' e promesse dei partecipazione alla protesta, da vari esponenti di partito, solo Rifondazione comunista (con il responsabile dei rapporti con i movimenti Alessandro Bernardi, che propone al gruppo consigliare del Prc in Regione di presentare una richiesta di incostituzionalita' sui provvedimenti del Governo sui dipendenti pubblici, come ha gia' fatto la Toscana) e il Partito comunista dei lavoratori (con Michela Terra) si fanno vivi. Intanto, le Rdb sfoderano un vasto repertorio di iniziative di protesta, indirizzate manco a dirlo a Brunetta e al governo. La piu' eclatante? "Gia' l'inflazione ci aveva lasciato in mutande, ora volete toglierci pure quelle", recita uno striscione, messo come sfondo ad una fila di mutande stese. Striscione che, ad un certo punto, viene tolto e scopre alcuni manifestanti girati e senza mutande. Ma nessuno scempio alla pubblica decenza: i vari fondoschiena sono di plastica. E se il messaggio dei dipendenti (erano un centinaio quelli che hanno risposto all'invito a scioperare delle Rdb) non e' sufficientemente chiaro, basta leggere le tante targhe al collo, con scritto "fannullone operoso", per capire quello che i sindacalisti vogliono dire. Insomma, per le Rdb l'operazione fannullone nasconde altro. "Il tentativo e' rovinare pezzi di pubblica amministrazione che funzione Inps e Inail ad esempio, per precostituire la scusa per privatizzarli- dice Gilberto Sisini, del coordinamento regionale delle Rdb- un fanatismo liberista che e' un salto di qualita' anche rispetto al primo governo Berlusconi". Meglio: "un attacco a tutto lo Stato- incalza il sindacalista- e noi lo difendiamo dai talebani del liberismo". E nella giornata "dell'orgoglio pubblico" c'e' solo un grido che puo' risuonare sotto le Due Torri: "A lavorare, Brunetta a lavorare...".


31 luglio 2008 - Repubblica.it

Galleria fotografica del sito de La Repubblica sulla iniziativa bolognese
durante lo sciopero nazionale del Parastato
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31 luglio 2008 - Cronache del Mezzogiorno

Enti pubblici: due ore di stop contro la manovra economica del Governo

Questa mattina i dipendenti degli Enti Pubblici Non Economici (INPDAP, INPS, INAIL, ACI/PRA) sciopereranno per due ore contro la manovra economica del Governo. "Questo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dal Decreto Legge 112 e dalla manovra del Governo – afferma Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego – ma non saremo in piazza solo contro i tagli agli organici ed agli incentivi, seppure si tratta di misure pesanti che nel 2009 impediranno il turn over e toglieranno dalle tasche di un dipendente dell’INPS o dell’INPDAP circa 6.000 euro annui di salario accessorio. Vogliamo innanzitutto difendere la nostra dignità di lavoratori pubblici e impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della Pubblica Amministrazione". Vogliamo evidenziare il silenzio del servizio pubblico sulle iniziative del sindacalismo di base. In questo periodo tanti lavoratori si sono mobilitati in tutto il paese con le RdB-CUB, come il 16 luglio scorso, quando solo a Roma ben 2000 lavoratori hanno manifestato davanti al Parlamento, ma per l’informazione Rai sono rimasti degli invisibili". "Quello che sta accadendo con la pensione sociale o con le norme contro i precari - aggiunge Romagnoli - conferma la necessità di un’opposizione sindacale e sociale forte e senza compromessi. La mobilitazione del 31 luglio getterà un ponte con lo sciopero generale già indetto dalla CUB e da altre organizzazioni di base per il prossimo 17 ottobre", conclude l’esponente RdB-CUB.


31 luglio 2008 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATI RDB-CUB
Oggi sciopero e petizione al prefetto

Vicenza - «Brunetta ne colpisce cento per educarne uno»: anche Rdb-Cub scende in piazza (e in più sciopera) contro il decreto Brunetta sui dipendenti pubblici e la manovra economica del Governo.
«Oggi - comunica il sindacato- anche a Vicenza i dipendenti nostri aderenti degli Enti pubblici non economici sciopereranno per due ore. Alle 10,30 un corteo partirà dopo l’assemblea ai Chiostri di Santa Corona e raggiungerà il prefetto Mattei per consegnargli il migliaio di firme in cui gli facciamo presente la situazione critica. Alla giornata parteciperà anche una delegazione di lavoratori di Sanità, Enti locali e Ipab».
Lo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dal decreto legge e dalla manovra del Governo. «Si tratta di misure pesanti che nel 2009 impediranno il turn over e toglieranno dalle tasche di un dipendente dell’Inps o dell’Inpdap circa 6.000 euro annui di salario accessorio». E il prossimo 17 ottobre sciopero generale già indetto da Cub e altre organizzazioni di base.


31 luglio 2008 - Caserta news

Scioperano dipendenti Enti Pubblici Non Economici

Salerno – Giovedì 31 luglio i dipendenti degli Enti Pubblici Non Economici (INPDAP, INPS, INAIL, ACI/PRA) sciopereranno per due ore contro la manovra economica del Governo.
"Questo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dal Decreto Legge 112 e dalla manovra del Governo – afferma Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego – ma non saremo in piazza solo contro i tagli agli organici ed agli incentivi, seppure si tratta di misure pesanti che nel 2009 impediranno il turn over e toglieranno dalle tasche di un dipendente dell'INPS o dell'INPDAP circa 6.000 euro annui di salario accessorio. Vogliamo innanzitutto difendere la nostra dignità di lavoratori pubblici e impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della Pubblica Amministrazione".
V vogliamo evidenziare il silenzio del servizio pubblico sulle iniziative del sindacalismo di base. In questo periodo tanti lavoratori si sono mobilitati in tutto il paese con le RdB-CUB, come il 16 luglio scorso, quando solo a Roma ben 2000 lavoratori hanno manifestato davanti al Parlamento, ma per l'informazione Rai sono rimasti degli invisibili".
"Quello che sta accadendo con la pensione sociale o con le norme contro i precari - aggiunge Romagnoli - conferma la necessità di un'opposizione sindacale e sociale forte e senza compromessi. La mobilitazione del 31 luglio getterà un ponte con lo sciopero generale già indetto dalla CUB e da altre organizzazioni di base per il prossimo 17 ottobre", conclude l'esponente RdB-CUB.


31 luglio 2008 - Il Manifesto

STATALI
Cgil, Cisl e Uil verso lo sciopero. Oggi in piazza i sindacati di base

Si è concluso ieri con un nulla di fatto l'incontro sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego fra i sindacati e l'Aran.L'agenzia ha proposto l'apertura di tre tavoli con i sindacati: uno per il rinnovo del contratto 2008-2009, uno per la riforma del modello contrattuale e uno per contribuire all'elaborazione dei decreti delegati di riforma della pubblica amministrazione per il personale non dirigenziale. Per Alfredo Garzi, segretario nazionale della Cgil-Funzione pubblica, «È stato un incontro dove non è uscito nulla di positivo e di nuovo non ci sono risorse per il rinnovo dei contratti, solo una vaga promessa per settembre. Per il momento rimangono le mobilitazioni e - continua Garzi - in autunno faremo un'ulteriore verifica sulla situazione che, se non cambierà, porterà allo sciopero generale». Per Tarelli della Cisl-Fp, «non si può fare un contratto su un tasso di inflazione che è meno della metà di quella reale». Mostra disappunto anche Enrico Panini, segretario generale Flc-Cgil, secondo il quale servono sedi di confronto politico «vere» nelle quali affrontare i temi discussi ieri. L'Aran avrebbe infatti svolto un ruolo improprio, su mandato del ministro Renato Brunetta che vuole evitare di incontrare i sindacati.
Previsto invece per oggi lo sciopero di due ore dei dipendenti degli enti pubblici non economici, indetto dalle Rdb-Cub Pubblico Impiego. Le manifestazioni, che avverranno in tutta Italia e davanti alle sedi Rai, saranno sede per protestare contro la manovra economica del governo. Non solo il settore del cosiddetto «parastato» sarà colpito pesantemente dal decreto legge ma, come afferma Luigi Romagnoli del Coordinamento nazionale Rdb-Cub, si vuole «impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della pubblica amministrazione», difendendo allo stesso tempo la dignità dei lavoratori pubblici.

I TAGLI DEL GOVERNO
Inferiori per decreto legge
Il governo corregge le norme su assegno sociale e precari. Ma gli immigrati restano esclusi. E per i non assunti resta la «sanatoria» sulle cause in corso. Che sono la maggior parte, non solo alle Poste
di Sara Farolfi

ROMA - Cambiare tutto per non cambiare niente. O quasi. Sulle ultime - ma solo in ordine temporale - 'norme scandalo', il governo porta a casa esattamente ciò che voleva. La preclusione dell'assegno sociale per gli immigrati residenti in Italia da meno di dieci anni. E la «sanatoria» per le aziende che hanno stipulato «irregolarmente» contratti a tempo determinato, e che ora non potranno più essere obbligate da un magistrato alla stabilizzazione del rapporto di lavoro, potendosela agevolmente cavare con un'indennità dalle 2,5 alle 6 mensilità. Un piccolo cadeau per Poste, ma non solo.
La commissione bilancio del senato ha dato il via libera, ieri, agli emendamenti correttivi del governo sull'assegno sociale, sulla norma cosiddetta 'anti precari' e sulla flessibilità di bilancio, espressamente richiesta dal presidente della repubblica. Il decreto che anticipa la finanziaria arriva oggi all'esame del senato. Le casalinghe (prodighe, in aprile, di voti al governo) cantano vittoria, a dimostrazione che è l'interesse particolare a regnare sovrano nel paese.
Per beneficiare, in futuro, dell'assegno sociale bisognerà infatti dimostrare di avere soggiornato per almeno dieci anni nel territorio nazionale e non più, in aggiunta, di avere percepito un reddito di importo pari all'assegno sociale stesso (circa 400 euro al mese). Più che l'assegno però, ad essere «salvi» sono preti, suore e casalinghe. Indigenti, ma rigorosamente italiani. Resta infatti l'obbligo dei «dieci anni continuativi di soggiorno», e così l'assegno sociale viene precluso ai cittadini immigrati e soprattutto, in perfetta sintonia con la mente leghista autrice del blitz, a coloro che arrivano in Italia con la strada del ricongiungimento familiare.
Ma anche per quanto riguarda i precari, le correzioni sembrano più di forma che di sostanza. «Nessuna marcia indietro del governo», dice il ministro Sacconi, che ben conosce la materia. La correzione sembra infatti avere eliminato il riferimento alla possibilità che un giudice possa riconoscere «nullo» un contratto a tempo determinato stipulato 'irregolarmente' (nel non rispetto cioè delle causali che vincolano l'assunzione stessa a tempo parziale). Ma quella «nullità» era di ambigua lettura anche prima, non essendo chiaro se a considerarsi nullo dovesse essere tutto il contratto, oppure la sua caratteristica di «parzialità» (che dunque, sempre in sede di giudizio, avrebbe potuto trasformarlo in contratto stabile).
La «fregatura» invece - come la definisce il giuslavorista Piergiovanni Alleva - resta esattamente quella di prima. E non è una notizia neppure il fatto che la norma si applichi unicamente alle cause in corso (trattandosi di un dietrofront che il governo era già stato costretto a fare), «anche se sul punto - sulla possibilità cioè che la norma potesse ritenersi valida anche per le cause a venire - qualche dubbio era stato espresso due giorni fa dagli stessi tecnici del senato», nota Fulvio Fammoni (Cgil). Di fatto il provvedimento stabilisce che «per i giudizi in corso il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il lavoratore per un importo compreso tra le 2,5 e le 6 mensilità». Non sarà cioè più costretto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. Ma i giudizi in corso (e va ricordato che sono tre i gradi di giudizi) sono la maggior parte. Non solo alle Poste, a differenza di quanto dice Sacconi, ma anche in Rai, e più in generale nelle aziende giornalistiche e della comunicazione, in Alitalia e nel settore privato (turismo e commercio soprattutto). I contratti a tempo determinato (2,3 milioni in Italia, dati Istat) sono la forma più abusata di precarietà. Perciò la possibilità di ricorrere in giudizio costituisce per i lavoratori precari una sorta di 'articolo 18'.
«La norma è incostituzionale e noi faremo partire il ricorso alla corte costituzionale», dichiara Fammoni, notando «il dietrofront del governo». Secondo il sindacato di base Rdb-Cub, «non cambia nulla». E in parlamento, Walter Veltroni boccia i correttivi «abborracciati» e chiede al governo di ritirare i due provvedimenti, quello sui precari e quello sull'assegno sociale.


31 luglio 2008 - Liberazione

Veltroni ha bocciato i correttivi, da lui definiti «abborracciati», e ha anche chiesto al governo di avere «un soprassalto di responsabilità»; altrimenti, ha aggiunto , la reazione del Pd sarà «negativa»
di Fabio Sebastiani

Veltroni ha bocciato i correttivi, da lui definiti «abborracciati», e ha anche chiesto al governo di avere «un soprassalto di responsabilità»; altrimenti, ha aggiunto , la reazione del Pd sarà «negativa». La critica è all'intera politica economica del governo, accusato di «mettere le mani nelle tasche degli italiani». Aver impostato la manovra economica basandosi su un'inflazione programmata del 1,7% vuol dire imporre una sorta di nuova imposta «che colpisce i poveri, i lavoratori e le famiglie». Bersaglio polemico di Veltroni anche la politica del governo per contrastare il caro benzina: «Il prezzo del petrolio in questi giorni è diminuito, ma quello della benzina no. Dov'è Robin Hood?», ha detto. Alle bordate di Veltroni ha risposto il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Non è vero che abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani. Aiutiamo chi è in difficoltà e confermiamo l'assegno sociale per gli italiani che ne hanno bisogno. Prodi li tassava».
Secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero, le modifiche su assegni e precari sono «piccole, modeste e del tutto insufficienti, «Mi sento, per una volta - ha aggiunto - in totale sintonia con quanto affermato dal segretario del Pd Walter Veltroni: si tratta di modifiche assolutamente insufficienti, oltre che incostituzionali».
Netto rifiuto delle modifiche alle norme contro i precari anche da parte dell'Associazione Stampa Romana che ha chiesto «l'abrogazione totale» della norma. «Decine se non centinaia di colleghi, così come centinaia di migliaia di lavoratori precari di altri settori, vedranno cancellate sentenze di primo e secondo grado, già emesse a loro favore - spiega il segretario dell'Asr Paolo Butturini - A parte i dubbi di costituzionalità per una norma che interviene su una sentenza e su procedimenti in corso, il rischio è di aggiungere precarietà a precarietà». L'Asr ha chiesto anche alla Fnsi di proseguire la mobilitazione e le pressioni sul Governo e sui parlamentari perchè si arrivi alla cancellazione.
C'è poi il capitolo sulla flessibilità di bilancio. Accogliendo le osservazioni del Quirinale, le modifiche richieste dall'emendamento prevedono anche una serie di nuovi paletti. Oltre al fatto che la rimodulazione dei programmi delle dotazioni finanziarie di ciascuna «missione di spesa» dei vari ministeri sarà limitata solo al 2009, la rimodulazione dei bilanci ministeriali potrà essere sempre anticipata con semplice decreto ministeriale, ma con qualche limite in più rispetto al testo originario: non bisognerà infatti «pregiudicare il conseguimento delle finalità definite dalle norme sostanziali», non si potrà superare il tetto del 10% delle risorse finanziarie stanziate e sarà limitata all'esercizio finanziario 2009. Eliminato, infine, il potere del ministro dell'Economia di modificare le rimodulazioni con proprio decreto nei casi più urgenti. Torna, infine, l'obbligo di revisione per tutte le cooperative, senza distinzione tra piccole e grandi. Mentre la norma introdotta nel testo della Camera escludeva dai controlli le cooperative con un volume d'affari superiore ad un milione di euro, la modifica presentata in Senato ripristina la revisione dei controlli su tutte le cooperative, andando così incontro alle richieste di Lega Coop e Confcooperative.
Oggi i presidenti delle Regioni saranno ricevuti a Palazzo Chigi per riprendere il confronto sui temi della manovra finanziaria. L'incontro era stato chiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, dopo gli strappi che si erano verificati in occasione della presentazione delle misure del governo. Le Regioni chiederanno che siano ripresi il dialogo istituzionale e sviluppato il concetto di leale collaborazione tra i vari livelli di governo, anche nella fase delle riforme istituzionali e del federalismo fiscale, in discussione in questo periodo. Gli strappi si sono verificati proprio quando il Governo ha deciso unilateralmente di apportare tagli e ristrutturazioni a importanti voci di spesa come l'Ici, l'edilizia abitativa e la sanità. Su questi tre capitoli la dotazione è stata decurtata di nove miliardi, fanno sapere i presidenti, senza che dall'altra parte ci sia stato né un riequilibrio né il saldo dei debiti pregressi. Intanto l'Anci, l'associazione che raccoglie i comuni italiani fa sare che i risparmi aggiuntivi ammontano 2,2 miliardi «rispetto a quanto richiesto dal patto di stabilità 2007». «Questo il contributo che i Comuni italiani hanno dato ai conti pubblici nazionali», ha affermato Fabio Sturani, sindaco di Ancona e Vice Presidente Anci.
Sul fronte delle proteste, a fermarsi per due ore saranno oggi i dipendenti degli Enti Pubblici non Economici, aderenti a Rdb-Cub. Iniziative territoriali si svolgeranno in molte città. A Roma è previsto un presidio davanti al Centro Rai di Saxa Rubra, a Milano presso la sede di corso Sempione, a Firenze presso quella in Largo De Gasperi, a Bari in via Dalmazia, a Bolzano di fronte alla Rai in piazza Mazzini.
I rappresentanti sindacali delle Forze armate ieri hanno lanciato un «grido d'allarme« contro i tagli che li colpiscono durante un'audizione informale del Cocer da parte delle commissioni Difesa dei due rami del Parlamento. Malumore anche tra magistrati e avvocati che, in un'inedita alleanza, protestano per la «sforbiciata» di quasi 900milioni di euro in tre anni per il settore giustizia.


31 luglio 2008 - Brescia Oggi

ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI DELL’INAIL

Brescia - Le organizzazioni sindacali Cisl, Cgil, Uil, Cisal e Rdb hanno organizzato per oggi dalle 8.30 alle 10.30 alla sede provinciale Inail in via Cefalonia 52, al primo piano, un’assemblea in video conferenza aperta a tutto il personale. L’assemblea è stata organizzata per manifestare il dissenso dei dipendenti Inail sui contenuti del Dl 112/2008 e la campagna denigratoria contro i dipendenti pubblici.


30 luglio 2008 - Prima

RDB-CUB: 31 LUGLIO PARASTATO IN SCIOPERO CONTRO LA MANOVRA

(PRIMA) ROMA - Giovedì 31 luglio i dipendenti degli Enti Pubblici Non Economici sciopereranno per due ore contro la manovra economica del Governo. "Questo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dal Decreto Legge 112 e dalla manovra del Governo – afferma Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego – ma non saremo in piazza solo contro i tagli agli organici ed agli incentivi, seppure si tratta di misure pesanti che nel 2009 impediranno il turn over e toglieranno dalle tasche di un dipendente dell’INPS o dell’INPDAP circa 6.000 euro annui di salario accessorio. Vogliamo innanzitutto difendere la nostra dignità di lavoratori pubblici e impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della Pubblica Amministrazione". Iniziative territoriali si svolgeranno in molte città, diverse davanti alle sedi Rai a partire dalle ore10.30: a Roma è previsto un presidio davanti al Centro RAI di Saxa Rubra, a Milano presso la sede di Corso Sempione, a Firenze presso quella in Largo De Gasperi, a Bari in via Dalmazia, a Bolzano di fronte alla Rai in piazza Mazzini. "Saremo davanti alle sedi RAI – spiega Romagnoli – perché vogliamo evidenziare il silenzio del servizio pubblico sulle iniziative del sindacalismo di base. In questo periodo tanti lavoratori si sono mobilitati in tutto il paese con le RdB-CUB, come il 16 luglio scorso, quando solo a Roma ben 2000 lavoratori hanno manifestato davanti al Parlamento, ma per l’informazione Rai sono rimasti degli invisibili". In occasione dello sciopero sono previste altre iniziative a Torino, Cuneo, Novara, Alessandria, Lodi, Vicenza, Verona, Bologna, Chieti, Andria. "Quello che sta accadendo con la pensione sociale o con le norme contro i precari - aggiunge Romagnoli - conferma la necessità di un’opposizione sindacale e sociale forte e senza compromessi. La mobilitazione del 31 luglio getterà un ponte con lo sciopero generale già indetto dalla CUB e da altre organizzazioni di base per il prossimo 17 ottobre", conclude l’esponente RdB-CUB.


30 luglio 2008 - Apcom

Finanziaria/Domani sciopero personale parastato aderente alla Cub
Previste manifestazioni in diverse città

Roma, 30 lug. (Apcom) - Domani i dipendenti degli enti pubblici non economici aderenti alla Confederazione unitaria di base (Cub) sciopereranno per due ore contro la manovra economica del Governo. "Questo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dal decreto legge 112 e dalla manovra del Governo - afferma Luigi Romagnoli, rappresentante del coordinamento nazionale Rdb-Cub pubblico impiego - ma non saremo in piazza solo contro i tagli agli organici e agli incentivi. Vogliamo innanzitutto difendere la nostra dignità di lavoratori pubblici e impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della pubblica amministrazione". Iniziative territoriali si svolgeranno in molte città, diverse davanti alle sedi Rai a partire dalle ore 10,30: a Roma è previsto un presidio davanti al centro Rai di Saxa Rubra, a Milano presso la sede di corso Sempione, a Firenze presso quella in largo De Gasperi, a Bari in via Dalmazia e a Bolzano di fronte alla Rai in piazza Mazzini. Sono previste altre iniziative a Torino, Cuneo, Novara, Alessandria, Lodi, Vicenza, Verona, Bologna, Chieti e Andria.


30 luglio 2008 - Ansa

MANOVRA: RDB-CUB, DOMANI DUE ORE SCIOPERO NEL PARASTATO

(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Domani 31 luglio i dipendenti degli Enti Pubblici Non Economici, aderenti al sindacato di base sciopereranno per due ore contro la manovra economica del Governo. "Questo sciopero interessa uno dei settori pubblici più colpiti dalla manovra del Governo - afferma Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego - ma non saremo in piazza solo contro i tagli agli organici ed agli incentivi, seppure si tratta di misure pesanti che nel 2009 impediranno il turn over e toglieranno dalle tasche di un dipendente dell'Inps o dell'Inpdap circa 6.000 euro annui di salario accessorio. Vogliamo innanzitutto difendere la nostra dignità di lavoratori pubblici e impedire la riduzione dei servizi per i cittadini attraverso la liquidazione della Pubblica Amministrazione". Iniziative territoriali, ricorda la Rdb-Cub, si svolgeranno in molte città, diverse davanti alle sedi Rai a partire dalle ore 10.30: a Roma è previsto un presidio davanti al Centro RAI di Saxa Rubra, a Milano presso la sede di Corso Sempione, a Firenze presso quella in Largo De Gasperi, a Bari in via Dalmazia, a Bolzano di fronte alla Rai in piazza Mazzini.


30 luglio 2008 - IMG Press

LA RDB-CUB DEL PARASTATO IL 31 LUGLIO SCIOPERA CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA

La RdB-CUB del Pubblico Impiego ha indetto due ore di sciopero negli Enti Pubblici Non Economici, uno dei settori più tartassati dalla manovra economica del governo. L’appuntamento è per giovedì 31 luglio, dalle 10 alle 12, con iniziative articolate a livello cittadino. "Mentre CGIL-CISL-UIL organizzano assemblee retribuite nella sala delle bandiere al Comune di Messina dei dipendenti pubblici, noi individuiamo nello sciopero l’adeguata risposta allo scontro aperto dal governo con il DL 112 del 25 giugno scorso. I lavoratori degli Enti previdenziali sono poi tra i più colpiti dai tagli agli incentivi, visto che un dipendente dell’INPS o dell’INPDAP perderà circa 6.000 euro annui di salario accessorio". Dopo la giornata di mobilitazione nazionale del 16 luglio scorso, nella quale si sono svolte numerose iniziative a livello territoriale, la protesta sta proseguendo nei posti di lavoro, con assemblee spontanee, blocco degli sportelli e presidi presso le prefetture. "Lo sciopero del 31 luglio avrà al primo posto la difesa della nostra dignità di lavoratori pubblici, di fronte ad una campagna diffamatoria che non ha precedenti, i tagli agli organici, il blocco del turn over e della stabilizzazione dei precari, la cancellazione degli incentivi, il peggioramento delle norme sulle assenze per malattia, non servono a far funzionare meglio la Pubblica Amministrazione, ma determinano le condizioni per un ampio scontro sociale che troverà la sua rappresentazione massima nello sciopero generale indetto per il 17 ottobre da CUB, COBAS e SdL".


30 luglio 2008 - La Nuova Ferrara/Gazzetta di Reggio, Modena

«Altro che fannulloni, c’è un disegno del governo»
I lavoratori Inps e Inail: attenti, ci privatizzano

BOLOGNA - I dipendenti dell’Inps, Enpals, Inpdap e Inail di Bologna e dell’Emilia-Romagna protestano contro lo smantellamento dei loro istituti. Almeno, è così che leggono l’intervento del governo sulla previdenza: primo passo verso la privatizzazione (magari per vendere i servizi alle compagnie di assicurazioni), tagli di circa 6 mila euro agli stipendi dei lavoratori, turnover bloccato da anni. Tutti elementi che porteranno a un peggioramento del servizio offerto, e alla chiusura di vari uffici decentrati. Come dire: «Gentile utente, in un futuro molto prossimo potresti trovare un cartello con scritto ‘Chiuso per fallimento’», avvertono gli oltre cento lavoratori che ieri si sono radunati per protesta davanti alla sede Inps di Bologna (già domani le Rdb sciopereranno due ore). Una sede che ha visto il suo organico ridursi continuamente: ora i dipendenti sono 350 più un centinaio per il regionale. Nel 2004 erano il 10% in più. A fronte di questo però il servizio offerto è sempre migliorato: la previdenza emiliano-romagnola può vantare il 2º posto in Italia per efficienza. Le Rsu hanno avviato una raccolta di firme e hanno scritto una lettera a dipendenti, direttori generali, capi del personale degli istituti previdenziali, al ministro della Fp Brunetta e dell’Economia Tremonti, contestando oltre alla scure, «l’arroganza e il disprezzo del loro datore di lavoro»: il governo. «L’attacco del governo ai lavoratori pubblici dell’Inps, bollati indiscriminatamente come fannulloni, è un’operazione ideologica - tuona Giovanna Acerra, presidente del Comitato regionale Inps - tesa a creare fratture tra i lavoratori, smantellare il welfare e sminuire il ruolo delle parti sociali per nascondere i problemi reali del paese».


29 luglio 2008 - Dire

INPS. SINDACATI: VOGLIONO FARCI CHIUDERE PER FALLIMENTO
LAVORATORI AL PRESIDIO CONTRO IPOTETICA PRIVATIZZAZIONE E TAGLI

(DIRE) Bologna, 29 lug. - I dipendenti dell'Inps, Enpals, Inpdap e Inail di Bologna e dell'Emilia-Romagna protestano contro lo smantellamento dei loro istituti. Almeno, e' cosi' che leggono l'intervento del Governo sulla previdenza: primo passo verso la privatizzazione, tagli di circa 6 mila euro agli stipendi dei lavoratori, turnover bloccato da anni. Tutti elementi che porteranno ad un peggioramento del servizio offerto, e alla chiusura di vari uffici decentrati. Come dire: "Gentile utente, in un futuro molto prossimo potresti trovare un cartello con scritto 'Chiuso per fallimento'", avvertono gli oltre cento lavoratori che quest'oggi si sono radunati in segno di protesta davanti all'ingresso della sede Inps di Bologna (gia' giovedi' le Rdb sciopereranno due ore e a settembre, se le cose non cambieranno si alzera' la temperatura del conflitto). Una sede che ha visto il suo organico ridursi continuamente: ora i dipendenti dell'istituto di previdenza del capoluogo emiliano sono circa 350 e un centinaio quelli che lavorano nella struttura regionale. Ma nel 2004 erano il 10% in piu'. A fronte di questo pero' il servizio offerto e' sempre migliorato: la previdenza emiliano-romagnola puo' vantare il secondo posto in Italia per efficienza. Le Rsu hanno dato vita ad una raccolta di firme, perche' i primi a pagare il dissesto previdenziale sono proprio i cittadini. Non solo: contemporaneamente hanno scritto una lettera indirizzata a dipendenti, direttori generali, responsabili del personale degli istituti previdenziali, al ministro della Funzione pubblica (Renato Brunetta) e dell'Economia (Giulio Tremonti) in contestano non solo la scure, ma anche "l'arroganza e il disprezzo del loro datore di lavoro": il Governo. 'Fannulloni' alla riscossa? Macche'. "L'attacco del governo ai lavoratori pubblici dell'Inps, bollati indiscriminatamente come fannulloni, e' un'operazione ideologica- tuona Giovanna Acerra, presidente del Comitato regionale Inps dell'Emilia-romagna- tesa a creare fratture tra i lavoratori, smantellare il welfare e sminuire il ruolo delle parti sociali per nascondere i problemi reali del paese". Dietro a questo attacco le Rsu pero' ci vedono altro: un tentativo di coprire i tagli di fronte all'opinione pubblica. Non solo: una sorta di sabotaggio della previdenza, in modo da poter dire un giorno "va cosi' male, privatizziamola". E il primo passo e' gia' stato fatto: "Il piano industriale del governo- denuncia Davide Cinelli delle Rsu- prevede la trasformazione in spa degli enti previdenziali" (e la cessione del restante patrimonio immobiliare). Dunque, la filosofia dell'esecutivo Berlusconi e' molto semplice: "'Privato e' bello'- spiega Cinelli- E gli esempi di Poste e Ferrovie sono sotto gli occhi di tutti...". E poi i servizi offerti dall'Inps ora gratuiti, diventeranno a pagamento, ipotizzano i sindacati. E gia' per Cinelli c'e' un primo identikit di chi potrebbe allungare le mani sui cio' che ora gestisce l'Inps: "Pensioni, disoccupazione, mobilita' tutti servizi che a dei privati fanno gola, ad esempio alle assicurazioni". Intanto, la presidente del Comitato regionale, esprime "forte preoccupazione per la crisi sociale che si sta delineando con il peggioramento delle condizioni di lavoro, l'abbassamento della qualita' dei servizi e l'attacco al ruolo contrattuale del sindacato". Invece delle "'sparate del ministro 'Brunetta'- conclude Acerra- bisognerebbe definire due poli sicurezza e previdenza, eliminare ridondanze e sovrapposizione dei ruoli, realizzare delle sinergie riordino della governance in senso duale". E riorganizzare i comitati. Quelle proposte gia' presentate al Governo Prodi e rilanciate da un accordo tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.


29 luglio 2008 - Il Quaderno

Benevento: il 31 luglio sciopero dei lavoratori degli Enti Pubblici non Economici

Benevento - Giovanni Venditti della Federazione Provinciale RdB/CUB, ha reso noto che giovedì 31 luglio si terrà lo sciopero nel settore degli Enti Pubblici non Economici (INPDAP, INPS, INAIL, ACI/PRA). "Allo sciopero – si legge nella nota - hanno aderito anche i lavoratori degli uffici ubicati nella provincia di Benevento. Per tale occasione, sono state programmate assemblee sui posti di lavoro con inizio dalle 9. La giornata di mobilitazione culminerà con lo sciopero previsto a fine turno dalle 12 alle 14".
"Il Governo, con il decreto n.112 – conclude Venditti -, taglia quote rilevanti di retribuzione accessoria, retribuzione non contemperata in busta paga in sede di rinnovi contrattuali ed accantonata per essere erogata ai fini del raggiungimento della produttività, il cui importo ad oggi si attesta su una media di 500 euro mensili. La nostra posizione è netta e decisa. Su questi punti non faremo retromarce".

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