07 luglio 2020, ultimo aggiornamento alle 02:55
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Fondi pensione: a un anno dalla riforma il bilancio è pesantemente negativo

Nazionale, 23/06/2008 18:29

 

Da maggio 2007 i fondi negoziali, secondo la Covip (Comitato di vigilanza fondi pensione), hanno perso l’1,9%,  mentre il TFR  ha reso il 3,6%. Le adesioni crescono poco o addirittura calano. Non aderiscono i giovani. Non si è dovuto aspettare troppo perché si capisse che affidare il Trattamento di Fine Rapporto ai fondi era peggio che giocare a bingo.

La previdenza integrativa non è decollata e il progetto di smantellare la previdenza pubblica è sostanzialmente fallito. E’ questo il giudizio che emerge dai dati ad un anno dal tentativo di scippo del TFR a favore della  previdenza privata.

In un anno i maggiori fondi aziendali o di categoria hanno perso l’1,9%, con punte dell’8-10% per le linee azionarie, mentre il TFR in azienda si è rivalutato del 3,6%.
Tra mancato guadagno e perdite realizzate chi ha conferito ai fondi il TFR ha perso il 5,5%.

E’ bastato un anno per far capire che c’è un forte rischio per il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere dalla resa dell’investimento, solo i gestori, le banche e gli speculatori che hanno la possibilità di “giocare” con i soldi dei lavoratori.

Alla fine di aprile 2008, sono circa 4,65 milioni  gli aderenti  alla previdenza complementare, un quinto dei circa 22 milioni potenziali sottoscrittori. Tra i 12,2 milioni di dipendenti privati aderisce solo il 25%, circa tre milioni di lavoratori.

In fatto di adesioni nei primi quattro mesi del  2008, si registrano rallentamenti, e addirittura cali. Inoltre i fondi, non convincono i giovani e i precari già sfruttati e mal retribuiti.

Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla CUB, continua a tenere il TFR in azienda.

La CUB ritiene che non vada abbassata la guardia anzi va rafforzato l’impegno per:

1.    Rivendicare, per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi, il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.
2.    Informare i nuovi assunti sui rischi dello scippo del TFR a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.
3.    Rilanciare la previdenza pubblica, strumento unico, universale ed insostituibile per assicurare il mantenimento del reddito percepito prima del pensionamento.

 

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