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Commercio

Lottomatica: USB non firma l’accordo integrativo aziendale. Briciole ai lavoratori, milioni alla dirigenza

Roma,

La trattativa per il rinnovo dell’Accordo Integrativo Aziendale (AIA) in Lottomatica S.p.A. si è conclusa oggi con un esito netto e politicamente chiaro: da un lato la firma di CGIL, CISL e UIL; dall’altro il rifiuto di USB di sottoscrivere un accordo giudicato insoddisfacente.

Una scelta coerente con il mandato ricevuto dai lavoratori e con un principio non negoziabile: non svendere diritti né accettare peggioramenti mascherati da compromessi.

USB ha portato al tavolo della trattativa una piattaforma rivendicativa solida e concreta, finalizzata a ottenere reali miglioramenti salariali e delle condizioni di lavoro. Una piattaforma tutt’altro che ideologica o irrealistica, costruita sui bilanci pubblici dell’azienda, su dati oggettivi e su un’analisi puntuale dell’organizzazione del lavoro.

Nel corso della trattativa, la stessa Lottomatica ha più volte dichiarato l’urgenza di affrontare il problema strutturale dell’elevato accumulo di ROL e ferie, fonte di criticità organizzative e di costi significativi. Partendo proprio da questo nodo — indicato dall’azienda come centrale per la ridefinizione del sistema premiale — USB ha avanzato una proposta strutturata e innovativa: riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 40 a 38 ore a parità di salario, attraverso l’assorbimento dei ROL ma che sarebbe stata compensata -e ricompensata- da un sistema equilibrato di maggiori riconoscimenti economici.

Una proposta che, superate le iniziali resistenze datoriali, era stata giudicata credibile e degna di approfondimento, al punto da essere rielaborata dalla stessa azienda e sottoposta alle altre organizzazioni sindacali.

CGIL, CISL e UIL hanno però respinto tale ipotesi senza alcun confronto di merito, manifestando una chiusura pregiudiziale verso qualsiasi riduzione dell’orario di lavoro, nonostante la disponibilità aziendale ad aprire in modo significativo su tutti i principali aspetti economici e contrattuali.

Nell’incontro odierno abbiamo appreso che le altre sigle si sono accontentate di “salvare” le 40 ore settimanali, senza mettere in sicurezza i ROL — che l’azienda ha dichiarato di voler progressivamente azzerare — e senza neppure discutere seriamente le proposte economiche avanzate.

L’accordo siglato in bozza da CGIL, CISL e UIL ricalca sostanzialmente la proposta datoriale dei primissimi incontri, con minimi scostamenti rispetto al precedente AIA: una vera e propria resa sul terreno delle rivendicazioni.

Con questa firma, CGIL, CISL e UIL rinunciano esplicitamente a miglioramenti già messi sul tavolo dalla stessa azienda, tra cui:

  • incremento del PDR del +16% in tre anni;
  • +2 euro complessivi sul buono pasto;
  • fino al 2% di contribuzione aziendale aggiuntiva al Fondo Fonte;
  • introduzione di un meccanismo di over performance con ulteriori premialità;
  • cumulabilità di indennità e maggiorazioni.

Una firma frettolosa e miope che priva le lavoratrici e i lavoratori di miglioramenti salariali e di welfare concreti, certificando l’ennesima sconfitta subita in nome della volontà di chiudere un accordo “a qualsiasi costo”.

Il quadro diventa ancora più grave se confrontato con quanto Lottomatica ha comunicato agli azionisti. In una nota ufficiale, il Comitato Nomine e Remunerazione, a fronte di risultati definiti “oltre le migliori previsioni”, ha deliberato per il triennio 2025–2027 aumenti straordinari delle premialità per l’Amministratore Delegato e per l’intero top management.

Per l’Amministratore Delegato sono previsti:

- +100% nel 2025;   

- +100% nel 2026;

- fino al +200% a fine triennio al raggiungimento degli obiettivi.

A fronte di una retribuzione annua di circa 1,18 milioni di euro, ciò significa oltre 6 milioni di euro di premialità nel triennio, cui si sommano bonus rilevanti per l’intera dirigenza strategica.

Per i lavoratori, invece, restano solo le briciole — anche grazie alla complicità di CGIL, CISL e UIL.

Un accordo che non ha alcuna logica se non quella della svendita consapevole di salario, tempo di vita e prospettive future.

Un accordo ancora più inaccettabile se si considera che Lottomatica realizza utili enormi grazie a concessioni statali, quindi pubbliche, senza alcuna reale redistribuzione della ricchezza prodotta, che continua a concentrarsi nelle mani di chi già percepisce stipendi milionari.

Per tutte queste ragioni USB ha ritenuto doveroso NON sottoscrivere l’accordo e dichiara fin da ora la propria volontà di costruire, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, tutte le necessarie iniziative di mobilitazione, protesta e denuncia, in ogni sede, per difendere e riconquistare diritti, salario e dignità.

 

USB Unione Sindacale di Base – Coordinamento Commercio