14 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 19:30
Insieme siamo imbattibili.

Roma. LE BELLE STATUINE!

Roma, 13/09/2007 13:34
In allegato il volantino impaginato

Dopo la pausa estiva, preceduta dalla mobilitazione dei lavoratori con 1 ora di sciopero il 1° Giugno a sostegno del rinnovo del contratto decentrato; dopo l’occupazione del Consiglio Comunale a Luglio affinché ci fosse una presa di coscienza politica rispetto alle condizioni materiali dei dipendenti comunali e dell’esercito di precari di cui si avvale la democratica giunta Veltroni, RdB deve necessariamente rilanciare nuove iniziative di lotta.

Il frutto di quelle mobilitazioni aveva dato origine ad un accordo con cui, tra l’altro, veniva sancito l’accesso ad una nuova progressione orizzontale e la possibilità – per coloro che hanno raggiunta la posizione economica massima consentita – di una indennità “ad personam” variabile da 700 a 850 Euro.

Dopo la mancata autorizzazione a sottoscrivere l’accordo da parte della Giunta nella seduta del 3 Agosto (con cui però venne invece sottoscritto il contratto decentrato della dirigenza), oggi l’amministrazione comunale si accorge – per voce del segretario generale – di sostanziali irregolarità che ne impedirebbero la definitiva sottoscrizione.

Ci chiediamo da quale pulpito viene la predica visto che tanta solerzia giuridica proviene (ahinoi) da un autorevole funzionario che, al pari di un corposo gruppo di amministratori capitolini, è stato condannato a risarcire il danno procurato al Comune di Roma, per non aver vigilato sulla proliferazione di consulenze inutili (anche l’attuale capo del personale era nella partita).

Tale insigne curriculum gli ha consentito il trattenimento in servizio fino al 70° anno di età (sebbene l’amministrazione non era obbligata a farlo).

Inoltre – date le virtù – è stato insignito della carica di Vice Presidente del Teatro dell’Opera di Roma e di componente del Collegio dei Revisori all’interno delle Assicurazioni di Roma (partecipata dal Comune).

Non ultimo, ha avallato – in barba al principio dell’onnicomprensività della retribuzione– il proliferare di compensi per collaudi, commissioni, etc. dei dirigenti capitolini e lui stesso ha beneficiato di tale trattamento.Si è infine piegato alla “ragion di stato” - in occasione dell’attribuzione delle posizioni organizzative alle figure di staff dei politici - senza colpo ferire, anzi! 

All’atto di porle a carico del bilancio, anziché del fondo, sono quasi raddoppiate e ne è, inevitabilmente, aumentato l’importo (38 quelle riattribuite al personale, 68 quelle ora istituite, 1,2 milioni di Euro la spesa).

Ancora una volta le “belle statuine” cgil-cisl-uil-csa-diccap, si sono ripetute nell’esercizio di sempre: distogliere i lavoratori dalla rivendicazione diretta delle loro ragioni.

Improvvisano trattative virtuali, sterili azioni di disturbo (conciliazione in prefettura) finalizzate ad un solo scenario: confermare il loro ruolo di garanti della tenuta sociale.La miseria in cui questi “addormentatori sociali” ci stanno riducendo, impone invece uno scatto d’orgoglio.

RdB è dell’avviso che l’approssimarsi del rinnovo delle RSU fornisca uno strumento formidabile a ciascun lavoratore e a ciascuna lavoratrice per impedire a questi intollerabili e squalificati personaggi di nuocere ancora.Le esigenze del personale, oggi, debbono essere la prima priorità.  

Una notte bianca di meno si può tollerare, un servizio primario alla città (si tratti delle scuole, della viabilità, dei servizi amministrativi, di quelli sociali, di quelli tecnici, etc.) non deve e non può essere disatteso.

Per troppi anni i dipendenti hanno sopportato la riduzione costante di personale, il conseguente incremento dei carichi di lavoro, le retribuzioni da fame e sono stati ripagati con l’insultante marchio di lavativi, assenteisti, fannulloni, etc.  

Salvo poi stupirsi se qualche cittadino, esasperato dall’incapacità di certa dirigenza, si sente autorizzato ad aggredire il malcapitato “operatore allo sportello”.

RdB invita quindi ciascun/a dipendente ad organizzarsi per riaffermare:la centralità del lavoro pubblico e il diritto ad una retribuzione dignitosa.

 

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