12 novembre 2019, ultimo aggiornamento alle 21:41
Insieme siamo imbattibili.

COMUNICATO STAMPA VV.F. SALERNO

Salerno, 16/08/2007 00:00
Il mercato delle emergenze, la salvaguardia della vita umana e la sicurezza in mare, un privilegio per chi se lo può permettere ?

A proposito di convenzioni, il mercato delle emergenze, in questi ultimi anni ha deviato fondi per migliaia di migliaia di milioni di euro verso un sistema di soccorso a pagamento, (altro che volontariato), messo in piedi per attingere questi fondi dai vari governi regionali, provinciali e comunali che per legge, hanno il compito di lotta attiva agli incendi boschivi e non solo, e che hanno dato come risultato un meccanismo perverso della spartizione delle risorse passando attraverso l’utilizzo di associazioni private, volontari a pagamento, società, operai stagionali, lavoro a richiesta che è dato dal bosco che brucia, flotte aeree etc. Oggi questi soldi (vedi delibera provincia Salerno), vengono spalmati finanche a guardie a cavallo o associazioni volontarie di guardie venatorie, per avvistamento incendi ?. Non si sa più a chi darli per contrastare il fenomeno incendio, trascurando quella che in Italia è l’unica organizzazione antincendio professionista nel vero significato della parola, capace, qualora venga messa di nuovo in condizione d’intervenire con efficienza, competenza e tempestività su tutto il territorio nazionale e quindi, anche per la repressione degli incendi boschivi. Lo stiamo denunciando da anni, quello che è il quadro emerso dalla corte dei conti non è altro che il risultato dei tagli per la maggior parte realizzati in seguito a questo mercato ogni anno, diventato sempre più esigente, più cresceva è più diminuiva l’interesse per noi è più ci tagliavano risorse economiche, organici e mezzi. Oggi per far fronte alla ristrettezza economica che ha colpito anche il nostro sistema retributivo, siamo costretti a svendere il soccorso e la nostra professionalità accettando di bivaccare sui presidi autostradali per 26 ore di seguito durante l’esodo estivo, arrivando a sentirsi dire: “la convenzione con l’Anas ci impedisce di uscire di un metro fuori dal tratto autostradale”, per soccorrere una vittima d’incidente stradale che ha chiesto aiuto, e il caso di dire ‘’non ci posso credere’’ oppure presidiare in numero ridotto e logisticamente in modo indegno, non si è capito bene con quali compiti, l’ospedale cittadino che rappresenta un cattivo esempio delle norme in materia di prevenzioni incendi, altresì si continua a fornire prestazioni per i servizi di vigilanza, e per le squadre A.I.B,. Premesso che il servizio ordinario viene reso possibile grazie all’utilizzo di circa 50 precari oramai in pianta stabile da tempo. Che i caschi rossi, sono senza organici e risorse economiche, questa organizzazione sindacale lo sta denunciando da anni senza timore di essere smentiti, i motivi li conosciamo, li abbiamo appena detti, non ci rimane che dire: tutti i soldi spesi o parte di essi, in più, quelli per i precari circa 950.000 mila euro all’anno e quelli risparmiati per l’abolizione del servizio di leva, etc. basterebbero a consentire di ’assumere il personale necessario affinché il corpo nazionale possa essere in grado di fornire e migliorare le sue funzioni di organo preposto alla tutela dei beni ed alla salvaguardia della vita umana sul nostro territorio”. La parte politica deve, con alto senso di responsabilità, convenire sulla necessità urgente di rivalutare quelle che sono le caratteristiche e l’efficacia di un apparato di soccorso pubblico, potenziandolo e destinandovi risorse nuove, uomini e mezzi per riqualificare tutte le sedi di servizio, distribuendole così sul territorio in modo da garantire con un’alta percentuale il rispetto dei tempi massimi previsti per un intervento ritenuto utile ed efficace. Detto questo, ci rimane ancora una convenzione tra le tante ed è quella dei presidi acquatici e per la quale oggi abbiamo scritto al prefetto nell’ interesse dei cittadini ed a salvaguardia delle pari opportunità, in particolare alla vita umana per sapere: se i cittadini che frequentano le spiagge e si immergono nelle acque a sud di Salerno e su tutto il litorale, cittadini che appartengono a questa provincia in cui pagano i contributi, hanno la stessa tutela degli abitanti e di quanti frequentano e s’immergono nelle acque di pollica Comune del cilento al quale, ci risulta, il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Salerno ha destinato uomini e mezzi dietro retribuzione delle prestazioni fornite, svendendo praticamente il soccorso pubblico a chi se lo può permettere. Non vogliamo entrare nel merito della convezione e dei guadagni, non conoscendone il contenuto, ci preme sapere dagli organi preposti se ai cittadini di questa provincia e dell’intera costa della regione Campania in special modo chi dall’entroterra d’estate viene a bagnarsi sulle spiagge in zone con alta statistica di perdite di vite umane per annegamento, come il litorale da Salerno ad Agropoli, hanno la garanzia di ricevere la stessa tutela di chi paga e se lo può permettere in virtù della bandiera blù assegnata. Vogliamo sapere se i piani di sicurezza per la fascia costiera garantiscono questa tutela, se il comando provinciale dei Vigili del fuoco è in grado senza l’ausilio dei mezzi dislocati, di portare soccorso a parità di condizioni sul restante territorio di competenza. Preoccupati da quanto riportato dagli organi d’informazione e dai numerosi cartelli che avvisano dell’assenza di qualunque tipo di assistenza o vigilanza nei tratti di spiagge libere dove sono esposti, ci auspichiamo un suo autorevole intervento affinché il presidio e le garanzie che esso offre sia esteso a tutto il territorio per la salvaguardia della vita di tutti i cittadini se necessario potenziando gli organici ed i mezzi utili allo scopo. Ci risulta altresì la presenza nelle nostre acque territoriali della prestigiosa goletta verde che di recente ha consegnato le 5 vele blu al Sindaco di Pollica - Acciaroli – Pioppi, che da sempre vigila sull’ambiente, come del resto si prodiga Michele Buonomo presidente di Legambiente che giustamente rivendica il rispetto delle leggi ricordando che il territorio demaniale è dello Stato e quindi di tutti i cittadini, non possiamo non essere d’accordo con chi difende e tutela i cittadini così come vorremmo che sulle nostre spiagge vi fosse un livello di attenzione per la vita e la sicurezza in mare delle persone e non scadesse, come è consuetudine della società moderna in mera formalità o propaganda per fini economici a chi è preposto al soccorso tecnico urgente.

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