14 dicembre 2019, ultimo aggiornamento alle 09:00
Insieme siamo imbattibili.

i MODELLI VIVENTI precari delle Belle Arti e dei Licei artistici:incontro con il Sott.segretario Dalla Chiesa e lettera di RdB/CUB al Direttore Generale AFAM

Firenze, 29/01/2008 10:54

Dopo l'incontro con il Sottosegretario del Ministero della Università con delega all'AFAM On. Dalla Chiesa le RdB chiedono al direttore Generale AFAM Dott. Civello che si risolva concretamente la questione con specifiche direttive per il rinnovo dei contratti in scadenza, la loro trasformazione a breve a tempo indeterminano e attraverso il riconoscimento professionale nel nuovo ccnl AFAM

in onda sulla BBC Radio World Service un servizio dedicato alla vertenza dei modelli viventi.

 La BBC internazionale si può ascoltare anche via computer collegandosi a questo link:

 http://www.bbc.co.uk/worldservice/outlook/2008/01/080108_trailpage08_outlook.shtml

 Il servizio rimarra' sul sito BBC per una settimana

January 18, 2008

SAPIENZA: MODELLI VIVENTI IN POSA CONTRO LA PRECARIETA'/ANSA
RAGAZZA 'IMPICCATA' AD UN CAVALLETTO, E' 'LA MORTE DELL'ARTE'
   (ANSA) - ROMA, 17 GEN - Una modella impiccata ad un
cavalletto con su scritto ''Vogliamo contratti stabili''. E'
cosi' che i modelli viventi che lavorano nelle accademie di
belle arti e licei artistici hanno rappresentato la ''morte
dell'Arte'' nella performance che ha avuto luogo davanti
all'Universita' La Sapienza di Roma e non nella piazzetta
antistante la Facolta' di Lettere e Filosofia dove era prevista.
   Questa mattina infatti, nessuno si e' esibito nella citta'
universitaria: a causa della cerimonia di apertura dell'anno
accademico, le forze dell'ordine hanno permesso solo a
professori e studenti di varcare i cancelli.
    I modelli, arrivati a Roma, da molte citta' italiane, sono
rimasti fuori le mura della Sapienza e non sono riusciti ad
entrare per denunciare la loro precarieta' al ministro
dell'Universita' Fabio Mussi, ma nonostante tutto non si sono
arresi e non sono passati inosservati.
    Sotto la pioggia, prima su terrazzo davanti l'entrata
dell'Universita' di Via de Lollis poi per strada, ragazzi e
ragazze hanno portato avanti la loro manifestazione-performance:
su sono cambiati d'abito per trasformarsi in pitture e statue
classiche per dimostrare la loro professionalita', ma
soprattutto per denunciare la loro condizione di ''modelli
viventi di precarieta'''. Un abito con una Venere disegnata che
passava da una ragazza all'altra, trucchi molto pesanti, strane
capigliature, sorrisi e espressioni impostate: tutto un po'
bagnato ma abbastanza affascinante per far fermare i passanti,
tra i quali molti ragazzi che forse speravano in un nudo 'vero'.
   ''La delusione e' grande - afferma una modella vivente
nonostante il permesso della Questura di manifestare ci
ritroviamo per strada, lontani dal ministro Mussi che tra
l'altro anche in questa occasione ha continuato ad ignorarci''.
    Lo scopo che questi ragazzi affermano di voler raggiungere
consiste nel riuscire ad ottenere dei contratti stabili e nel
vedere riconosciuta la figura della modella e del modello
vivente, un ruolo che per secoli e' stato alla base del lavoro
dei piu' importanti pittori e scultori, mentre oggi, ''in alcuni
licei artistici gli studenti non sanno neanche chi siamo e
qual'e' il contributo che possiamo dare all'arte''.
    ''Il nostro lavoro nasce con il David di Michelangelo - dice
una modella - non ce lo siamo inventato. Non sopportiamo piu'
questa situazione di abbandono, siamo costretti a lavorare in
condizioni pessime, spesso nelle scuole mancano le sale di posa
e siamo costrette a posare nude o seminude in un'aula in cui
chiunque potrebbe entrare da un momento all'altro nonostante il
cartello di avvertimento che gli studenti appendono fuori la
porta della classe. Oltretutto in caso di supplenza o mancanza
del professore di ruolo, come se niente fosse, senza avvertirci,
ci rimandano a casa perche' non possiamo posare''.
    Un'altra ragazza ha posto anche il problema dei contributi,
lamentando che sono cinque anni che non li riceve e che non
riesce a risolvere il problema.
   Arrabbiati e delusi per l'ennesima occasione mancata di
confronto con il ministro i modelli hanno proseguito la loro
manifestazione-performance: quando, tra la Venere di Botticelli,
Paolina Bonaparte e il Pensatore di Roden, qualche curioso ha
chiesto in cosa consiste il loro lavoro, hanno risposto:
''consiste nella posa, la recitazione e l'espressione del
silenzio del corpo''. (ANSA).
     I02-VN
17-GEN-08 18:03 NNNN

 

The Times, January 18, 2008

 

We won’t take this lying down, say nudes<//u><//u><//u><//u>

Richard Owen in Rome and Ben Hoyle, Arts Reporter

Doing nothing for a living is not as easy as it looks. That was the militant message from Italy yesterday where artists’ nude models climbed back into their clothes and went on strike for better pay and conditions.

The protesters — male and female — said that they wanted “professional recognition” and full-time contracts. Only 50 of about 300 models at Italian art schools are on fixed annual contracts, with the rest hired by the hour.

Antonella Migliorini, 42, said that it was “a tough, cold job” posing in the nude, often for eight hours a day. “We are not porn stars,” she said. “If you’re lucky enough to have a full-time job you might make ¤25 an hour.

However, there will always be people willing to do it, despite the poor pay. “It can be rewarding to be immortalised as great art,” said Rachel Campbell-Johnston, The Times’s chief art critic, who modelled for Eduardo Paolozzi and Euan Uglow. “But it can also be extremely physically demanding. Rodin used to twist his models into painful positions and make them stay like that for hours. Lucian Freud demands that you turn up punctually day after day. It can take years and you can’t walk out halfway through.”

The professional life model emerged with the rise of formal art schools and photography in the 19th and 20th centuries. The hiring of artists’ models has a long tradition in Rome, where it caught the eye of Charles Dickens in his travel book Pictures from Italy. It took a nude protest in the 1970s to secure full-time contracts.

Yesterday the models kept their clothes on for a protest at a ceremony inaugurating the academic year at La Sapienza, Rome’s main university. The main speaker at the ceremony was supposed to be the Pope, but the Vatican cancelled his visit because of alarm over student protests against his conservative views on science and ethics. About 30 models posed at the university entrance in imitation of famous art works, including Botticelli’s Venus, Degas’s ballerinas and Rodin’s The Thinker.

Rossella Lamina, a spokeswoman for the trades union backing the protest, said that more than 60 art teachers in Rome, Florence, Venice, Carrara, Turin and Reggio Calabria had signed the life models’ appeal.

Ivo Bomba, a professor at the Rome Academy of Fine Arts, said that although art schools had recently been given university status they lacked the “financial clout” of universities and sometimes had to choose between hiring life models and paying for equipment and supplies. Ms Migliorini, from Florence, said that being a life model required “imagination and physical resistance”. But art schools “do not show us much consideration — our privacy is violated. Once a group of about 30 Japanese tourists turned up and started taking photographs. I had to cover myself up quickly.” She said: “You have to be examined by a commission of teachers who are supposed to judge what sort of person you are. In the end though they usually pick the pretty ones.”

Asked if there was an age limit, she said that “most models are fairly young — but that’s a big mistake, since students have to learn how to draw the elderly human body as well as Venuses”. Ms Migliorini said that she was taking a degree in the history of theatre as a fallback.

Nando Dalla Chiesa, an education ministry official, said he had agreed to meet the protesters. “We need to get to the bottom of this,” he said.

Dopo lo sciopero e la manifestazione del 17 alla Sapienza i "Modelli viventi" verranno ricevuti dal Sottosegretario Dalla Chiesa 

 18 gennaio 2008 - Il Manifesto

La protesta dei modelli viventi «Noi, gli sfruttati dell'Arte»

Roma - Ieri i «modelli viventi» - i giovani che posano per Accademie d'arte e licei artistici - hanno scioperato per chiedere migliori condizioni di lavoro. Dal 1999 non sono più inquadrati da dipendenti statali ma hanno contratti a progetto di un anno o lavorano in prestazione occasionale, senza neanche il diritto alla riconferma. Organizzati dalle Rdb-Cub, i modelli hanno svolto una performance- protesta alla Sapienza di Roma.

18 gennaio 2008 - La Stampa

Quello sciopero dei «Modelli viventi»

A pagina 29 della Stampa di ieri, nell’articolo intitolato «Nude per quattro soldi» è attribuito lo sciopero dei «Modelli viventi» ai Cobas. Invece lo sciopero è stato indetto dalla Cub Scuola per il comparto Scuola e da Cub RdB per il comparto Università.
COSIMO SCARINZI - COORDINATORE NAZIONALE DELLA CUB SCUOLA

SAPIENZA: C'ERANO ANCHE 'MODELLI VIVENTÌ CONTRO PRECARIETÀ

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Si è tenuto oggi, fuori le porte dell'università La Sapienza di Roma, lo sciopero nazionale dei modelli viventi, proclamato dalle Rappresentanze Sindacali di Base e dalla Cub Scuola contro la precarietà. Nonostante il regolare permesso della Questura di Roma, i modelli viventi non sono riusciti ad entrare alla Sapienza dove avrebbero dovuto mettere in atto la loro forma di protesta, perchè, in occasione della cerimonia di apertura dell'Anno Accademico le forze dell'ordine hanno chiuso le porte dell'università a tutti coloro che non fossero professori o studenti in possesso del tesserino universitario.

17 gennaio 2008 - Prima

SAPIENZA, RDB-CUB «MODELLI VIVENTI IN POSA CONTRO LA PRECARIETA'»

(PRIMA) ROMA – Anche la RDB-CUB ha espresso il suo parere riguardo alla mancata visita del Papa alla Sapienza. "Nonostante la militarizzazione a cui questa mattina è stata sottoposta l’Università la Sapienza di Roma, che ha impedito ai modelli viventi di Accademie di Belle Arti e Licei di manifestare davanti alla Facoltà di Lettere, i lavoratori, in sciopero nazionale per l’intera giornata di oggi, hanno ugualmente svolto la loro manifestazione-performance davanti all’entrata di Via De Lollis. Una rappresentanza di circa 30 fra modelle e modelli, provenienti da Firenze, Roma, Torino, Macerata, Salerno e Genova, si sono messi in posa ispirandosi a pitture e statue e classiche: dalle ballerine di Degas, a Paolina Bonaparte di Canova, passando per la Venere di Botticelli ed il Pensatore di Rodin. E’ poi seguita una performance dedicata alla "morte dell’Arte", in cui una modella impiccata ad un cavalletto con su scritto "Vogliamo contatti stabili" ha inteso rappresentare la precarietà della condizione di questi lavoratori". "E’ grave l’indicazione data del Rettore Guarino di far entrare nell’ateneo solo gli studenti muniti di tesserino, impedendo così ai modelli in sciopero di esser visti dal Ministro Mussi", dichiara Carmela Bonvino, della Federazione nazionale RdB-CUB. "Ancor più grave appare l’atteggiamento del Ministro Mussi, che nonostante la nostra richiesta formalizzata per essere ricevuti in delegazione, ha preferito continuare ad ignorare la vertenza dei modelli", conclude la sindacalista. Al termine dell’iniziativa il Coordinamento dei Modelli ha comunque deciso di continuare a sollecitare i Ministri sulla vertenza e di proseguire insieme alle RDB-CUB con nuove e creative forme di mobilitazione per la convocazione di un tavolo sulla stabilizzazione.

17 gennaio 2008 - La Stampa

Nude per quattro soldi
Nelle Accademie sciopero delle modelle: "Ci trattano come bidelle dell’arte"
di FRANCESCO OLIVO

ROMA - Immobili sì, ma invisibili no. Le modelle, e i modelli, delle accademie e dei licei artistici si ribellano: oggi niente pose. Lo sciopero è stato indetto dai Cobas per protestare contro il precariato ormai diffusissimo anche in quegli ambienti e per ottenere un riconoscimento professionale che oggi viene negato. Per secoli sono state figure fondamentali per pittori e scultori, ma negli ultimi tempi sono passati di moda e, anche nelle accademie, l’ingresso delle nuove tecnologie sta cambiando tutto. Fanno un lavoro duro, al freddo, sempre nudi, con stipendi di appena 900 euro, quando va bene. La maggior parte di loro vive con contratti a progetto, da 25 euro lordi l'ora. Per i più fortunati, invece, il contratto è annuale, da personale non docente, in pratica dei bidelli dell'arte. Oggi saranno alla Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico, sperando di poter incontrare il ministro Mussi, al quale hanno inviato una lettera con le loro rivendicazioni. «Il nostro lavoro non viene riconosciuto, posiamo anche per otto ore al giorno e ci trattano come materiale didattico - racconta Antonella Migliorini, 42 anni, fiorentina, modella vivente di lungo corso - eppure facciamo una professione difficile con una lunga tradizione alle spalle, che richiede fantasia e grande resistenza fisica. Le accademie e i licei non ci considerano, spesso violano la nostra privacy, gli artisti vogliono fotografie, ai direttori degli istituti interessiamo soltanto quando arrivano le telecamere della Rai, ma non siamo pornostar». La storia di Antonella comincia 17 anni fa sulla spiaggia di San Vincenzo, nel livornese, quando una signora chiede di poterla ritrarre per un disegno. Lei accetta e dopo poco finisce a posare in un liceo artistico di Firenze. «Di solito, però, si inizia con una specie di esame fatto da una commissione di insegnanti. Dicono di valutare le capacità delle persone, ma alla fine scelgono le più carine». Si fa tanta gavetta anche per posare, «non c’erano i soldi per pagarmi, così la preside dell’artistico passava nelle classi e chiedeva ai ragazzi "volete la modella o i pennarelli nuovi?", per fortuna gli studenti mi preferivano alla cancelleria. Così sono andata avanti per tre anni a diecimila lire l'ora. Poi si è liberato un posto e mi sono guadagnata un contratto annuale». E’ un mestiere particolare quello dei modelli, a una certa età si smette, «sì, nelle accademie siamo tutti abbastanza giovani, ma è un errore, gli studenti non devono imparare soltanto a ritrarre Venere, esistono anche Cristo e San Girolamo, no?». I modelli viventi, proprio in quanto semiclandestini subiscono tante discriminazioni: «Una volta nel 1996 ci fu un caso di tubercolosi in una classe, furono immediatamente disposte analisi per studenti e professori, il direttore mi chiamò e mi disse "faccia lei". E’ una condizione umiliante, pensi anche al rischio di intossicazione che si corre con le vernici, la Asl fa verifiche su tutti tranne che su di noi, che viviamo sempre a contatto con i pennelli». Il fatto di spogliarsi per mestiere può causare qualche imbarazzo: «I ragazzi, a dire il vero, sono sempre rispettosi, mai una battuta oscena o un doppio senso volgare. Delle volte, però, non si fa attenzione a chi entra nelle classi, qualche anno fa si è presentata una comitiva di giapponesi, trenta persone che scattavano foto, mi sono subito coperta». Di equivoci ne succedono tanti: «E’ capitato che una ragazza posasse coi tacchi a spillo e le calze a rete, forse pensava di andare a fare la lap-dance in discoteca. In realtà, è un mestiere molto duro, quando lo si sceglie bisogna saperlo, arrivano tante persone pensando di rilassarsi e si ritrovano per ore fermi, in aule enormi, gelide e sudice, sono in molti a essere scappati dopo mezz'ora». Chi fugge, forse, lo fa anche per la precarietà di un settore, che non riesce a raggiungere un riconoscimento dallo Stato, il vero problema è che non esiste alcuna garanzia sul ricollocamento nel mondo del lavoro una volta che si smette di posare. Della questione promette di occuparsi Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all'università con delega alla formazione artistica: «Ci incontreremo presto, anche con il ministero della pubblica istruzione, voglio approfondire la vicenda». Le complicazioni burocratiche non frenano l'ottimismo di Antonella, «Il futuro? La laurea in Storia del teatro, mi mancano pochi esami. Mi piacerebbe insegnare, ho l'abilitazione per le scuole di infanzia, per qualche anno continuerò a posare, ma poi basta, mi rivesto per sempre».

 

 

«MODELLI VIVENTI» di precariato. Alla Sapienza domani protesta il PRECARIATO IN UN SAPERE MINACCIATO.

Le Rappresentanze Sindacali di Base e la Cub Scuola hanno proclamato per il 17 Gennaio lo sciopero nazionale dei Lavoratori precari c.d. Modelli viventi. Non ostante le numerose richieste di incontro fatte al Ministro Mussi e al Ministro Fioroni per avviare un confronto sulla stabilizzazione dei precari c.d. modelli viventi i due Ministeri non intendono applicare le norme per la stabilizazione di questi precari che da anni e anni lavorano nelle Accademie di Belle Arti e Licei artistici del “bel paese”.

“Per questi motivi e in concomitanza con la giornata di sciopero le RdB e la Cub Scuola con il Coordinamento Nazionale dei Modelli viventi protesteranno all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma, in occasione della visita del Ministro Mussi.” dichiara Carmela Bovino del Coordinamento Nazionale RdB/CUB” sarà una protesta emblematica perché i c.d. Modelli viventi metteranno in atto una Performance a partire dalle ore 09.30 nella piazza antistante la Facoltà di Lettere dell’Università la Sapienza all’interno delle iniziative di protesta che si terranno in quel luogo e in quella occasione e cioè dimostreranno praticamente la loro professionalità posando come soggetti di quadri famosi e denunceranno la loro condizione di lavoratori “modelli viventi di precarietà” all’interno del mondo universitario e scolastico”

 

I «modelli viventi», che posano per gli studenti nelle scuole di pittura e scultura nelle classi di figura disegnata e modellata, sono tutti precari. Se fino al ’99 erano dipendenti statali a contratto annuale e dopo 10 anni di servizio potevano chiedere il passaggio a custodi, in seguito cominciarono a chiedere il riconoscimento di titoli di studio superiori; nel ’99 i sindacati confederali contrattarono con il ministro che chi aveva piú di 5 anni di servizio e titolo di studio potesse passare, tramite esame, ad assistente amministrativo. Chi rimaneva a fare il modello, se aveva piú di 5 anni di servizio restava a contratto annuale – precario a vita; se con meno anni di servizio, rimaneva piú precario, con contratto a prestazione d’opera; chi era assunto dopo il 2000 era piú precario ancora, senza nemmeno diritto di riconferma – e qualcuno lavora cosí ormai da 7 anni. Per non parlare delle vie di “conoscenze” tramite cui si viene “reclutati”, delle a volte penose condizioni di lavoro, del non diffuso rispetto delle norme di sicurezza (L. 626) e delle tante “disponibilità” a cui molti sono costretti, nella speranza di essere riconfermati.

 

“A sostegno della vertenza, prosegue Bonvino,  oltre 60 docenti delle Accademie delle Belle Arti di Firenze, Roma, Venezia, Carrara e Torino hanno sottoscritto un appello per la stabilizzazione e il riconoscimento della specifica professionalità lanciato da questi precari, che alleghiamo.”

 

“Auspichiamo che la giornata di domani, conclude Cosimo Scarinzi della CUB Scuola, visto anche la rinuncia del Papa a partecipare, possa essere un’utile occasione per mettere in evidenza i veri problemi del mondo accademico e scolastico e che la protesta richiami il Ministro Mussi ai suoi compiti di governo e all’attuazione degli impegni elettorali di lotta alla precarietà del Governo che rappresenta e della sua specifica parte politica, ad oggi – miseramente- ancora inevasi nel mondo della scuola, dell’università e della ricerca scientifica e non solo”

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

RIUNIONE NAZIONALEdel PERSONALE PRECARIO

delle Accademie delle Belle Arti e dei Licei Artistici di Stato

per decidere le prossime iniziative di mobilitazione

 

Firenze - Sabato 22 Settembre 2007 – ore 15

c/o la sede della RdB/CUB, in Via Galliano 107

 

Il 12 luglio scorso, si è svolto presso la Federazione RdB-CUB di Firenze, un incontro con una rappresentanza di personale precario presente all’interno delle Accademie e dei Licei Artistici nel quale si sono affrontate le problematiche connesse alla condizione contrattuale precaria dei “modelli viventi” che operano nella mansione di modello nell’insegnamento di disegno, pittura e scultura.

Si è deciso di avviare da subito un coordinamento nazionale di tutti i lavoratori precari interessati che attualmente subiscono le più svariate forme contrattuali: dai tempi determinati, alle prestazioni d’opera.

Nell’Assemblea le RdB-CUB ha avanzato proposte concrete, evidenziando che grazie alla mobilitazione dell’autunno scorso la legge Finanziaria ha previsto una norma che permette la stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato e la trasformazione a tempo determinato dei Co.Co.Co..

Ma la Finanziaria non basta perché è necessario mobilitarsi affinché queste norme vengano applicate anche dalle Accademie e dai Licei così che gli si obblighi ad avviare le stabilizzazioni e ad individuare le risorse necessarie per la trasformazione dei contratti parasubordinati in subordinati e dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

 

Manifestazione Taranto

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni